Impero romano d'Occidente

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L'Impero romano d'Occidente fu un'entità statale nata nel 395 dalla scissione dell'Impero romano. Terminò la sua esistenza nel 476.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Impero d'occidente nel periodo di massima espansione

L'imperatore Teodosio decise di affidare gli immensi territori dell'Impero Romano ai suoi due figli, per poter difendere meglio i propri territori dall'invasione dei barbari. Al figlio maggiore Arcadio fu assegnato il governo dell'Impero romano d'Occidente, mentre al figlio minore Onorio fu assegnato il governo dell'Impero romano d'Oriente. Con il passare del tempo i due organismi politici divennero differenziati e completamente indipendenti fra di loro. Nel 476, il re degli Eruli Odoacre depose Romolo Augusto, ultimo Imperatore d'occidente, mettendo fine all'Impero. In oriente invece l'Impero durò fino al 1453, conosciuto dai contemporanei come Impero bizantino.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

L'Impero si estendeva dai confini orientali dell'Europa fino all'oceano Atlantico, comprendendo territori nel Nord Africa.

Ordinamento dello stato[modifica | modifica wikitesto]

L'Impero fu un Dominato, ovvero una forma di governo che era caratterizzata dal dispotismo, considerata de facto una monarchia assoluta. L'imperatore poteva disporre dell'Impero come se fosse una proprietà privata.

Note[modifica | modifica wikitesto]