Trattato di Sèvres
Il Trattato di Sèvres fu quel trattato di pace stipulato il 10 agosto 1920, che ristabilì la pace tra la Turchia ottomana, che partecipò alla Grande Guerra a fianco degli Imperi Centrali, e le potenze alleate vincitrici della Prima guerra mondiale (Francia, Regno Unito, Italia, Giappone, Armenia, Grecia, Belgio, Polonia, Hegiaz, Romania, Portogallo, Jugoslavia e Cecoslovacchia[1]). Questo trattato fu firmato dopo 15 mesi di elaborazione, ma sia la Russia che gli Stati Uniti furono esclusi dal processo, questi ultimi perché avevano adottato una politica isolazionista. In particolar modo, i termini dell'accordo furono duri e molti turchi rimasero irritati dal trattamento ricevuto.
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il rappresentante ottomano, Mehmed Hâdî Pasha, che firma il trattato di Sèvres.
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I quattro delegati ottomani, che si recano su una nave alla Conferenza di Pace di Parigi per firmare il trattato.
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La Spartizione dell'impero ottomano in seguito al Trattato di Sèvres.
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Come appariva il Medio Oriente nel 1920, in seguito allo smembramento dell'impero ottomano col Trattato di Sèvres.
Clausole per la Turchia[modifica | modifica sorgente]
Clausole territoriali[modifica | modifica sorgente]

Le clausole del trattato furono molte dure e sottrassero all-ex impero ottomano circa i quattro quinti del suo territorio. Il trattato di Sèvres, infatti, spartì definitivamente il ''Malato d'Europa[2]'', abolendo e dissolvendo così l'impero ottomano, che fu ridotto all'odierna Turchia. Quest'ultima, in Europa, conservò soltanto Costantinopoli e la penisola di Gallipoli, mentre la Tracia e le isole di Tenedo e di Imbros passarono alla Grecia. Anche Smirne fu posta sotto il controllo greco, pur rimanendo tecnicamente parte dell'impero ottomano. Inoltre, con il trattato di Sèvres, il futuro della regione di Smirne dipese da un plebiscito: fu infatti data la possibilità agli abitanti della zona di votare per unirsi alla Grecia o rimanere nell'impero ottomano.


Gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, invece, furono posti sotto la sorveglianza di una commissione internazionale, senza alcun controllo da parte degli Ottomani. Nel Medio Oriente, Siria, Palestina, Mesopotamia ed Hegiaz furono sottratti alla sua autorità e molti di essi furono posti sotto il mandato di una potenza europea da parte della Società delle Nazioni. In particolare, il Regno Unito entrò in possesso della Palestina e dall'Iraq, mentre la Francia ottenne la Siria e il Libano (ciò era già stato precedentemente, con il trattato di Sykes-Picot del 1916). Il Regno di Hegiaz (in Arabia), invece, ottenne il riconoscimento come regno indipendente, estendendosi per 260.000 km2, con una popolazione di 750.000 abitanti e Medina e la Mecca come città principali. In Anatolia, la zona meridionale e orientale furono dichiarate aree sotto influenza francese, mentre la regione costiera cadde sotto l'influenza dell'Italia, a cui furono cedute anche le isole del Dodecaneso. Infine, i turchi dovettero riconoscere l'indipendenza dell'Armenia (che venne riconosciuta come stato sovrano) e ad essa dovette cedere parti dei vilâyet[3] di Van, Trebisonda, Bitlis ed Erzerum[4].
Clausole militari e finanziarie[modifica | modifica sorgente]
Clausole militari[modifica | modifica sorgente]
Inoltre, come le altre potenze centrali sconfitte, l'impero turco fu sottoposto a restrizioni militari: in terra, la Turchia aveva un corpo di guardia personale del Sultano (circa 700 uomini), una gendarmeria ed altri elementi di rinforzo, per un totale di circa 50.000 uomini che formavano il nuovo e limitato esercito ottomano. Sul mare, invece, poteva predisporre di 7 cannoniere e di 6 torpediniere, (ovvero 13 imbarcazioni) e in più le era stato impedito di possedere un'aviazione militare.
Clausole finanziarie[modifica | modifica sorgente]
In fatto di conseguenze finanziarie, il Trattato di Sèvres fu duro come il Trattato di Versailles; ma, mentre alla Repubblica di Weimar fu consentito di gestire la propria economia (seppur in modo poco efficace), all'impero ottomano fu tolta la possibilità di controllare le sue attività economiche: infatti, le potenze vincitrici avevano il dominio sulla Banca Ottomana, sul Bilancio nazionale, sulle importazioni, sulle esportazioni, ecc.
Reazioni e conseguenze del trattato[modifica | modifica sorgente]


Il Trattato di Sèvres fu accettato dal sultano Maometto VI e dal governo in carica, ma fu rifiutato dal leader nazionalista turco Muṣṭafā Kemāl Atatürk, che si ribellò al Gran Visir dell'impero ottomano, che cercò di ratificare (cioè approvare) il Trattato di Sèvres. Infatti, Mustafa Kemal ritenne l'accordo inaccettabile a causa dei suoi termini che avevano un impatto così sulla Turchia; inoltre, Kemal credeva che gli ex-leader dell'impero ottomano avessero trascinato i turchi nella Grande Guerra, e che quindi la popolazione turca non dovesse essere punita a causa delle decisioni dei suoi vecchi capi. Così, si scatenò un nuovo conflitto, la guerra di liberazione turca (1920-1922), al cui termine ci fu una revisione dei termini che erano stati imposti alla Turchia: il Trattato di Sèvres fu sostituito così da un nuovo accordo, il Trattato di Losanna (1923).
Note[modifica | modifica sorgente]
- ↑ L'elenco delle nazioni alleate che (teoricamente) firmarono il trattato di Sèvres è tratto da Treccani.it, ma i firmatari principali furono Francia, Italia, Regno Unito e Giappone.
- ↑ Malato d'Europa è un appellativo, ovvero un soprannome, che fu dato all'impero ottomano a partire dalla metà dell'Ottocento. Infatti, da quel periodo fino al suo sgretolamento, l'impero perse i suoi secolari territori, dimostrando così decadenza, capacità industriali ed economiche del tutto obsolete (cioè antiquate, vecchie). (nota tratta dall' Atlante Storico Moderno).
- ↑ I Vilayet erano circoscrizioni amministrative (ovvero provincie, regioni) dell'impero ottomano, ognuno dei quali era retto da un vali (cioè da un governatore) (nota tratta da Treccani.it)
- ↑ I nuovi confini dell'Armenia (ovvero l'acquisizione dei territori indicati sopra) furono decisi dal presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson, che fu incaricato di tracciare le frontiere della nuova repubblica di Armenia. (nota tratta da Treccani.it)
Voci correlate[modifica | modifica sorgente]
Altri progetti[modifica | modifica sorgente]
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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]
- Sèvres (sezione trattato) - su Treccani.it
- (en) The Treaty of Sèvres - su History learning site.co.uk
- (en) Treaty of Sèvres - su Britannica.com
- Trattato di Sèvres - su Sapere.it
- Trattato di Sèvres - su Wikibigino.org

