Italia

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Italia
Italia – Bandiera Italia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Italia - Localizzazione
Italia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Italiana
Nome ufficiale Repubblica Italiana
Lingue ufficiali italiano
Capitale Roma  (2,808,293 ab. / 2020)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Proclamazione 10 giugno 1946
Ingresso nell'ONU 14 dicembre 1955
Ingresso nell'UE 25 marzo 1957
(paese fondatore)
Superficie
Totale 302 072 km² (72º)
% delle acque 2,4%
Popolazione
Totale 58 997 201 ab. (2023) (25º)
Densità 195,31 ab./km² (39º)
Nome degli abitanti italiani
Geografia
Continente Europa
Confini Francia, Svizzera, Città del Vaticano, San Marino, Austria, Slovenia
Fuso orario UTC+1 (ora solare)
UTC+2 (ora legale)
Economia
Valuta Euro
PIL 2 090 448 milioni di $ (2020) ()
Reddito pro capite 41 433 $ (2020) (33º)
ISU (2020) 0,906 (molto alto) (30º)
Varie
Dominio internet .it, .eu
Prefisso telefonico +39
Sigla automobilistica I
Inno nazionale Il Canto degli Italiani
Festa nazionale 2 giugno
Italia - Mappa
Italia - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Regno d'Italia (1861-1946)
 


L'Italia (nome ufficiale: Repubblica Italiana) è un paese situato nel sud dell'Europa. La sua capitale è Roma. Ha una superficie di 301 336 km² e una popolazione di 58 997 201 abitanti. La sua moneta è l'euro. Il Capo dello Stato è Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio dei ministri è Giorgia Meloni.

Le più grandi città italiane sono: Roma, Milano, Napoli, Torino, Reggio Calabria, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania e Palermo.

Nel 2022 l'Italia risulta essere l'ottava potenza economica al mondo.[1] Si vive bene, c'è un alto sviluppo e molte persone vivono per più di ottanta anni.[2] È uno degli Stati fondatori dell'Unione Europea e dell'OCSE, è membro dell'ONU, l'Organizzazione delle nazioni Unite. È poi membro del G7, G8 e G20, è una delle potenze europee ed è il nono paese al mondo per spese militari. È il paese del mondo con più patrimoni dell'umanità (UNESCO) ed è il quinto paese più visitato del mondo.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il popolamento del territorio italiano risale alla preistoria, epoca di cui sono state ritrovate importanti testimonianze archeologiche. L'Italia è stata abitata a partire dal paleolitico, periodo di cui conserva numerosi siti archeologici come la grotta dell'Addaura, i Balzi Rossi, Monte Poggiolo, il ponte di Veja, la Grotta Guattari, Gravina in Puglia, Altamura e Ceprano.[4]

Numerosi ritrovamenti documentano anche il periodo neolitico (cultura della ceramica cardiale e cultura dei vasi a bocca quadrata), l'età del rame (cultura di Remedello, cultura del Rinaldone, cultura del Gaudo), l'età del bronzo (incisioni rupestri della Val Camonica, cultura dei castellieri, cultura appenninica, civiltà nuragica, cultura delle terramare, cultura protovillanoviana).

Espansione della civiltà etrusca dall'VIII al VI secolo a.C.

Per ciò che riguarda l'età del ferro, che in Italia coincide con il periodo preromano, si ricordano la civiltà villanoviana e i popoli indoeuropei trasferitisi in Italia dall'Europa orientale e centrale in varie ondate migratorie; essi si mescolano alle etnie preesistenti nel territorio, assorbendole, o stabilendo una forma di convivenza pacifica con esse; si delinea in tal modo fin da quest'epoca la suddivisione regionale del territorio italiano.

Nell'Italia settentrionale, accanto ai Celti (comunemente chiamati Galli), vi sono i Liguri (originariamente non indoeuropei poi fusisi con i Celti), mentre nell'Italia nord-orientale vivono i Paleoveneti, di origine incerta, forse italica o illirica o, secondo alcune fonti, provenienti dall'Asia Minore.[5][6]

Nell'Italia peninsulare, accanto agli Etruschi convivono popoli di origine indoeuropea definiti italici, fra cui Umbri, Latini, Sabini, Falisci, Volsci, Equi, Piceni, Sanniti, Apuli, Messapi, Lucani, Bruzi e Siculi. Altri popoli non indoeuropei, autoctoni, erano presenti in Sicilia (Elimi e Sicani) e in Sardegna, abitata fin dal II millennio a.C. da varie etnie nuragiche, forse identificabili con l'antico popolo degli Shardana.[7]

L'età romana[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire vedi la pagina: Età regia di Roma.


Per approfondire vedi la pagina: Repubblica romana.


Per approfondire vedi la pagina: Impero romano.


Il mito racconta della fondazione di Roma avvenuta nel 753 a.C. ad opera di Romolo, primo re di Roma. L'età regia, nella quale si succedettero sette re, durò fino al 509 a.C., quando a seguito di contrasti interni arrivò la fine della supremazia etrusca sulla città e al decadimento delle istituzioni monarchiche, dando vita ad un periodo repubblicano durato circa mezzo millennio.[8] A seguito della guerra civile romana, tra il 44 ed il 31 a.C., nel 27 a.C. nacque l'Impero romano, considerato uno dei più grandi ed organizzati imperi della storia, che espanse il proprio dominio su tutto il bacino del Mediterraneo.[9] Nel 395, dopo la morte di Teodosio I, l'Impero fu suddiviso tra i suoi due figli, Onorio e Arcadio, dal punto di vista amministrativo ma non politico, in una parte occidentale e in una parte orientale.[10] L'Impero romano d'Occidente cade nel 476 quando Odoacre, ultimo di una schiera di condottieri germanici che nel periodo di decadenza dell'Impero romano d'Occidente avevano condotto le proprie orde in territorio italico, depone l'ultimo imperatore d'Occidente, Romolo Augusto.[10]

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

La Corona Ferrea, simbolo dei re d'Italia

Odoacre governa l'Italia fino al 493, quando viene deposto e ucciso,dopo una guerra di cinque anni, dagli Ostrogoti di Teodorico. Comincia allora il regno ostrogoto, un dominio che rappresenta un periodo di pace e stabilità e che s'interrompe nel 535 quando il territorio italiano diventa teatro della guerra gotica, che vede l'imperatore d'Oriente Giustiniano I contrapporsi al regno ostrogoto. Nel 553, dopo quasi un ventennio, l'impero bizantino riesce a sconfiggere gli Ostrogoti e ad annettere l'Italia. Il conflitto devasta l'intero territorio, portando a una grave crisi demografica, economica, politica e sociale.[11] Centro del potere bizantino in Italia diviene Ravenna. Gli anni della dominazione bizantina vedono l'aggravarsi delle condizioni di vita dei contadini a causa della forte pressione fiscale e di una terribile pestilenza che spopola ulteriormente il territorio tra il 559 e il 562. L'Italia, indebolita e impoverita, non ha la forza di opporsi a una nuova invasione germanica, quella dei Longobardi capeggiati da Alboino.

L'Italia nell'anno 1084

Tra il 568 e il 569 la penisola perde l'unità politica: i Longobardi, entrando dal Friuli, conquistano gran parte dell'Italia centro-settentrionale, chiamata Langobardia Maior, e poi dell'Italia meridionale, la Langobardia Minor.[12] Le tre capitali dell'Italia longobarda furono Milano, Pavia e Lucca.

Localizzazione e antichi stemmi delle repubbliche marinare

La Langobardia Maior, con capitale Pavia, cade dopo circa due secoli, a seguito della sconfitta subita per opera di Carlo Magno nel 774,[12] quella Minor sopravvive fino all'XI secolo, quando viene conquistata dai Normanni. I successivi tentativi di costituire un Regno d'Italia autonomo dal Sacro Romano Impero, ad opera in particolare di Berengario del Friuli e di Arduino d'Ivrea,[13] non hanno successo.

I primi secoli dopo l'800 vedono l'affermarsi delle repubbliche marinare (le più conosciute sono Amalfi, Genova, Pisa e Venezia, meno note Ancona, Gaeta, Noli), che controllarono il commercio tra l'Europa cristiana ed il Medio Oriente arabo, e poi dei liberi comuni medievali, spesso in conflitto tra loro ma accomunati dal ricordo dell'antica grandezza romana, perpetuata idealmente da quella cristiana, nonché da un forte desiderio di autonomia, che li porterà a schierarsi, nella contesa tra Papato e Impero, in due opposte fazioni, rispettivamente Guelfi e Ghibellini.[14]

Il Regno d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire vedi la pagina: Regno d'Italia (1861-1946).


Grande stemma del Regno d'Italia dal 27 novembre 1890 al 27 marzo 1927

Nel 1860 il Ducato di Parma, il Ducato di Modena ed il Granducato di Toscana votarono dei plebisciti per l'unione con il Regno. Nello stesso anno vennero annessi il Regno delle Due Sicilie, tramite la Spedizione dei Mille con Giuseppe Garibaldi, la Romagna, le Marche, l'Umbria. Vennero annesse inoltre Benevento e Pontecorvo, tolti allo Stato Pontificio. Al Regno d'Italia vengono annessi il Veneto, al termine della terza guerra d'indipendenza e, dopo la presa di Roma, che nel 1871 diviene capitale d'Italia, il Lazio. Già nei primi anni dopo la riunificazione d'Italia le forti disparità socioeconomiche fra il settentrione e il meridione del paese determinano l'insorgere della questione meridionale legata al brigantaggio, fenomeno da cui emersero temuti capibanda come Carmine Crocco, Luigi Alonzi e Pasquale Romano.[15]

A Vittorio Emanuele II succedono Umberto I (1878-1900), ucciso a Monza dall'anarchico Gaetano Bresci, e Vittorio Emanuele III (1900-1946); gli anni a cavallo del secolo vedono l'Italia impegnata in una serie di guerre di espansione coloniale in Somalia, Eritrea e Libia mentre il periodo prebellico, dominato dalla figura di Giovanni Giolitti, è caratterizzato dalla modernizzazione economica, industriale e politico-culturale della società italiana.[16]

La prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Durante la prima guerra mondiale il Regno d'Italia, inizialmente neutrale, si allea alla Triplice intesa (Francia, Regno Unito e Impero russo) contro l'Impero tedesco e gli Imperi centrali. Dopo due anni di guerra, il 24 ottobre 1917 l'esercito italiano, subita la sconfitta nella battaglia di Caporetto, contrattacca pervenendo alla vittoria della guerra nella battaglia di Vittorio Veneto il 4 novembre 1918. In seguito alla vittoria, l'Italia completa l'unificazione nazionale annettendo l'Istria, il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia e alcuni territori del Friuli[17].

Il fascismo[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire vedi la pagina: Fascismo.


Il Regno d'Italia dopo la prima guerra mondiale
L'impero coloniale italiano in Africa tra il 1936 ed il 1939

Nel contesto dei moti popolari del biennio rosso nasce lo squadrismo che reprime, con intimidazioni e attacchi alle sedi delle organizzazioni socialiste, i moti operai e contadini. Nel 1919 Benito Mussolini fonda a Milano il primo fascio di combattimento, confluito poi nel Partito Nazionale Fascista, e il 30 ottobre 1922, dopo la marcia su Roma, sale al potere.

Nelle elezioni politiche italiane del 1924 Mussolini ottiene il 64,9% dei voti[18] e, come stabilito dalla legge Acerbo, i due terzi dei seggi, assegnati alla lista di maggioranza relativa che abbia raccolto almeno il 25% dei voti.[19] La denuncia, da parte di Giacomo Matteotti, dell'irregolarità delle elezioni, è seguita qualche giorno dopo dal suo rapimento e uccisione.[18] Nel 1925, dopo un discorso in Parlamento, Mussolini si dichiara dittatore.

Nel biennio 1925-1926 vengono emanate le cosiddette leggi fascistissime, che avviano la trasformazione del Regno in uno stato autoritario, mediante l'istituzione del Tribunale Speciale Fascista, del confino politico per gli antifascisti e della polizia segreta, l'OVRA. Nel 1929 vengono firmati i Patti Lateranensi, che vedono la nascita della Città del Vaticano, chiudendo la questione romana. Nel 1938 vengono emanate le leggi razziali, principalmente, ma non solo, nei confronti degli ebrei, seguendo il modello del "Manifesto della razza"[20].

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio del 1939, pochi mesi prima dell'inizio della seconda guerra mondiale, l'Italia stipulò il patto d'Acciaio, un'alleanza con la Germania nazista di Adolf Hitler. L'Italia entrerà in guerra contro Francia e Regno Unito e al fianco dei tedeschi il 10 giugno 1940 dopo un iniziale periodo in cui non partecipò direttamente alle ostilità ma appoggiò la Germania, detto di non belligeranza[21]. Nel 1941 viene dichiarata guerra anche all'Unione Sovietica. L'Italia, impreparata militarmente, subì una serie di sconfitte che indebolirono il regime di Mussolini che in seguito venne fatto arrestare dal re Vittorio Emanuele III che lo sostituì con Pietro Badoglio. Mussolini, liberato successivamente dai tedeschi, venne messo a capo della Repubblica Sociale Italiana, uno stato fantoccio controllato dai tedeschi comprendente il nord e parte del centro-Italia. La campagna d'Italia, condotta dagli Alleati con l'aiuto della Resistenza italiana, si conclude nell'aprile del 1945 con la liberazione dei territori occupati dalle forze tedesche[22]. Il Regno d'Italia, sconfitto assieme ai tedeschi, perse così tutte le sue colonie e cedette parte del suo territorio a Francia e Jugoslavia, restando in condizioni critiche con città rase al suolo e vie di comunicazione interrotte, contando migliaia di perdite umane. Nella seconda metà degli anni '40 venne l'Italia aiutata dal Piano Marshall, che consisteva in un aiuto economico da parte degli Stati Uniti d'America per la ricostruzione[23].

La nascita della repubblica[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire vedi la pagina: Nascita della Repubblica Italiana.


Il 16 marzo 1946 il principe Umberto, che era stato nominato luogotenente del Regno, decretò che la forma istituzionale dello Stato sarebbe stata decisa tramite un referendum. Un mese prima del referendum, il Re Vittorio Emanuele III abdicò in favore del principe Umberto, che venne proclamato re assumendo il nome di Umberto II di Savoia. Alla fine del Referendum, i voti validi in favore della repubblica furono circa due milioni più di quelli per la monarchia[24]. Fu così la fine della sovranità dei Savoia e l'Italia divenne una repubblica. Il 1º gennaio del 1948 Enrico De Nicola fu eletto primo Presidente della Repubblica Italiana.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Cartina fisica dell'Italia.

L'Italia è una penisola a forma di stivale e possiede numerose isole, tra cui la Sicilia e la Sardegna, rispettivamente la prima e la seconda per estensione. Presenta anche molti arcipelaghi, come, per esempio, l'arcipelago toscano, che comprende l'isola d'Elba. L'Italia è divisa dall'Europa dalla catena montuosa delle Alpi, che si divide in:

Tutte le montagne, però, scendono gradualmente verso la Pianura Padana, formando così le Prealpi, monti più bassi delle Alpi.

Oltre alle Alpi un'altra catena montuosa importante sono gli Appennini. Essi si estendono per 1200 km da nord a sud, fino ad arrivare alle Madonie in Sicilia, e hanno un'alteezza minore a quella delle Alpi. La vetta più alta di questa catena montuosa è il Gran Sasso (2 912 metri) situato in Abruzzo, ma la vetta più elevata di tutta Italia si trova in Valle d'Aosta, ed è il Monte Bianco (4 810 metri). Altre cime importanti sono: il Monte Rosa e il Cervino.

Tra le pianure, la più grande è la Pianura Padana (caratterizzata da una forma quasi triangolare), seguita dal Tavoliere delle Puglie. Esistono anche altre pianure minori, come il Campidano, situato in Sardegna, e la Pianura Salentina, collocata in Puglia.

La maggior parte del territorio italiano è costituito dalle colline, che coprono quasi metà del territorio. Si trovano un pò ovunque, e si possono incontrare sia al Nord, sia al Centro e sia al Sud della penisola:

I fiumi italiani si dividono in due grandi categorie: fiumi alpini e fiumi appenninici. I fiumi alpini sono di origine glaciale e i principali sono: il , il Ticino e l’Adda; i fiumi appenninici, invece, sono più brevi e hanno un regime di tipo torrentizio. I più rilevanti sono: il Tevere, l'Arno e il Volturno.

La lunghezza complessiva delle sue coste è di 7 356 km, bagnate dal mar Mediterraneo diviso in: mar Ligure, mar Tirreno, mar Ionio e mare Adriatico.

  • Il 41,6% è costituito dalle colline.
  • Il 35,2% dalle montagne.
  • Il 23,2% dalla pianura.
  • L'altitudine media del territorio è di 337 m s.l.m

Le isole maggiori sono la Sicilia e la Sardegna. Ci sono alcuni arcipelaghi come quelli toscano e campano. Ci sono isole minori come L'isola d'Elba, Ischia, Capri, le Eolie e le Tremiti.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

  • maschile singolare: italiano
  • femminile singolare: italiana
  • maschile plurale: italiani
  • femminile plurale: italiane

Etnie[modifica | modifica sorgente]

La popolazione è composta da italiani per il 95,5%, mentre il 2,1% è di altra origine europea, l'1,1% è di origine africana, gitana o di origine musulmana, lo 0,7% è di origine asiatica e lo 0,6% è di altre etnie.

Al 2021 il numero dei residenti stranieri in Italia si attestava a più di 5 milioni di persone rappresentanti l'8,8% dell'intera popolazione residente, mentre le comunità più numerose venivano individuate in quella rumena con più di un milione di residenti, in quella albanese e in quella marocchina con circa 400 000 residenti ciascuna e in quella cinese con più di 300 000 residenti.[25]

Lingue[modifica | modifica sorgente]

La lingua ufficiale e la più diffusa sul territorio è l'italiano. Vi sono inoltre minoranze linguistiche ufficialmente riconosciute e tutelate, come il francese e il francoprovenzale in Valle d'Aosta e Piemonte, il tedesco in Trentino-Alto Adige, lo sloveno in Friuli-Venezia Giulia, oltre ad albanese, catalano, greco, croato, friulano, ladino, occitano e sardo".[26]

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Secondo un sondaggio del 2019 i cattolici si stimano essere il 66,7% della popolazione, gli atei e agnostici il 15,3% e i credenti di altre religioni (ortodossi, testimoni di Geova, mormoni, avventisti, ebrei, musulmani, buddisti, induisti) il 18%.[27]

Comuni più popolosi d'Italia[modifica | modifica sorgente]

  • Nella tabella seguente sono riportati i 20 comuni più popolosi d'Italia
# Comune Regione Provincia / Città metropolitana
Unione Territoriale Intercomunale
Abitanti
1 Roma Lazio Roma Capitale 2 874 529
2 Milano Lombardia Milano 1 353 467
3 Napoli Campania Napoli 969 490
4 Torino Piemonte Torino 885 651
5 Palermo Sicilia Palermo 672 398
6 Genova Liguria Genova 582 870
7 Bologna Emilia-Romagna Bologna 388 567
8 Firenze Toscana Firenze 382 346
9 Bari Puglia Bari 323 503
10 Catania Sicilia Catania 312 895
11 Venezia Veneto Venezia 261 496
12 Verona Veneto Verona 257 815
13 Messina Sicilia Messina 236 231
14 Padova Veneto Padova 209 475
15 Trieste Friuli-Venezia Giulia UTI Giuliana 203 974
16 Brescia Lombardia Brescia 200 423
17 Taranto Puglia Taranto 199 153
18 Parma Emilia-Romagna Parma 197 132
19 Prato Toscana Prato 192 461
20 Modena Emilia-Romagna Modena 184 642

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

L'Italia è suddivisa in 20 regioni (5 delle quali a statuto speciale); ogni regione è divisa in 93 province e 14 città metropolitane. Ogni provincia o città metropolitana è suddivisa in 7979[28] comuni.

Elenco delle regioni italiane[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire vedi la pagina: Regioni d'Italia.


Regioni d'Italia

Province[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire vedi la pagina: Province d'Italia.


Città metropolitane[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire vedi la pagina: Città metropolitana.


Enti[modifica | modifica sorgente]

Enti di decentramento regionale[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire vedi la pagina: Ente di decentramento regionale.


Libero consorzio comunale[modifica | modifica sorgente]

Per approfondire vedi la pagina: Libero consorzio comunale.


Bandiera[modifica | modifica sorgente]

La bandiera italiana

La bandiera italiana è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre strisce verticali di uguali dimensioni, come stabilito dall'articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947.

Il verde rappresenta il colore delle pianure, il bianco la neve delle montagne (in modo particolare Alpi e Appennini) e il rosso il sangue versato per l'unione dell'Italia.

Ogni 7 gennaio in Italia c'è la Festa del Tricolore.

Una curiosità: la bandiera dell'Italia è molto simile a quella del Messico; la differenza è l'assenza dello stemma dello Stato messicano. Anche delle dimensioni sono diverse, la misura è di 2:3; mentre quella messicana è di 4:7.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L’Italia è una delle principali potenze economiche mondiali: ha l’ottavo PIL più alto al mondo e si colloca al venticinquesimo posto per PIL pro capite. È uno dei Paesi centrali dell’Unione Europea e presenta una solida struttura economica, con settori forti nei servizi, nell'industria e nel turismo. Tuttavia, deve affrontare problemi significativi come l’elevato debito pubblico e la carenza di lavoratori specializzati. Il 74% del PIL proviene dal settore terziario, il 24% dal secondario e solo il 2% dal primario.[29]

Inoltre, l’Italia è il sesto Paese al mondo per valore delle esportazioni, che ammontano a circa 600 miliardi di euro. I principali partner commerciali sono Germania, Francia e Stati Uniti. Tra i prodotti esportati vi sono macchinari e attrezzature, prodotti farmaceutici e alimentari. Le importazioni, per un valore complessivo di circa 591 miliardi di euro, riguardano soprattutto petrolio e gas naturale, prodotti chimici e metallurgici.[30]

Tra le aziende italiane più importanti si possono citare Enel, Eni, Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo e Poste Italiane. Vi sono anche numerosi marchi del lusso noti a livello internazionale, come Versace, Armani, Dolce & Gabbana e Gucci. Da non dimenticare Leonardo, attiva nel settore della difesa, e Webuild, specializzata nelle costruzioni, che negli ultimi anni ha beneficiato di fondi e incentivi europei per le opere pubbliche.

Nel settore primario, agricoltura e allevamento rappresentano attività rilevanti. L’Italia produce principalmente vino, granoturco, pomodori e olio d’oliva, tutti prodotti valorizzati dal marchio “Made in Italy”, riconosciuto a livello globale come sinonimo di qualità. Per quanto riguarda l’allevamento, prevalgono bovini, ovini, suini e pollame. Anche la pesca, sia marittima sia lagunare, nonché l’acquacoltura, sono fonti di molluschi e crostacei. Infine, sebbene le risorse minerarie tradizionali come piombo, zinco, argento e ferro siano in declino, il settore si è riconvertito verso l’estrazione di argilla e marmo, sfruttando le numerose cave presenti sul territorio. L’Italia dispone anche di giacimenti di idrocarburi: la Val d’Agri ospita la più grande riserva di petrolio dell’Europa continentale, mentre il gas naturale viene estratto nella Pianura Padana, nel Sud Italia e su piattaforme off-shore nel mar Adriatico.[31]

Dopo la rivoluzione industriale, il settore secondario in Italia ha conosciuto una forte crescita. Negli ultimi anni, la manifattura è progredita rapidamente grazie all'informatizzazione e alla robotizzazione, che hanno contribuito a ridurre i costi di produzione. In particolare, a Torino si è sviluppata l’industria automobilistica, mentre a Genova, così come a Messina, Livorno e Napoli, si sono affermati i cantieri navali e i porti marittimi. In Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono presenti importanti industrie chimiche, e a Roma si trova Cinecittà, un polo rilevante per le produzioni cinematografiche e televisive. Milano è considerata la capitale economica del Paese. Altri settori fondamentali dell’industria italiana sono quello tessile, siderurgico e alimentare. L’artigianato, pur subendo una progressiva riduzione, rimane significativo con circa 1,3 milioni di imprese, per lo più piccole o medie, che producono strumenti musicali, ceramiche, e manufatti in legno e vetro.[32]

Il settore terziario comprende i servizi legati alla sanità, al commercio, ai trasporti, alla finanza e al turismo. Milano rappresenta un importante centro finanziario, sede della Borsa Valori e di numerose compagnie assicurative e bancarie. Nonostante la morfologia del territorio italiano non sia favorevole, il trasporto su strada è il più sviluppato, grazie a una buona rete stradale. Tuttavia, ciò comporta costi maggiori rispetto al trasporto ferroviario, che ha visto progressi significativi solo in anni recenti, restando così meno competitivo rispetto ad altri Paesi europei. Nel Sud Italia il commercio conserva ancora caratteristiche tradizionali, mentre al Nord prevalgono la grande distribuzione organizzata e il terziario avanzato.[33] Il turismo rappresenta comunque uno dei settori più importanti: l’Italia è il quinto Paese più visitato al mondo dopo Cina, Stati Uniti, Spagna e Francia, con un totale di 68,5 milioni di turisti, attratti dai 58 siti UNESCO e da città d’arte come Roma, Venezia, Milano e Firenze. A ciò si aggiunge un vasto patrimonio paesaggistico e gastronomico che attira visitatori da tutto il mondo, in particolare statunitensi, francesi e tedeschi.[34]

Una realtà difficile persiste nel Sud Italia, dove la presenza della criminalità organizzata scoraggia gli investimenti. I tentativi del governo di favorire l’industrializzazione del Mezzogiorno, ad esempio attraverso il trasferimento di alcune fabbriche dal Nord, non hanno avuto successo. Le cause principali sono la distanza dai mercati europei e la presenza di poche industrie ma fortemente automatizzate, che richiedono pochi addetti. Questo ha incentivato la migrazione verso il Nord, soprattutto da parte di giovani e tecnici specializzati. Il divario tra le regioni settentrionali e meridionali è osservabile attraverso indicatori come il PIL pro capite o l’Indice di Sviluppo Umano (ISU).[35]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

L'Italia annovera numerose tradizioni storiche e folcloristiche di vario genere, famose anche a livello internazionale, come il Palio di Siena. Oltre al Palio, manifestazioni caratteristiche sono il Carnevale di Venezia, quelli di Viareggio, di Ivrea e di Mamoiada (con i caratteristici Mamuthones), i riti della Settimana Santa di alcuni comuni, oltre a varie tradizioni tipo l'infiorata di Genzano, la giostra del Saracino ad Arezzo, la festa dei ceri a Gubbio, la giostra della Quintana a Foligno e il calcio storico fiorentino. Dal 2013 l'UNESCO ha inserito tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità la rete delle grandi macchine a spalla italiane, comprendente la varia di Palmi, la macchina di Santa Rosa a Viterbo, la festa dei Gigli di Nola e la faradda di li candareri di Sassari.

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Come in altri paesi europei del mediterraneo, sono presenti tratti distintivi ed elementi che caratterizzano la dieta mediterranea, un modello nutrizionale che usa alimenti naturali come legumi, cereali, carni bianche e pesce azzurro, frutta e verdura e pochi grassi (con utilizzo prevalente dell'olio extravergine di oliva), inserita nel 2010 nella lista dei patrimoni immateriali dell'umanità. Alcuni alimenti, come la pasta e la pizza, sono simboli universalmente riconosciuti della cucina italiana.

Festività[modifica | modifica sorgente]

  • 1º gennaio: Capodanno, Primo giorno dell'anno, nonché festa di Maria Santissima Madre di Dio
  • 6 gennaio: Epifania, La Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la manifestazione della divinità di Gesù Cristo.
  • variabile: Pasqua, La Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la risurrezione di Gesù.
  • variabile: Lunedì dell'Angelo, lunedì di Pasqua, Pasquetta.
  • 25 aprile: Festa della Liberazione Fine della seconda guerra mondiale (1945) in Italia e la liberazione dal nazifascismo.
  • 1º maggio: Festa dei lavoratori
  • 2 giugno: Festa della Repubblica Italiana Festa nazionale, che celebra la nascita della Repubblica italiana (2 giugno 1946).
  • 15 agosto: Ferragosto, La Chiesa cattolica ricorda l'Assunzione della Beata Vergine Maria.
  • 1º novembre: Ognissanti
  • 8 dicembre Immacolata Concezione, La Chiesa cattolica ricorda l'istituzione del dogma secondo cui la Beata Vergine Maria è stata preservata, fin dall'istante del suo concepimento, dal peccato originale e non commise, in tutta la sua vita, alcun peccato, neanche veniale.
  • 25 dicembre: Natale, La Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la nascita di Gesù Cristo.
  • 26 dicembre: Santo Stefano, Giorno festivo (non "di precetto"), stabilito nel dopoguerra per allungare la festività solenne del Natale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. (en) World Economic Outlook Database - imf.org
  2. Aspettativa di vita di 80,6 anni in Ue nel 2022, e in Italia sale a 82,8. I dati Eurostat - quotidianosanita.it
  3. Ecco i dieci paesi più visitati al mondo - tg24.sky.it
  4. Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria - iipp.it
  5. La piccola Treccani vol. VI
  6. La piccola Treccani vol. XI
  7. Shardana, Sardi nuragici: Erano lo stesso popolo? - sardiniapoint.it
  8. Roma antica - treccani.it (enciclopedia dei ragazzi)
  9. Impero romano - worldhistory.org
  10. 10,0 10,1 La disgregazione dell’impero romano - treccani.it
  11. cap. XIII.
  12. 12,0 12,1 Volpe Cap. IV.
  13. Mourre.
  14. Chittolini et al.
  15. Mourre pp. 140-141.
  16. Regno d'Italia - treccani.it
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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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