Eritrea

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Eritrea

Emblem of Eritrea (or argent azur).svg
Dati amministrativi
Capitale Asmara
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Forma di governo Repubblica presidenziale
Dati geografici
Superficie 121.320 km2
Continente Africa
Altri dati
Lingue ufficiali Italiano ed Arabo[1]
Popolazione 6 527 690 (2015)
Valuta Nakfa
Fuso orario UTC+3


L'Eritrea (nome ufficiale Stato dell'Eritrea) è uno stato africano orientale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia antica e medievale[modifica | modifica wikitesto]

  • Intorno al 2.500 a.C., lungo la costa del Mar Rosso, esisteva un regno che gli antichi egizi chiamavano "La terra di Punt" che significa “Terra degli dei”. Il regno comprendeva una grande fetta di Eritrea settentrionale, alcune parti del Sudan, del Gibuti e aveva come centro il porto di Adulis.
  • Intorno al 1000 a.C., i Sabei, partendo dall'attuale Arabia Saudita attraversarono il Mar Rosso, stabilendosi prima nelle isole Dahlak e poi in diverse aree delle coste e altopiani dell’Eritrea.
  • Intorno all’VIII secolo a.C. i diversi insediamenti sabei si riunirono in un unico controllo politico e formarono il Regno di D'mt. Il regno, con centro in Adulis costituiva gran parte degli altopiani eritrei e la riva del Mar Rosso, e alcune parti del nord Tigray.

La conquista e la dominazione ottomana[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1557 subì un'invasione degli Ottomani.
  • Due rivolte di lui furono domate nel 1578, lasciando agli Ottomani gli importanti porti di Massaua e di Archico.
  • Nel corso degli anni 40 del XIX secolo, i francesi tentarono di penetrare nella parte costiera e meridionale del paese, ma fallirono.
  • Gli Ottomani ebbero il controllo di gran parte delle zone costiere eritree per quasi 300 anni, lasciando i loro possedimenti agli egiziani.

Periodo coloniale italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • L'inizio dell'occupazione iniziò nel novembre 1879 con il padre lazzarista Giuseppe Sapeto che avviò le trattative per la cessione della Baia di Assab al Governo italiano. È il primo atto della presenza ufficiale italiana nel continente africano.
  • Il 10 marzo 1882 il governo italiano acquistò l'Assab, che il 5 luglio dello stesso anno diventò ufficialmente italiano. Negli anni dal 1885 al 1890 viene acquisita un'importante città, Massaua, e il controllo italiano si estese nell'entroterra. Nel 1890 l'Eritrea fu ufficialmente dichiarata colonia italiana.
  • Nel 1893 il Negus Menelik II, denunciò il trattato di Uccialli. L'Italia continuò la sua espansione verso l'entroterra e nel settembre 1895 si svolse la battaglia dell'Amba Alagi tra l'Italia e l'Etiopia, comandate da: Mekonnen, Alula e Mangascia. Il 1º marzo 1896 gli italiani furono sconfitti.
  • Il 5 dicembre 1934, avvenne l'incidente di Ual Ual tra Somalia Italiana ed Etiopia, che fornì il pretesto al regime fascista per aggredire l'Abissinia, partendo il 3 ottobre 1935 dalle basi dell'Eritrea. L'Abissinia venne conquistata il 5 maggio 1936
  • L'Eritrea italiana entrò a far parte dell'AOI sotto un Governatore con sede ad Asmara, dato al Regno d'Italia da parte di oltre 60.000 eritrei. Dopo il 1941, per i quasi 100.000 Italiani della comunità italiana dell'Eritrea iniziò un periodo difficile che in pochi decenni quasi sono scomparsi tutti.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Eritrea-CIA WFB Map.png

L'Eritrea confina a ovest con il Sudan, a sud con l'Etiopia, con il Gibuti a sud-est, e infine, a est e a nord-est confina con il mar Rosso, si può suddividere in due grandi regioni, la prima è quella più settentrionale che comprende l'Oculé-Cusai e l'Amasien, qui si trovano i fiumi Barca e Anseba. La seconda zona è quella meridionale, con altopiani molto più aridi che scendono verso il Mar Rosso, clima torrido vicino al mare e una fortissima umidità. I corsi d'acqua del paese sono quasi tutti a carattere stagionale; i maggiori sono il Mareb, il Barca e l'Anseba, oltre alla parte terminale del Tacazzè che scorrono verso il Sudan, e i minori Falkat, Laba e Alighede che invece scorrono verso il Mar Rosso.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

  • maschile singolare: eritreo
  • femminile singolare: eritrea
  • maschile plurale: eritrei
  • femminile plurale: eritree

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Nove sono i gruppi etnici riconosciuti nel paese, i più numerosi sono i Tigrini, che rappresentano circa il 55% della popolazione, e i Tigrè, che sono circa il 30%. Il resto della popolazione è di etnia saho (4%), kunama (2%), bilen (2%), rashaida (2%) e altre etnie (nara, afar, hidareb) (5%).

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

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Religioni[modifica | modifica wikitesto]

Le confessioni religiose ufficialmente riconosciute ed autorizzate sono quattro (chiesa ortodossa eritrea, islam, chiesa cattolica e Chiesa evangelica luterana) La popolazione è divisa, in parti uguali, tra musulmani e cristiani. L'islam, di orientamento sunnita, è prevalente nelle aree settentrionali e in quelle costiere, La maggior parte dei cristiani appartiene alla Chiesa ortodossa tewahedo eritrea, divenuta autonoma nel 1993. La Chiesa cattolica, che si è rafforzata negli anni del colonialismo italiano, ha circa 140.000 fedeli, in maggioranza di rito etiope ma con una significativa presenza di fedeli di rito romano. Ci sono alcuni membri di confessioni religiose diverse da quelle autorizzate, questi vengono immediatamente arrestati e incarcerati.

Altre informazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Eritrea, è uno stato africano situato nella parte orientale del corno d'Africa, è uno Stato multilingue e multiculturale e fu creata come entità politica nel 1890 con il nome di Colonia eritrea. In Eritrea due anni fa furono contati 6.527.689 eritrei su un territorio di 121.320 km2, la popolazione ha una densità di 52 abitanti per km2.

Ordinamento dello stato[modifica | modifica wikitesto]

Ordinamento dello stato[modifica | modifica wikitesto]

In questo stato africano ci sono piccole varie città, le più importanti sono;

nome città n. abitanti geografia
Asmara (capitale) 663.872 regione centrale
Tessenei 65.000 distretto di Tessenei
Cheren 86.483 regione dell'Anseba
Afabet 35.673 distretto di Afabet
Agordat 30.000 regione di Gasc-Barca

Bandiera[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera eritrea

La bandiera dell'Eritrea è stata adottata il 5 dicembre 1995. La bandiera è composta da due bande triangolari di dimensioni uguali: verde sopra e azzurra sotto, a queste è sovrapposto un triangolo rosso che raffigura tre fronde di ulivo color oro. I due rami laterali, di quindici foglie ognuno, in ricordo dei trent'anni di lotta per la liberazione. Il ramo centrale con sei fiorellini per le sei regioni in cui è suddiviso il paese. Il colore rosso in ricordo del sangue versato per la liberazione del paese. Il colore verde a simboleggiare le risorse agricole. Quello azzurro le risorse marittime. Quello giallo-oro le risorse minerarie.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'Eritrea è un paese povero, con un'economia basata principalmente su un'agricoltura e sull'allevamento di ovini e bovini; è relativamente sviluppata la pesca. Le poche industrie presenti nel paese sono situate maggiormente nella capitale Asmara. Questo paese esporta modesti quantitativi di prodotti locali, mentre deve importare combustibili, macchinari, manufatti, alimenti. L'Italia e l'Arabia Saudita sono "amici" di commercio di questo paese. Porti principali sono Massaua e Assab.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

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Arte[modifica | modifica wikitesto]

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Sport[modifica | modifica wikitesto]

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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. Le altre lingue sono: il tigrino, il tigrè, l'afar, dialetto arabo arabo dell'Hegiaz, il begia, il bilen, il geez, la cunama, la nara, lo saho ed l'inglese

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]