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Paleolitico

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[1] Il termine paleolitico deriva dal greco palaios, antico e lithos, pietra ossia età della pietra antica, cioè l’uomo lavora sassi e ciottoli per ottenere strumenti utili alla vita quotidiana.Il termine fu introdotto dall’archeologo John Rubbock nel 1865 che per primo suddivise la preistoria in paleolitico ( fino a 10.000 a.c) e neolitico.

Periodo storico[modifica | modifica wikitesto]

Il Paleolitico europeo cominciò circa 2.500.000 di anni fa e terminò, con la comparsa dei primi ominidi itici per terminare all’incirca nel 14.000 a.C.[2] Generalmente lo si divide in 3 periodi :il Paleolitico inferiore 2.500.00 -200/15.000 dal presente, il Paleolitico medio 200.000-35.000 dal presente e il Paleolitico superiore 35.000-10.000 dal presente..

I primi ominidi[modifica | modifica wikitesto]

I primi ominidi, ossia creatura simili all’uomo, apparvero tra 10 e 5 milioni di anni fa . Avevano un antenato comune con le scimmie, ma diverse caratteristiche. Gli ominidi svilupparono una postura eretta, camminavano su due gambe e avevano il cranio più arrotondato e un cervello più grande. Camminando eretti potevano usare le mani per afferrare e trasportare il cibo e potevano inoltre difendersi e allungare lo sguardo al di sopra dell’erba alta e degli arbusti.

Un gruppo di ominidi chiamati Australopithecus (“scimmie del sud”) apparve in Africa circa 4 milioni di anni fa. Circa due milioni di anni, una delle specie di australopitechi si evolse nel genere Homo. In confronto agli australopitechi, il genere Homo aveva un cervello di dimensioni maggiori, un volto più umano, ossa delle anche più adatte alla posizione eretta. La specie più antica del genere Homo era capace di fabbricare strumenti e fu chiamato Homo habilis, cioè abile.

L’Homo habilis e i suoi bisogni[modifica | modifica wikitesto]

Quasi 2,5 milioni di anni fa i primi ominidi lasciarano l'Africa verso nuovi continenti.

L’Homo habilis è il primo ominide al quale poté essere dato il nome di homo, cioè uomo. L'uomo habilis era ancora molto simile all'australopiteco , ma era più evoluto e "intelligente". L'uomo habilis camminava stabilmente su due gambe e usava le mani per afferare bastoni , sassi, frutti[3] La fabbricazione di utensili litici richiede uso della memoria e capacità di progettazione e di soluzione di problemi astratti, segna l’inizio della capacità di adattamento all’ambiente, una capacità che solo l’uomo possiede.

Il bisogno di ripararsi[modifica | modifica wikitesto]

L'homo habilis probabilmente ha continuato a scegliere gli alberi come luogo di rifugio. Non essendo in grado di costruire una dimora, durante la notte saliva sugli alberi per sfuggire agli attacchi dei predatori. I rami e le fronde riparavano anche dal freddo e la dimora era una specie di grande nido[3]

Il bisogno di nutrirsi[modifica | modifica wikitesto]

L'homo habilis durante in giorno lasciava il suo “nido” e scendeva a terra e nutrirsi. Era nomade, cioè si spostava continuamente nella savana per cercare il cibo. Questi uomini erano cacciatori e raccoglitori e probabilmente si cibavano soprattutto di vegetali (bacche e frutti spontanei) e mangiavano la carne di piccole prede e i resti abbandonati dalla caccia da altri animali[4]. All’interno di ciascun gruppo gli uomini cacciavano, mentre le donne raccoglievano dal terreno radici e i tuberi commestibili. Si cibavano anche di uova e insetti. L'homo habilis era omnivoro[5]

Il bisogno di comunicare[modifica | modifica wikitesto]

L'homo habilis viveva in piccoli gruppi composti da poche famiglie. Comunicava con i gesti ed emettendo suoni articolati e un vocio, che non era un vero e proprio linguaggio.[3]

Primo costruttore di utensili[modifica | modifica wikitesto]

chopper

L'homo habilis ricavava semplici strumenti dai ciottoli di vari tipi di roccia. I primi e veri utensili sono quelli prodotti mediante una serie di gesti ripetitivi. Si tratta di cosiddetti ciottoli scheggiati, chiamati in inglese chopper<[6] ref consistenti in pietre arrotondate a una delle estremità delle quali era ricavato un bordo tagliente. L'homo habilis utilizza i chopper per spolpare la carne. Per cercare le radici l'homo habilis aveva imparato a scavare il terreno con i bastoni. Per cacciare piccole prede e difendersi dall’assalto degli animali, l’homo habilis lanciava pietre. La capacità di costruire semplici utensili ci fa capire che l’homo habilis era in grado di scegliere tra i materiali disponibili quelli più adatti e sapeva immaginare come utilizzare gli strumenti che stava costruendo.

L'homo erectus e i suoi bisogni[modifica | modifica wikitesto]

Una delle specie più sviluppate del genere Homo fu homo erectus .

L'homo erectus cioè “che è eretto” che vuol dire sta in piedi, visse tra circa 1.600.000 e 200.000 anni fa. Il primo Homo erectus a essere scoperto , il cosiddetto "uomo di Giava" visse su un'isola indonesiana 1,8 milioni di ani fa.[4]

A differenza dell'homo habilis, le braccia dell’homo erectus erano proporzionate, aveva le gambe più robuste ed era più alto di statura. Questa specie era anche molto più progredita dell’Homo habilis. I numerosi studi delle ossa hanno rilevato il fatto che l'uomo erectus aveva un cranio più grosso e dunque conteneva un cervello più sviluppato di quelo dell'uomo habilis.

Il bisogno di ripararsi[modifica | modifica wikitesto]

L'homo erectus viveva in caverne e quando non trovava i ripari naturali si costruiva semplici capanne con rami e frasche.

Il bisogno di nutrirsi[modifica | modifica wikitesto]

L'homo erectus si procurava il cibo raccogliendo frutti e cacciando piccole prede. L'homo erectus fu il primo a scoprire e ad usare il fuoco e ciò gli consentì di nutrirsi meglio[3].

L’avvento del fuoco[modifica | modifica wikitesto]

Il fuoco fu una delle scoperte più importanti compiute dagli uomini antichi. Il fuoco serviva a scaldarsi quando faceva freddo, a tenere lontani gli animali selvaggi, ad arrostire la carne e indurire le punte delle lance di legno. Prima di imparare ad accendere il fuoco, l’uomo usava fuochi accidentali provocati dai fulmini. Il grande passo avanti fu la scoperta che, sfregando insieme due bastoncini, si poteva creare la scintilla e quindi accendere il fuoco in modo autonomo. Le prove più antiche dell’uso del fuoco risalgono a circa 360.000 anni fa. L’uso del fuoco favorì la vita di gruppo.[4]

Il bisogno di comunicare[modifica | modifica wikitesto]

L'homo erectus erano in costante movimento, alla ricerca di prede e nuovi fonti di cibo. La fabbricazione di utensili, la ricerca di cibo, la caccia, l’uso del fuoco contribuirono a rendere più uniti i gruppi di persone. Vivendo insieme, era necessario trasmettere le conoscenze acquisite e questo portò l’homo erectus a migliorare il suo linguaggio, attraverso l’emissione di suoni più complessi e articolati.[4]

Utensili[modifica | modifica wikitesto]

L'homo erectus sapeva lavorare la pietra in modo più preciso ed efficiente: era in grado di scheggiare la selce, che è una pietra molto resistente, da entrambe le facce. In questo modo, costruì attrezzi più sofisticati e taglienti a forma di una grossa mandorla: erano le amigdale. Amigdala aveva diversi usi: era utilizzata come lama, lancia, ascia, coltello e raschietto per lavorare le pelli e i rami.[6]

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. wikipedia
  2. Giuseppe Nifosì, Viaggio nell’arte dall’antichità ad oggi, Editori Laterza, 2017, ISBN 9788842115502
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 Nuvola 3 Discipline (Storia, Geografia), Edizioni La Spiga 2017 - E. Costa, L. Doniselli, A. Taino
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 Storia illustrata per ragazzi, volume 1 Preistoria, la Biblioteca della Repubblica 2008'L'Espresso
  5. .Nuvola 3 Discipline (Storia, Geografia), Edizioni La Spiga 2017 - E. Costa, L. Doniselli, A. Taino
  6. 6,0 6,1 Denis Vialou , Cacciatori e artisti della prestoria , Universale Electa GallimardDenis Vialou , Cacciatri e artisti della preistoria. Electa Gallimard (30 novembre 1996), ISBN 88-445-0109-0