Seconda guerra mondiale

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Da sinistra a destra e dall'alto in basso: truppe inglesi nel deserto; civili cinesi sepolti vivi da soldati giapponesi; sommergibile tedesco sotto attacco; soldati russi durante un'offensiva invernale; soldati russi in azione a Berlino; aerei su una portaerei giapponese mentre si preparano per il decollo.

La seconda guerra mondiale è il conflitto che tra il 1939 e il 1945 vide contrapporsi, da un lato le potenze dell'Asse e dall'altro i paesi alleati. Viene definito «mondiale» perché vi parteciparono nazioni di tutti i continenti e la guerra interessò gran parte del pianeta.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Germania[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla sconfitta dell'Impero tedesco nella prima guerra mondiale e a causa della crisi economica, il popolo tedesco manifestò il proprio malcontento. Tutto ciò favorì la diffusione delle idee naziste di Adolf Hitler. Egli, di origine austriaca, fondò il partito nazionalsocialista, che aveva come obbiettivo il controllo totale dello Stato. Hitler vinse le elezioni nel 1932 e l'anno dopo venne nominato cancelliere. La Germania, desiderosa di ampliare i propri domini, conquistò Austria e una regione dell'attuale Repubblica Ceca, i Sudeti (una regione nella quale la maggior parte della popolazione era di origine tedesca) annettendole alla Germania. Inoltre, occupò la Cecoslovacchia. Lo Stato tedesco aveva firmato un trattato di non aggressione con l'Unione Sovietica nell'agosto 1939, che prevedeva la spartizione della Polonia e l'occupazione da parte dell'Unione Sovietica di Lituania, Lettonia ed Estonia. Il 1° settembre 1939, Hitler invade la Polonia dando inizio alla seconda guerra mondiale.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Mussolini e Hitler

In Italia aveva preso il potere nel 1922 Benito Mussolini. Egli avviò una politica espansionistica, colonizzando l'Etiopia e invadendo l'Albania. Inizialmente neutrale, Mussolini strinse poi accordi con Hitler, dando il via alla nazionalizzazione (eliminazione di tutto ciò che è straniero) dell'Italia.

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Il Giappone, desideroso di ampliare i propri domini, nel 1931 invase la Cina. I militari giapponesi, seppur senza il permesso del governo, crearono uno stato filo-nipponico chiamato Manciukuò in Manciuria (Cina nord-orientale), governato da Pu Yi.

Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente filotedesca, nel 1943 la Spagna di Francisco Franco dichiarò la propria neutralità nel conflitto, ma inviò ugualmente delle truppe (chiamate Divisioni Blu) in Unione Sovietica, per combattere a fianco dei tedeschi.

La guerra[modifica | modifica wikitesto]

██ Potenze dell'Alleanza
██ Unione Sovietica
██ Potenze dell'Asse
██ Paesi neutrali
Ebrei deportati ad Auschwitz

La guerra iniziò il 1° settembre 1939 con l'invasione della Polonia da parte della Germania, che occupò la parte occidentale del Paese. A questo punto Francia e Inghilterra dichiararono guerra allo stato tedesco. Poco dopo intervenne l'Unione Sovietica, che occupò la Polonia orientale, i Paesi Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania) e la Moldavia. Nel 1940 la Germania invase Norvegia e Danimarca e poté accedere agevolmente alle miniere di ferro svedesi, necessarie per la fabbricazione di armi.
Dopo l'invasione della Scandinavia la Germania era pronta ad invadere la Francia, il cui esercito era schierato al confine con il Belgio, lungo la linea Maginot. Lo Stato tedesco conquistò agevolmente Olanda, Belgio e Lussemburgo e penetrò nello stato transalpino, che risultò diviso a metà: a nord c'erano i tedeschi e a sud invece era stata creata la repubblica di Vichy, sottomessa di fatto ai nazisti.
L'Inghilterra, priva dell'alleato francese, fu bombardata degli aerei tedeschi. Il morale degli inglesi fu tenuto in alto da Wiston Churchill, primo ministro inglese, che attuò una moderna difesa antiaerea.
L'Italia, non ancora ancora pronta alla guerra, si dichiarò neutrale. Ma nel 1940,quando fu invasa la Francia, intervenne a fianco della Germania, firmando un patto con lo stato tedesco e il Giappone.
Nel 1941 la Germania, che aveva conquistato gran parte dell'Europa, si apprestava a invadere l'Unione Sovietica. Le truppe italo-tedesche giunsero fino a Mosca, fa furono fermate dagli abitanti della città e soprattutto dal rigido inverno russo.
Nel frattempo il Giappone, alleato di Italia e Germania, preparò un offensiva contro gli Stati Uniti, che culminò il 7 dicembre 1941 con l'attacco di Pearl Harbour (Hawaii), in cui gli americani persero gran parte della loro flotta. Gli Stati Uniti, colti di sorpresa, dichiararono guerra alle potenze dell'Asse.
Nel 1942 la Germania raggiunse la sua massima espansione: aveva conquistato l'intera Europa. Il nuovo impero tedesco (Terzo Reich) impose una rigida propaganda delle idee naziste, eliminando gli oppositori della dittatura. Uno degli aspetti più crudeli del regime fu lo sterminio degli ebrei. Hitler considerava gli ebrei impuri, indegni, e per questo inizialmente li invitò a lasciare la Germania, poi avviò una vera e propria "caccia all'ebreo": quasi tutti gli ebrei europei furono inviati nei campi di concentramento tedeschi, dove erano costretti ai lavori forzati e dove molti di loro venivano uccisi. Questo sterminio, che interessò anche rom, omosessuali e disabili, viene definito Olocausto (in ebraico Shoah).
Il 1943 segnò l'inizio del declino della potenza dell'Asse. Gli Stati Uniti riportarono numerose vittorie contro il Giappone, e in Africa gli Alleati sconfissero agevolmente l'esercito italo-tedesco di Rommel. L'invasione dell'Unione Sovietica si dimostò un disastro totale: accerchiati dai sovietici a Leningrado (l'odierna San Pietroburgo), i tedeschi furono annientati. Il 10 luglio 1943 gli Alleati anglo-americani sbarcarono in Sicilia e iniziarono la progressiva conquista dell'Italia. Mussolini fu deposto e incarcerato e al suo posto fu nominato Pietro Badoglio; finì così la ventennale dittattura fascista. Badoglio si alleò con gli anglo-americani, ma Hitler, sentendosi tradito, invase l'Italia settentrionale e liberò Mussolini, che proclamò la Repubblica Sociale Italiana. Badoglio e il re Vittorio Emanuele III furono costretti a scappare a Brindisi. Nacquero al nord movimenti partigiani (antinazisti), che combattevano in scontri armati con le truppe tedesche, che, incapaci di trattenere la furia del popolo, commisero sanguinosi eccidi, tra cui quello delle Fosse Ardeatine (335 civili fucilati) e quello di Marzabotto (1830 vittime).
Nel giugno 1944 gli anglo-americani sbarcarono in Normandia (Francia settentrionale) e iniziarono la conquista della Francia.
Nel maggio 1945 gli Alleati raggiunsero la Germania e occuparono Berlino. Hitler, esasperato, si uccise il 30 aprile e il 7 maggio la Germania si arrese. Due giorni prima della morte di Hitler, il 28 aprile, fu fucilato vicino Como anche Mussolini. La guerra terminò con lo sgancio da parte degli americani delle bombe atomiche sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, che provocarono 180.000 vittime. Il Giappone si arrese il 2 settembre 1945.

Il processo di Norimberga e il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

I principali imputati del processo di Norimberga. Prima fila, da sinistra: Göring, Hess, von Ribbentrop, Keitel. Seconda fila, da sinistra: Dönitz, Raeder, Schirach, Sauckel.

I gerarchi nazisti accusati di crimini contro l'umanità furono processati a Norimberga, in Germania. Dodici di loro furono condannati a morte, anche se due condannati riuscirono a suicidarsi prima dell'esecuzione.
Prima ancora della fine della guerra Unione Sovietica, Stati Uniti e Inghilterra si riunirono a Yalta (Crimea) per discutere della spartizione della Germania. La Germania occidentale sarebbe passata sotto l'influenza anglo-americana, mentre la Germania orientale sarebbe passata all'Unione Sovietica. Anche Berlino fu divisa tra le potenze vincitrici.
Dopo la conferenza di Parigi, l'Europa fu divisa a metà: la parte occidentale sarebbe passata sotto l'influenza degli alleati, mentre la parte orientale sarebbe stata influenzata dall'URSS (Unione Sovietica). Da qui nacque il bipolarismo USA-URSS, definito negli anni successivi Guerra fredda (chiamata così appunto perché non venne combattuta con le armi, ma con le ideologie).




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Questa voce è stata eletta Articolo della settimana dal 18 al 25 novembre 2013