Prima guerra mondiale

La prima guerra mondiale, nota anche come Grande Guerra, fu un conflitto di dimensioni intercontinentali combattuto tra il 1914 e il 1918. Esso coinvolse la maggior parte degli stati europei, a cui si aggiungono la Russia, il Medio Oriente, l'Asia e l'Africa, per un totale di 28 nazioni. Questa guerra vide contrapposti gli Imperi centrali (Germania, Austria-Ungheria, Turchia e Bulgaria) alla Triplice Intesa (Francia, Regno Unito e Russia, a cui si aggiunsero Giappone, Italia e USA), concludendosi con la sconfitta delle potenze centrali e la vittoria dell'Intesa.
Innescata da rivalità economiche, tensioni politiche, tendenze imperialistiche e coalizioni complesse formatesi a partire dalla seconda metà del 19° secolo, questo conflitto stravolse il panorama sociale, politico ed economico mondiale. Fu infatti la più grande guerra per numero di carneficina, massacri e distruzione, superata soltanto dalla seconda guerra mondiale.[1]
Cause storiche[modifica | modifica sorgente]
All'inizio del XX secolo, l'Europa era caratterizzata da un clima molto teso. Il secolo precedente (ovvero il XIX) si era concluso con rivalità e questioni mai risolte che non facevano presagire nulla di buono. Tra i maggiori contrasti troviamo:
Regno Unito Vs. Germania[modifica | modifica sorgente]
Prima dello scoppio della guerra, il Regno Unito era la maggiore potenza economica, industriale e marittima. Ma la Germania, sotto il kaiser Guglielmo II rafforzò l'esercito e la marina da guerra. Così, con un' industria in crescita, un ottimo esercito e una buona flotta, i tedeschi potevano fronteggiare gli inglesi, potendo persino diventare la nuova guida europea. E ciò al Regno unito non andò bene: in questo modo anche in Inghilterra nacquero sentimenti anti-tedeschi, ma crebbe anche la paura di perdere la supremazia sui mari.
Francia Vs. Germania[modifica | modifica sorgente]
Anche i francesi provavano (e ricambiavano) sentimenti di ostilità verso l'Impero tedesco. Infatti, dopo che i tedeschi sconfissero i francesi nella guerra Franco-Prussiana (1870), e conquistarono i territori dell'Alsazia e della Lorena; in Francia era forte il desiderio di rivincita per riottenere i territori perduti, ma era anche forte il sentimento di minaccia da parte del sempre più potente vicino tedesco.
Serbia Vs. Austria[modifica | modifica sorgente]
Intanto nella regione dei Balcani, l'impero austro-ungarico ambiva ad espandersi, facendolo nel 1908 con l'acquisizione della Bosnia-Erzegovina. Ma l'espansione austro-ungarica era contrastata dalla piccola Serbia: essa infatti voleva ingrandirsi, ambendo a diventare lo stato di tutti gli slavi dei Balcani e a riunirli sotto un'unica bandiera. Il regno serbo, inoltre, poteva contare sul suo alleato, la Russia.
Russia Vs. Austria e Impero Ottomano[modifica | modifica sorgente]
La difficile situazione della penisola balcanica era appensantita anche dal contrasto presente tra l' Impero Austro-Ungarico e la Russia: quest'ultima infatti puntava al possesso sullo Stretto dei Dardanelli, in modo da avere un accesso al Mar Mediterraneo. E per ottenerlo aveva offerto la sua protezione ai nuovi paesi balcanici che chiedevano l'indipendenza.
Ma oltre agli austriaci e ai russi, la situazione balcanica presentava ancora l'Impero ottomano: era una ex-potenza in grave crisi, che si era avvicinata all'impero austro-ungarico in modo da recuperare i territori che aveva perso in seguito alle guerre balcaniche.
La situazione italiana[modifica | modifica sorgente]
L' Italia, prima dello scoppio della guerra, faceva parte della Triplice Alleanza, stipulata nel 1882 e composta da Germania, Austria-Ungheria e Italia. Tuttavia la nostra penisola si rivelò un alleato non molto affidabile: infatti, i nazionalisti italiani provavano sentimenti anti-austriaci, poichè miravano a completare l'unificazione nazionale conquistando il Trentino e il Venezia-Giulia, ancora sotto il controllo austriaco.
A causa di questa situazione politica e della crescita del nazionalismo, ovunque in Europa gli stati cominciarono a investire molto denaro per aumentare le forze armate: fu una vera e propria corsa agli armamenti, una macchina bellica ormai preparata per un conflitto.
Casus belli della guerra[modifica | modifica sorgente]
Il casus belli (ovvero il fattore scatenante) che fece scoppiare la guerra fu l'assassinio dell'arciduca austriaco Francesco Ferdinando. Infatti, alle 11:15 del 28 giugno 1914, a Sarajevo, l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, e sua moglie Sophie, duchessa di Hohenberg, furono uccisi a colpi d'arma da fuoco da un serbo-bosniaco. Egli si chiamava Gavrilo Princip, ed era uno studente appartenente ad un gruppo irredentista bosniaco. In seguito a ciò, l'Austria-Ungheria diede la responsabilità dell'accaduto alla Serbia, il giovane stato punto di riferimento del nazionalismo slavo. Così, il 23 luglio 1914, l'impero austro-ungarico lanciò un ultimatum alla Serbia
Storia[modifica | modifica sorgente]
L'inizio[modifica | modifica sorgente]

La prima guerra mondiale cominciò il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia in seguito all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando per concludersi oltre quattro anni dopo, l'11 novembre 1918. Il conflitto coinvolse le maggiori potenze mondiali di allora, divise in due blocchi contrapposti; gli Imperi centrali (Germania, Austria-Ungheria, Impero ottomano e Bulgaria) contro le potenze Alleate rappresentate principalmente da Francia, Gran Bretagna, Impero russo e Italia (1915).
Oltre 70 milioni di uomini furono mobilitati in tutto il mondo (60 milioni solo in Europa), in quello che divenne in breve tempo il più vasto conflitto della storia, che causò oltre 9 milioni di vittime tra i soldati e circa 7 milioni di vittime civili dovute non solo agli effetti diretti delle operazioni di guerra, ma anche alla carestia e alle malattie concomitanti.[2]
1914: primo anno di guerra[modifica | modifica sorgente]

Militarmente il conflitto si aprì con l'invasione austro-ungarica della Serbia, e parallelamente, con una rapida avanzata dell'esercito tedesco in Belgio il 3 agosto 1914. In poche settimane il gioco di alleanze formatosi negli ultimi decenni dell'Ottocento tra gli stati comportò l'entrata nel conflitto delle maggiori potenze europee e delle rispettive colonie. Si formarono così due schieramenti: Gli Imperi centrali, cioè Germania e Impero austro-ungarico (a cui successivamente si aggiunse l'Impero ottomano); e l'Intesa, ovvero Francia, Regno Unito, Impero russo e Serbia (a cui in seguito si aggiunse il Giappone). Sul fronte orientale, gli austro-tedeschi sconfissero i russi nella Battaglia di Tannenberg tra il 26 e il 30 agosto.

Intanto sul fronte occidentale la Germania, dopo aver invaso il Belgio, avanzò nel nord della Francia. Qui i tedeschi combatterono contro inglesi e francesi nella Battaglia della Marna (6-12 settembre): contro ogni aspettativa i tedeschi furono battuti. Con la sconfitta tedesca le speranze di una guerra breve e vittoriosa svanirono a favore di una logorante guerra di trincea, che si replicò su tutti i fronti del conflitto dove nessuno dei contendenti riuscì a soggiogare le armate nemiche. Dalle trincee, infatti, partirono assalti che provocarono milioni di morti, ma che non diedero grandi risultati. Infine, sul fronte orientale, i tedeschi riuscirono a battere i russi presso i laghi Masuri (7-14 settembre 1914).
1915: l'Italia entra in guerra[modifica | modifica sorgente]

All'inizio della guerra, l'Italia si era dichiarata neutrale. Ma tra gli italiani erano presenti gli interventisti, cioè coloro che desideravano che l'Italia entrasse in guerra. Essi espressero il loro parere tramite manifestazioni, che convinsero il ministro degli esteri Sidney Sonnino a firmare il 26 aprile 1915 il Patto di Londra, attraverso il quale l'Italia sarebbe entrata in guerra a fianco dell'Intesa e, in caso di vittoria, avrebbe ottenuto Istria, Venezia Giulia, Alto Adige e Dalmazia. Così il 24 maggio 1915, l'Italia dichiarò guerra all'Austria-Ungheria. Nei mesi successivi (giugno-dicembre) il Regno d'Italia combatté contro l'Austria 4 battaglie, dette dell'Isonzo, che pero riportarono scarsi risultati. Intanto sul fronte orientale, tra agosto e settembre, la Russia perse la Polonia, la Curlandia e la Lituania, mentre il 5 ottobre la Bulgaria scese in campo a fianco degli Imperi Centrali e il giorno dopo (6 ottobre) incominciò l'offensiva austro-bulgara contro la Serbia, che venne sconfitta.
1916: anno di intensi combattimenti[modifica | modifica sorgente]

Il 1916 si aprì con la Battaglia di Verdun (Francia) il 21 febbraio: i tedeschi scatenarono una grande ma inutile offensiva contro i franco-britannici, che portò alla morte di circa 700000 soldati. Sul fronte italiano invece venne combattuta la quinta battaglia dell'Isonzo, che non ebbe risultati di rilievo.

Il 31 maggio venne combattuta una battaglia navale, cioè la Battaglia dello Jutland, in cui si ebbe un'inutile vittoria tedesca perché la flotta germanica dopo essere rientrata nei porti non salperà più il mare.
In seguito, il 1° luglio francesi e inglesi organizzarono una controffensiva sul fiume Somme: ebbe così luogo la Battaglia della Somme, in cui la carneficina fu elevata ma i risultati scarsi. Ancora sul fronte italiano, il 4 agosto, si svolse la sesta battaglia dell'Isonzo in cui gli italiani ottennero il primo grande successo: riuscirono infatti a conquistare la città di Gorizia. Inoltre il 27 agosto la Romania entrò in guerra schierandosi con l'Intesa, mentre tra settembre e novembre, ancora sul fronte italiano, vennero combattute la settima battaglia dell'Isonzo (14-18 settembre 1916), l'ottava battaglia dell'Isonzo (10-12 ottobre 1916) e la nona battaglia dell'Isonzo (31 ottobre - 4 novembre 1916).
1917: la svolta, gli USA entrano in guerra[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 1917 in Russia scoppiarono diverse rivolte da parte dei bolscevichi e circa un mese dopo lo zar Nicola II abdicò (15 marzo 1917), facendo mancare così l'aiuto dei russi a Francia e Gran Bretagna. Ma il mese successivo arrivò la svolta decisiva per l'Intesa,che avrebbe Determinato l'esito finale del conflitto mondiale: il 2 aprile 1917 gli Stati Uniti d'America entrarono in guerra a fianco dell'Intesa. Essi fornirono i loro alleati di viveri, armi e denaro, in questo modo Francia e Regno Unito poterono resistere più a lungo dei loro nemici. In seguito, tra il 12 maggio e il 5 giugno l'Italia combatté la decima battaglia dell'Isonzo, mentre tra il 18 e il 31 agosto ebbe luogo l'undicesima battaglia dell'Isonzo, in cui l'esercito italiano riuscì a conquistare l'Altopiano della Bainsizza.

Ma questa vittoria fu seguita da un momento di difficoltà per l'Italia: il 24 ottobre ebbe luogo la Disfatta di Caporetto, in cui le linee militari italiane vennero sfondate da un'offensiva degli austriaci (affiancati da sette divisioni tedesche). Gli italiani si ritirarono, attestandosi lungo la linea del Piave. Dopo la Disfatta di Caporetto il generale Luigi Cadorna fu sostituito da Armando Diaz, che per risollevare l'esercito italiano, chiamò alle armi la leva del '99, formata da diciottenni. Infine, il 9 dicembre gli inglesi riuscirono a sottrarre agli ottomani Gerusalemme, dopo aver conquistato Gaza e Giaffa.
1918: fine del conflitto[modifica | modifica sorgente]
Il 3 marzo 1918 gli Imperi centrali e la Russia firmarono la pace di Brest-Litovsk, attraverso cui L'Impero russo uscì definitamente dalla guerra perdendo però la Polonia, l'Estonia, la Lettonia, la Lituania, l'Ucraina, la Finlandia e la Transcaucasia.


Durante l'ultimo anno di guerra la Germania organizzò un'ultima grande offensiva contro Francia e Regno Unito, l'Offensiva di primavera:
- Il 21 marzo i tedeschi scatenarono un'offensiva sulla Somme, cioè l'operazione Michael;
- Il 9 aprile lanciarono un'offensiva sulle Fiandre, cioè la quarta battaglia di Ypres;
- Il 27 maggio ne sferrarono un'altra sullo Chemin des Danes, durante la terza battaglia dell'Aisne;
- Tra il 15 luglio e il 5 agosto i tedeschi combatterono la seconda battaglia della Marna.
Alla fine i tedeschi persero, e di conseguenza a ottobre francesi e inglesi riuscirono a liberare il nord della Francia e gran parte del Belgio. Sul fronte italiano, invece, il 24 ottobre l'esercito di Diaz riuscì a sfondare la linea del Piave e sconfissero gli Austriaci nella Battaglia di Vittorio Veneto (24 ottobre - 4 novembre 1918). Venne così firmato l'armistizio tra Italia e Impero austro-ungarico il 3 novembre 1918, mentre la Germania si arrese l'11 novembre 1918, giorno in cui firmò l'armistizio con le forze nemiche. La guerra è terminata.
I trattati di pace[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del conflitto, i maggiori imperi esistenti al mondo - Impero tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo - cessarono di esistere, e da questi nacquero diversi stati che ridisegnarono completamente la geografia dell'Europa. La conferenza di pace si riunì a Parigi nel 1919, dove furono firmati ben quattro trattati di pace:
- Il Trattato di Versailles (7 maggio 1919), attraverso cui l'Impero tedesco perse tutti i territori conquistati in precedenza (Alsazia e Lorena passarono alla Francia, la Posnania diventò polacca mentre le colonie furono sparite tra Francia, Gran Bretagna e Giappone); inoltre gli furono imposte umilianti clausole economiche (ovvero ingenti riparazioni di guerra) e militari (l'esercito tedesco non avrebbe dovuto superare i 100000 soldati, avrebbe avuto limitazioni nelle armi e l'area della Renania doveva essere smilitarizzata);

- Il Trattato di Saint Germain-en-Laye (10 settembre 1919), mediante il quale fu creata la Repubblica Austriaca che dovette cedere diversi territori ai nuovi stati creati della guerra, come la Cecoslovacchia, la Polonia e il Regno di Slovenia, Croazia e Serbia che nel 1929 sarebbe diventato Jugoslavia. Inoltre, gli Austriaci dovettero cedere all’Italia il Trentino Alto Adige, Trieste e Istria, mentre la Romania ottenne la Bucovina;
- Il Trattato del Trianon (4 giugno 1920) portò alla creazione dell’Ungheria che dovette cedere la Transilvania alla Romania, la Slovacchia e la Rutenia alla cecoslovacchia e altri territori a quella che sarebbe poi diventata la Jugoslavia;

- Il Trattato di Sèvres (10 agosto 1920), fu imposto all'impero ottomano ponendo così fine alle ostilità (= rivalità) con le potenze alleate. POco tempo dopo scoppiò la Guerra d’Indipendenza turca, a seguito della quale nacque l'attuale Turchia, che nel 1923 firmò il Trattato di Losanna: esso annullava il precedente trattato di Sèvres e, di fatto poneva, fine al vecchio Impero Ottomano.
Il ruolo delle donne durante la guerra[modifica | modifica sorgente]
Durante il conflitto i lavoratori militarizzati non bastavano. Entrarono allora nel mondo del lavoro molte donne, soprattutto nelle fabbriche belliche e come fronte interno. Ruoli molto importanti ricoperti dalle donne furono: le crocerossine, le portatrici carniche e le donne soldato.
Le crocerossine[modifica | modifica sorgente]
Donne e ragazze volontarie della Croce Rossa (e di altre associazioni di soccorso) si impegnarono nel prestare soccorso e conforto ai militari feriti e reduci dalla guerra di trincea. Le strutture erano spesso improvvisate in luoghi di fortuna. Le Crocerossine correvano un grande pericolo: «la spagnola», un'influenza per quei tempi mortale che si portò via milioni di vite. Molte, alla fine del conflitto, furono le infermiere decorate al valor militare. In totale gli ospedali territoriali della Croce Rossa Italiana furono 204 con 7.320 infermiere volontarie.
Le portatrici carniche[modifica | modifica sorgente]
Le portatrici carniche erano le donne che, soprattutto lungo le Alpi Carniche, portavano rifornimenti ai soldati. La mattina presto dovevano mettersi una gerla di 40 chili sulle spalle e camminare a piedi scalzi su per le montagne. Quando arrivavano si riposavano e poi la sera tornavano in valle con le gerle piene di biancheria sporca e/o malati e morti.
Le donne soldato[modifica | modifica sorgente]
Le donne soldato erano delle donne che di nascosto si imbucavano nei battaglioni e combattevano. Questo per il loro amore per la patria. Un esempio ne è Victoria Savs che decise di seguire il padre in guerra col nome di Victor. Si guadagnò ben 10 medaglie al valore e le venne amputata anche una gamba. Questo è uno dei pochi esempi del perché le donne non avevano nessun ruolo nei gradi militari.
Bilancio[modifica | modifica sorgente]
Il bilancio della Grande Guerra è terribile: 10 milioni di morti, centinaia di migliaia di feriti, un'Europa distrutta dal conflitto.
| Stati | Uomini mobilitati |
|---|---|
| Alleati | |
| Francia | 8.410.000 |
| Inghilterra | 7.905.000 |
| Russia | 12.000.000 |
| Italia | 5.615.000 |
| Stati Uniti | 4.355.000 |
| Giappone | 800.000 |
| Belgio | 267.000 |
| Romania | 750.000 |
| Serbia | 707.000 |
| Grecia | 230.000 |
| Portogallo | 100.000 |
| Montenegro | 50.000 |
| Imperi Centrali | |
| Germania | 12.000.000 |
| Impero austro-ungarico | 7.800.000 |
| Turchia | 2.850.000 |
| Bulgaria | 1.200.000 |
| Totale | |
| 22.850.000 | |
Note[modifica | modifica sorgente]
Bibliografia[modifica | modifica sorgente]
- Atlante storico moderno - libreria geografica, 2024, ISBN-10-886985518X
- Storie tracce memorie 3 - Il Capitello, 2016, ISBN-10-8842647330
Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]
Prima guerra mondiale su it.wikipedia- La Prima Guerra Mondiale: Trattati e risarcimenti - su enciclopedia dell'olocausto
- Guerra mondiale, Prima - su Treccani.it
- Prima guerra mondiale: riassunto e schema - su Studenti.it
- (en) World War I - su Britannica.com
- La Grande Guerra (1914-1918): fatti, personaggi e date della Prima Guerra Mondiale - su Focus junior.it

