L'Aquila

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L'Aquila
comune
Immota Manet
Coat of Arms of L'Aquila, Italy.svg
L'Aquila-Gonfalone.png
Localizzazione
Stato Flag of Italy.svg Italia
Regione Abruzzo
Provincia L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Pierluigi Biondi (FdI)[1]
dal 28 giugno 2017
Territorio
Altitudine 721 m s.l.m.
Superficie 473,91 km2
Abitanti 69 478
Densità 146,61 ab. km2
Quarti vedi qui
Ambiti 12 Ambiti
Frazioni vedi qui
Confini Antrodoco (RI), Barete, Barisciano, Borgorose (RI), Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Crognaleto (TE), Fano Adriano (TE), Fossa, Isola del Gran Sasso d'Italia (TE), Lucoli, Magliano de' Marsi, Ocre, Pietracamela (TE), Pizzoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tornimparte
Altre informazioni
Cod. postale 67100
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066049
Nome degli abitanti aquilani
Targa AQ
Patrono San Massimo d'Aveia
Giorno festivo 10 giugno
PIL 1,8 mld
PIL procapite 25 708
Cartografia
Map of comune of L'Aquila (province of L'Aquila, region Abruzzo, Italy).svg
L'Aquila nella provincia omonima
[www.comune.laquila.it Sito istituzionale]

L'Aquila (IPA:/ˈlakwila/,[2] chiamata Aquila fino al 1863 e Aquila degli Abruzzi fino al 1939) è un comune italiano di 69 478 abitanti[3], capoluogo dell'provincia omonima e della regione Abruzzo.

Nonostante i forti terremoti del 1461, del 1703 (che bloccò la crescita economica, già altalenante, del tempo) e del 2009, in città c'è ancora un grande patrimonio storico suddiviso in tre strati, dei quali uno medievale, testimoniato soprattutto dalle mura cittadine, uno rinascimentale, che caratterizza numerosi palazzi e chiese, e uno sia barocco sia neoclassico affermatosi in seguito alle ricostruzioni successive al sisma del settecento.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il Gran Sasso visto dal centro città
Campo Imperatore in inverno

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

La città è situata nella Conca aquilana, caratterizzata dalla presenza di dorsali montuose su tutti i lati. Le principali aree montane dell'Aquila sono:

La città ha anche un piccolo exclave disabitato a sud tra il Parco naturale regionale del Sirente-Velino e la riserva regionale Montagne della Duchessa.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio aquilano è attraversato dal fiume Aterno e dai suoi piccoli affluenti Vetoio, Raio e Vera. Gli unici laghi sono quello di Vetoio e quelli di Bagno.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima della città è montano, con temperature che variano nel mese di gennaio da +2°C del a +0,5°C e tra i +20°C e i +21,5 °C del mese di luglio. La temperatura media annua è compresa tra +10°C e +11,5°C e le precipitazioni sono relativamente abbondanti soprattutto in autunno e in primavera.

In inverno la neve è molto frequente e in alcuni anni particolarmente rigidi di notte si sono arrivati a registrare dei valori di temperatura pari anche a -16 °C in città e -20° a fondovalle. A Preturo il 15 febbraio 2012 si sono registrati -24,0°.

Le escursioni termiche sono elevate a causa dell'altitudine e della posizione; il 15 giugno 2004 si è registrata una temperatura minima di 9,1 °C e una massima di 32,9 °C.[4]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome "Aquila" deriva dal luogo nel quale si cominciò a costruire la nuova città, che era chiamata Acculi o Acculae, che si trovava vicino alla zona in cui oggi c'è la fontana delle 99 cannelle (Borgo Rivera).[5][6]

La città, originariamente chiamata "Aquila", divenne dopo l'unità d'Italia "Aquila degli Abruzzi" e cambiò nuovamente nome durante il regime fascista, acquisendo l'attuale "L'Aquila".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La conca aquilana era abitata già nei tempi più antichi. Prima della conquista da parte di Roma tutta la valle dell'Aterno fu luogo di insediamento per i Sabini e per i Vestini. Dopo la conquista dei Romani, avvenuta nel III secolo a.C. nell'attuale località di San Vittorino, venne fondata la città di Amiternum di cui ancora oggi si possono visitare i resti dell'anfiteatro e di un teatro. Qui nacque Sallustio, uno dei maggiori storici romani di cui oggi è presente una statua in Piazza Palazzo. In seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, Amiternum visse un periodo di grande decadenza fino all'abbandono avvenuto nel X secolo.

Nel frattempo, il territorio aquilano veniva inglobato nel Ducato di Spoleto e venne per la prima volta scisso dall'Abruzzo meridionale, che era invece finito sotto il controllo del Ducato di Benevento, con numerose ripercussioni sull'economia della zona. Una delle attività economiche era l'allevamento ovino che diventava poi transumanza. Con la divisione dell'Abruzzo lo svolgersi transumanza divenne più difficoltoso e l'economia crollò.

Dopo la conquista normanna del XII secolo l'Abruzzo venne riunificato[7] e fu riportata la stabilità nella regione.

Fondazione della città[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1229 gli abitanti di questi castelli si ribellarono al feudalesimo imposto dai baronati normanno-svevi e dopo essersi rivolti a papa Gregorio IX ottennero il permesso di fondare la città, anche se non si procedette. Ottenero poi di nuovo il permesso per costruire una città anti-feudale, di cui è rimasta testimonianza nel cosiddetto Diploma di Federico II, nel quale si esortano i castelli degli antichi contadi di Amiternum e Forcona a unificarsi.[8]. Le vicende della fondazione dell'Aquila sono raccontate da Buccio di Ranallo nelle Cronache aquilane.

La leggenda della fondazione narra che 100 castelli della conca aquilana, stanchi delle dominazioni, decisero di riunirsi per fondare la città dell'Aquila come città libera, ovvero priva di signori feudali. Ogni castello avrebbe fondato in città una piazza, una chiesa e una fontana, per un totale così di 100 piazze 100 chiese e 100 fontane, ma all'ultimo momento un castello rinunciò preferendo ritirarsi. Gli altri 99 castelli però avrebbero proseguito l'opera di costruzione della città, che così dall'epoca avrebbe avuto 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane[9][10]

La distruzione ad opera di Manfredi e la ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Gestita da un podestà e da un libero consiglio, la città ebbe organizzazione autonoma e propri statuti[11]. Contribuirono all'ascesa dell'Aquila la posizione strategica e la crescente importanza in ambito religioso, suggellata dal trasferimento della sede vescovile da Forcona all'Aquila nel 1257 ad opera di papa Alessandro IV.

Nel 1259, colpevole di essere rimasta fedele alla Chiesa nella contesa tra papato e impero, fu rasa al suolo da Manfredi di Sicilia. Venne ricostruita su autorizzazione di Carlo I d'Angiò, chiamato in soccorso della Chiesa. La città dell'Aquila riconoscente si sottomise spontaneamente al nuovo conquistatore e riacquistò nel tempo il prestigio e la preminenza precedentemente perduti.

Celestino V e il giubileo aquilano[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Perdonanza.

Nel 1288 l'eremita Pietro da Morrone, decise di edificare all'Aquila la basilica di Santa Maria di Collemaggio, autorevole esempio di arte romanica e monumento simbolo della città. Proprio nella basilica da lui fortemente voluta, l'eremita venne incoronato papa con il nome di Celestino V il 29 agosto 1294. Lo stesso papa emanò una Bolla con la quale concedeva un'indulgenza plenaria e universale a tutta l'umanità. Bolla ancora oggi valida, che anticipò di sei anni l'introduzione dell'anno santo, avvenuta per volere di papa Bonifacio VIII nel 1300. Può essere considerato il primo giubileo della storia.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo consiglio cittadino fu composto dai sindaci dei vari villaggi e la città non ebbe una propria esistenza giuridica fino al regno di Carlo II di Napoli, che nominò un camerlengo come responsabile dei tributi. In questo periodo L'Aquila fu teatro di una serie di violente lotte tra alcune delle famiglie che si contendevano il potere, tra cui è opportuno citare i Pretatti e i Camponeschi. La contesa durò circa un decennio con la vittoria di questi ultimi.

Successivamente, il Camerlengo acquisì anche il potere politico, divenendo presidente del consiglio cittadino. La città autonoma, anche se compresa nel regno di Sicilia, poi regno di Napoli, (salvo un breve periodo in cui fece parte dello Stato Pontificio), fu governata da una diarchia composta dal consiglio e dal capitano regio, a cui si aggiunse nel XIV secolo il conte Pietro Camponeschi che divenne il terzo membro di una nuova triarchia.

I terremoti del Trecento e l'assedio di Fortebraccio[modifica | modifica wikitesto]

La città dell'Aquila sorge su un territorio ad alta sismicità e fin dalla sua fondazione è stata funestata da numerosi e distruttivi sismi. Il primo terremoto di cui si abbia notizia risale al 13 dicembre 1315.

Un forte terremoto si verificò il 9 settembre 1349: si stima che abbia avuto un'intensità pari a magnitudo 6,5 della scala Richter e che abbia prodotto danni valutabili nel X grado della scala Mercalli: crollarono ampi tratti delle mura, moltissime case e diverse chiese. Le vittime furono ottocento, quasi il 10% dell'allora popolazione della città che era di diecimila abitanti.

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Guerra dell'Aquila.

Allo steso tempo le vicende politiche stavano trascinando Aquila verso una sanguinosa guerra. La città, rimasta fedele alla casa reale degli Angiò-Durazzo, venne individuata come obiettivo sensibile durante la guerra contro gli aragonesi, che assoldarono Braccio Fortebraccio da Montone, promettendogli la signoria dell'Aquila nel caso in cui fosse riuscito a prenderla. Dopo un anno di assedio (1423-1424) Aquila, stremata, ne uscì vincente e si preparò a un periodo di rinascita.

Il Rinascimento all'Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Il Portale d'Ingresso del Forte spagnolo con lo stemma di Carlo V

Il Quattrocento corrisponde all'età d'oro della città dell'Aquila. Terminata la ricostruzione, prosperò grazie ai suoi commerci, specialmente della lana, fino a Firenze, Genova e Venezia e fino alla Francia, ai Paesi Bassi e alla Germania, diventando una delle più importanti città del Regno dopo Napoli.

Le guerre con Rieti, le lotte intestine tra famiglie e i continui terremoti causarono, sul finire del secolo, l'inizio di una nuova decadenza.

Decadenza e dominazione spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 novembre 1461 si verificò un nuovo violento sisma di intensità stimata in magnitudo 6.4 della Scala Richter e distruttività pari al X grado della Scala Mercalli. Le fonti riportano della pressoché totale distruzione di Onna, Poggio Picenze, Castelnuovo e Sant'Eusanio Forconese.

Nel frattempo, il Regno di Napoli, e con esso Aquila, era passato agli Aragonesi. Nel 1527 la cittadinanza aquilana si ribellò al nuovo dominatore, provocando l'immediata rappresaglia spagnola. Il viceré Filiberto di Chalons la devastò e la separò dal suo contado. Inoltre, inflisse una multa pesantissima, che superava ogni possibilità degli aquilani e con questo denaro contribuì alla costruzione del Forte spagnolo, sul cui portale campeggia la scritta Ad reprimendam aquilanorum audaciam ovvero per la repressione dell'audacia degli aquilani, un avviso minaccioso finalizzato a scoraggiare ogni possibile successiva ribellione. In seguito, la città tentò faticosamente di rialzarsi, ma la sua ripresa venne nuovamente rallentata dai terremoti del 1646 e del 1672.

Il terremoto del 1703[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Terremoto dell'Aquila del 1703.

Nel Settecento la città fu interessata da uno sciame sismico che culminò con un violentissimo terremoto che la rase al suolo. La prima scossa della lunga sequenza si verificò il 14 ottobre 1702, ma la maggiore venne registrata il 2 febbraio del 1703 e si stima che abbia avuto una magnitudo 6,7 della Scala Richter causando devastazioni stimate nel X grado nella Scala Mercalli.

Quasi tutte le chiese e gli edifici pubblici cittadini crollarono o riportarono gravissimi danni.[12] Si stima che nelle varie scosse che colpirono la città morirono oltre 6 000 persone durante quell'anno.

Dall'arrivo dei francesi all'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

La Basilica di San Bernardino in una incisione di Strafforello Gustavo (1899)

La ricostruzione avvenne secondo lo stile dell'epoca, il barocco. A questo periodo risale la costruzione della Chiesa delle Anime Sante con la cupola del Valadier e degli interni delle basiliche di San Bernardino e Santa Maria di Collemaggio.

La pace di Vienna del 1738 pose fine alla dominazione austriaca seguita alla spagnola e verso la fine del secolo la città venne occupata dai francesi napoleonici. Anche questa volta, un'insurrezione provocò la reazione degli occupanti e Aquila venne di nuovo devastata e saccheggiata. In particolare, a questo periodo risale il furto del dipinto dell'Annunciazione di Raffaello Sanzio, contenuto nella Chiesa di San Silvestro e dell'urna contenente le spoglie di San Bernardino, custodita all'interno della basilica omonima.

Il capoluogo degli Abruzzi[modifica | modifica wikitesto]

Con l'unità d'Italia, fu assegnato alla città il ruolo di capoluogo della regione geografica degli Abruzzi e Molise (fino al 1970 le regioni non esisteranno come ente amministrativo italiano, venendo considerate solamente come regioni statistiche). In quell'occasione il nome della città fu modificato in Aquila degli Abruzzi 1861.

Nel 1927, nell'ambito del riordino provinciale disposto dal regime fascista, vennero istituite le province di Pescara e di Rieti: quest'ultima in massima parte composta dai territori ceduti da parte aquilana dell'intero Circondario di Cittaducale, per un totale di 1362 km² e 70.000 abitanti circa, mentre alla provincia pescarese venivano ceduti i comuni di Bussi sul Tirino e Popoli.

Nel 1939 la città, in seguito all'accorpamento di otto comuni limitrofi voluta dal podestà Adelchi Serena prende il definitivo nome di L'Aquila[13]. Nel 1947 Lucoli, dopo essere stato per 20 anni parte del comune aquilano, fu l'unico comune a tornare autonomo.

Nel 1970 nasce ufficialmente la Regione Abruzzo. La scelta iniziale di situare il capoluogo regionale a Pescara provoca numerose reazioni e polemiche in città. Ne seguiranno anche veri e propri disordini e scontri di piazza, i cosiddetti Moti dell'Aquila. L'accordo finale riconoscerà alla città il ruolo di capoluogo dell'Abruzzo[14], condividendolo con Pescara che però ospiterà molti uffici ed assesorati regionali.

Il terremoto del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Terremoto dell'Aquila del 2009.

Il Palazzo del Governo dopo il sisma, simbolo della distruzione

Il 6 aprile 2009, dopo diversi mesi di lievi scosse localizzate e percepite in tutta la zona dell'aquilano, L'Aquila è stata colpita da un terremoto di magnitudo 6.3 Mw (5.9 Ml secondo la scala Richter) e tra l'VIII e il IX grado della Scala Mercalli, con epicentro situato nel territorio di Roio.[15]. Il bilancio finale è stato di 309 vittime e oltre 1 500 feriti, mentre la quasi totale evacuazione della città ha portato a 65 000 il numero degli sfollati. Il capoluogo stesso presentò crolli anche totali in molte zone e gravissimi danni alla maggior parte degli edifici di valore storico e culturale. Le chiese principali risultarono gravemente danneggiate o quasi completamente crollate. Particolare rilevanza ha avuto la mancata resistenza e quindi il danneggiamento talvolta irreversibile della maggioranza degli edifici pubblici, sia antichi che modern come il moderno polo d'Ingegneria, il Palazzo del Governo, la Casa dello studente di via XX Settembre, l'ospedale San Salvatore e molti palazzi signorili del Settecento e dell'Ottocento.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma
Gonfalone

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

«D'argento all'aquila dal volo abbassato di nero, coronata, rostrata, linguata e armata d'oro, accostata alla scritta PHS in capo e IMMOTA MANET ai fianchi» (articolo 2, comma 1, paragrafo a. dello Statuto del comune dell'Aquila)

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

«L'ornamento comprende, oltre il civico stemma, le insegne degli storici Quarti di San Marciano, Santa Maria Paganica, San Pietro e Santa Giusta, i quali anticamente designavano anche le parti extra moenia del territorio comunale e che sono eretti a comporre il simbolo dell'unità comunale.» (articolo 2, comma 1, paragrafo b. dello Statuto del comune dell'Aquila)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dell'Aquila nel 1703

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

L'Aquila è una città a fondazione quadrata con due strade che si incrociano perpendicolarmente: Corso Vittorio Emanuele II (che arriva a Piazza Duomo) e Corso Umberto I. Il punto di incontro di queste due vie è detto i Quattro Cantoni. Il centro storico, posto in alto rispetto alla conca, è compatto ed è interamente racchiuso entro la cinta muraria medievale che si conserva quasi interamente intatta. Le principali porte di accesso al nucleo storico della Città sono Porta Napoli, Porta Castello, Porta Roma e Porta San Sebastiano.

Fondata nel XIII secolo, la città si divise in 4 Quarti: San Giorgio, Santa Maria Paganica, San Pietro Coppito e San Giovanni d'Amiterno. In seguito al terremoto del 1703 gran parte della città medievale andò distrutta, e furono progettati, assieme ai nuovi palazzi, i principali assi viari, gli attuali corso Vittorio Emanuele II e corso Umberto I.

Grande Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione della Grande Aquila
La suddivisione del "contado aquilano" dopo l'annessione al Regno d'Italia.
1927: annessione dei comuni limitrofi al comune di Aquila degli Abruzzi per la creazione della "Grande Aquila"; Pizzoli perde la frazione di San Vittorino.
1947: Lucoli riconquista la sua autonomia.

La prima modifica del perimetro storico della città avvenne nel 1927 in epoca fascista, con l'approvazione del Regio Decreto Grande Aquila, con l'abolizione dello status di comune autonomo per otto località: Lucoli (diventato nuovamente comune nel '47), Bagno, Roio, Arischia, Camarda, Paganica, Preturo e Sassa. Con tale decreto inoltre fu abolito il Circondario di Aquila, confluito nella provincia dell'Aquila, con la perdita dell'ex Circondario di Cittaducale, passato dall'Abruzzo alla provincia di Rieti, in Lazio.

Quarti[modifica | modifica wikitesto]

Costa Masciarelli del quarto San Giorgio

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Quarti dell'Aquila.

Legata alle vicende che portarono alla fondazione dell'Aquila, la città è suddivisa in quattro Quarti, ognuno dei quali caratterizzato da una sua bandiera, da uno stemma in scudo sannitico e da un colore.

Ambiti territoriali[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Ambiti territoriali dell'Aquila.

A livello amministrativo, dal 2015 la città è suddivisa in ambiti per via della grande estensione del territorio comunale (il nono d'Italia). Ogni ambito elegge un Presidente e un Consiglio Territoriale di Partecipazione composto di 12 membri.

Elenco[modifica | modifica wikitesto]

Denominazione Abitanti Presidente Cod. postale Prefisso Data di istituzione
I L'Aquila Centro Fabiana Costanzi 67100 0862 19 marzo 2015
II Roio 1 577[16] Giovanni Sfarra
III Sassa 2 553[16] Rita Giusti
IV Preturo 1 869[16] Domenica Porfirio
V Coppito-Pettino 3 362[16] Silvano Braccani
VI Arischia 1 800[16] nessuno[17]
VII Santa Barbara-Pile 7 028[18] Maura Vaccarelli
VIII Torrione 885[16] Cristina Capannolo
IX Camarda nessuno[17]
X Paganica 5 024 Sara Cecala
XI Bagno 2 976[18] Carmen Zonfa
XII Pianola 1 372[18] Sabrina Di Cosimo

Società[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 1° gennaio 2018 L'Aquila conta 69 439 abitanti di cui 5 246 persone straniere. Secondo i dati aggiornati a novembre 2018 L'Aquila conta 69 393 abitanti.

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Dialetti d'Abruzzo.

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Dialetto aquilano.

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Dialetto sabino.

Il dialetto della città dell'Aquila, così come quelli di tutta la parte occidentale della provincia, si distingue nettamente dai restanti dialetti abruzzesi, inserendosi nel gruppo aquilano del dialetto sabino, appartenente ai dialetti italiani mediani.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La Perdonanza Celestiniana[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Perdonanza Celestiniana.

La "Perdonanza Celestiniana" si svolge ogni anno nei giorni del 28 e 29 agosto. Il nome deriva dalla Bolla del Perdono che papa Celestino V emanò dall'Aquila alla fine di settembre del 1294. Sei anni prima della bolla di Papa Bonifacio VIII, che istituiva l'anno santo ufficiale della Chiesa, all'Aquila era nato il Giubileo per festeggiare la Bolla. Questa è oggi conservata nella cappella blindata della torre del Palazzo Comunale.

L'apertura della porta santa, la sera del 28 agosto, è preceduta da un lungo corteo storico. La bolla del Perdono rimane esposta per un giorno intero all'interno della basilica di Collemaggio e viene riportata in Comune la sera del 29 agosto, dopo la chiusura della porta santa, operata dall'arcivescovo dell'Aquila.

Processione del Cristo Morto[modifica | modifica wikitesto]

La processione del Cristo Morto a L'Aquila è una delle tradizioni cristiane più antiche della città. Il percorso parte della basilica di San Bernardino e attraversa le vie principali del centro. Dopo il terremoto del 2009, per motivi di sicurezza, il percorso tradizionale della processione è cambiato e solitamente si parte da San Bernardino e si procede per corso Vittorio Emanuele, Piazza Duomo, via Indipendenza, via Battisti e corso Federico II, poi si fa ritorno a corso Vittorio Emanuele e si rientr nella basilica.

Altre ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale di San Massimo: si tratta della festa patronale. Si celebra il 10 giugno, e ricorda il santo patrono di Aveia (oggi Fossa), venerato da sempre in città, quando nel 1256 le sue reliquie furono traslate nella Cattedrale di San Massimo in Piazza Duomo.
  • Festa compatronale di San Bernardino: si celebra dal 19 al 21 maggio nella Basilica. Si tratta principalmente di una festa religiosa che prevede dei pellegrinaggi nel sepolcro del santo e una sfilata processionale per le vie del quartiere.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Economia dell'Abruzzo.

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Turismo in Abruzzo.

Via Fortebraccio

Nella seconda metà del XX secolo L'Aquila, come il resto della regione, è passata da un'economia agricola allo sviluppo del commercio e del turismo, soprattutto invernale. A partire dalla metà degli anni 2000 e poi a seguito del terremoto del 2009 la città ha cominciato a modernizzarsi, specie nelle periferie ovest ed est.

Nel settore pubblico, L'Aquila esercita il ruolo amministrativo di capoluogo dell'omonima provincia e di capoluogo di regione. È inoltre sede dell'Università degli Studi dell'Aquila.

Il settore turistico ha vissuto, negli ultimi anni, una netta ripresa sia per il valore culturale culturale, legato al patrimonio artistico e architettonico della città, sia per quello sportivo-naturalistico, circa gli sport montani e l'escursionismo.

Per il suo carattere medievale e per il gran numero di chiese e palazzi storici, il centro dell'Aquila riceve la maggior parte delle presenze turistiche della zona: tra i monumenti più visitati vi sono la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la Basilica di San Bernardino e il Forte spagnolo, sede, fino al 2009, del Museo nazionale d'Abruzzo. Nei dintorni dell'Aquila è presente inoltre l'area archeologica della città romano-sabina di Amiternum, di cui è possibile visitare i resti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Impianti della Funivia del Gran Sasso

Strade principali[modifica | modifica wikitesto]

Le strade principali della città sono:

Trasporto su rotaia[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione dell'Aquila

La città è attraversata dalla linea ferroviaria Terni-Sulmona, a binario unico e non elettrificata. Il servizio ferroviario sulla tratta è gestito da Ferrovia Centrale Umbra tra Terni e L'Aquila e da Trenitalia nel tratto tra il capoluogo e Sulmona.

Le stazioni nel territorio comunale sono:

Metropolitana di superficie[modifica | modifica wikitesto]

Per limitare il traffico di automobili tra il centro e la zona ovest della città, era in costruzione una linea di metropolitana di superficie che avrebbe dovuto collegare l'Ospedale e l'Università, siti in Coppito, con il centro cittadino. La metropolitana dell'Aquila sarebbe dovuta passare per viale della Croce Rossa, la Fontana Luminosa fino al parcheggio di Collemaggio.

La fattibilità dell'opera apparve subito irrealistica, anche al Ministero dei beni culturali[19] che espresse perplessità sul passaggio di mezzi di considerevoli dimensioni fra le strette vie del centro storico, ma i lavori comunque iniziarono per poi interrompersi dopo breve tempo. Il terremoto del 2009 segnò la fine del progetto.

Trasporto pubblico[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti pubblici sono gestiti dall'Azienda Mobilità Aquilana, con sede nel Terminal di Collemaggio.

Aeroporto dei parchi[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Aeroporto dell'Aquila-Preturo.

L'Aquila dispone di un piccolo scalo aeroportuale che è stato adeguato nel 2009 per ricevere traffico civile. L'aeroporto dei Parchi, situato a Preturo, è stato infatti il principale scalo del G8 del 2009, rinnovato per l'occasione dal quarto Governo Berlusconi.

Amministrazione e politica[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Sindaci dell'Aquila.

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Elezioni comunali all'Aquila.

La torre di Palazzo Margherita vista da Piazza Duomo

Il sindaco della città è Pierluigi Biondi eletto nelle elezioni del 2017 al secondo turno col 53,53% dei voti.[20]

Enti e istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

A L'Aquila hanno sede:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti diversi archivi e biblioteche.[21]

Università degli Studi dell'Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Università degli studi dell'Aquila.

L'Aquila è sede di una Università, la più antica d'Abruzzo, e conta oltre quindicimila iscritti. È sede della laurea magistrale di Eccellenza Europea in Ingegneria matematica[22]. L'attività di ricerca viene svolta attraverso 18 dipartimenti e due centri di eccellenza: il CETEMPS (Centro di Eccellenza per l'integrazione di tecniche di Telerilevamento e Modellistica numerica per la Previsione di eventi Meteorologici Severi)[23] e il DEWS[24].

Accademia di Belle Arti[modifica | modifica wikitesto]

Accademia di Belle Arti - Interni

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Accademia di belle arti dell'Aquila.

La città è sede di un ateneo pubblico dedicato all'alta formazione artistica. L'Accademia dispone di 7 facoltà articolati in un triennio di base e un conseguente biennio specialistico.

Istituto Superiore di Scienze Religiose[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Istituto superiore di scienze religiose.

Dal 1979 è presente in città un ateneo privato collegato alla facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense di Roma che forma i fedeli all'arricchimento della propria vita cristiana.

Conservatorio Alfredo Casella[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Conservatorio Alfredo Casella.

Nato nel 1967 come sezione staccata del Conservatorio di Santa Cecilia, l'Istituto ottenne l'anno dopo il riconoscimento giuridico e la piena autonomia didattica, prendendo il nome di Alfredo Casella, uno dei protagonisti del rinnovamento musicale italiano.[25].

Gran Sasso Science Institute[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Gran Sasso Science Institute.

Il GSSI è una scuola superiore universitaria a statuto speciale nata nel 2012, stabilizzata e resa autonoma nel 2016.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo nazionale d'Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei principali poli museali d'Abruzzo è il Museo nazionale d'Abruzzo che abbina a una grande quantità di reperti la cornice del cinquecentesco Forte spagnolo, dove è situato[26][27]. Il museo è diviso in una sezione archeologica, una sezione artistica, una sezione di oreficeria e una sezione di arte contemporanea.

Casa museo Signorini Corsi[modifica | modifica wikitesto]

A pochi passi dal corso si trova questa casa-museo che comprende un'importante collezione di mobili, dipinti e monete rinascimentali custodite all'interno di quella che era la casa di una delle più influenti famiglie aquilane.

Museo archeologico di Santa Maria dei Raccomandati[modifica | modifica wikitesto]

Il musei ha sede nell'ex convento che dà su Corso Vittorio Emanuele e ospita un'importante collezione archeologica.

Museo sperimentale d'arte contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il museo raccoglie opere e organizza mostre permanenti di artisti contemporanei di levatura internazionale.

Museo di Scienze Naturali e Umane[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è situato nella località di San Giuliano ed è articolato in diverse sezioni con esemplari di fauna e flora abruzzese, fossili e reperti archeologici.

Museo delle ceramiche[modifica | modifica wikitesto]

Il museo possiede un'esposizione di ceramiche comprese tra il duecento (fondazione dell'Aquila) e il novecento.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Arte in Abruzzo.

Epoca romana e pre-romanica[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo antico della zona aquilana era Amiternum. L'architettura della città risale al I secolo a.C., quando venne dotata di un vasto complesso di monumenti come le terme, gli anfiteatri e le ville. La città aveva una pianta ortogonale, su cui passava la via Salaria da Roma, e la via Cecilia in mezzo al centro urbano.

La Cattedrale primaziale di San Massimo si trova nell'antica città vestina di Forcona, di cui resta un complesso termale di età imperiale del I secolo. La chiesa ha pianta rettangolare con tre absidi esterne, e imponente torre campanaria. L'interno era a tre navate, con colonne ricavate dai templi romani.

Il Medioevo e il Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

La città nuova di Aquila fu fondata nel 1254 con uno stile duecentesco e medievale. L'arte medievale locale, al livello scultoreo, si concentrò sulla realizzazione di statue votive in legno dipinto, specialmente Madonne col Bambino, molte delle quali custodite nel MUNDA (Museo Nazionale d'Abruzzo).

Il Barocco e la ricostruzione dopo il 1703[modifica | modifica wikitesto]

Giulio Cesare Bedeschini, San Massimo d'Aveia nelle vesti di arcivescovo (1613), Museo Nazionale d'Abruzzo

Durante l'epoca barocca, continuò lo sviluppo urbano al livello architettonico, con la costruzione di nuovi palazzi. Per quanto concerne l'arte cristiana, fu ampiamente restaurata la Chiesa di Sant'Agostino, anche se nel 1710 sarà nuovamente ricostruita da Giovanbattista Contini, assieme alla chiesa delle Anime Sante in Piazza Duomo, all'epica San Giuseppe dei Minimi.

Il Palazzo Pica Alfieri (XVIII secolo)

Dopo il grave terremoto del 1703 gran parte del patrimonio edilizio cittadino andò distrutto o fortemente danneggiato. La ricostruzione di tutte le chiese avvenne sotto un aspetto barocco. Nel pieno '700 si registra l'attività del pittore teatino Donato Teodoro.

Dall'Ottocento a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Palazzo, già Piazza del Municipio, e monumento a Gaio Sallustio Crispo
La Fontana Luminosa, realizzata da Nicola D'Antino

Nel XIX secolo fu realizzato il Palazzo del Convitto e la facciata su Piazza Palazzo, sede della Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi, e inoltre fu progettata la facciata della Cattedrale, in stile neoclassico, da Giambattista Benedetti. Il progetto tuttavia fu completato negli anni '30 del '900, venendo privato di molti ornamenti del disegno originario. Al livello di architettura civile, nella metà del XIX secolo furono costituiti ufficialmente i due principali viali cittadini: il Corso Vittorio Emanuele e il Corso Umberto I. Fu anche restaurato il Palazzo dell'Emiciclo in stile classico nel 1888. Quest'ultimo, insieme a Palazzo Centi, rappresenta un vero trionfo dell'arte neoclassica aquilana.

Nel primo '900 la Basilica di Santa Maria di Collemaggio subì dei restauri sulla facciata per un crollo dovuto al terremoto di Avezzano del 1915. Durante il fascismo L'Aquila ebbe un nuovo sviluppo edilizio e monumentale razionalista. Gli anni sessanta e settanta furono caratterizzati da un cospicuo restauro dello storico patrimonio aquilano, principalmente religioso.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

In città opera il Conservatorio Alfredo Casella nato come sede staccata del celebre Santa Cecilia di Roma. Sono presenti diverse associazioni musicali come la "Corale L'Aquila" e la "Corale Novantanove" che operano nel territorio comunale.

Gli auditorium della città sono:

  • Auditorium del Castello (attualmente inagibile);
  • Auditorium della Guardia di Finanza (attualmente inagibile);
  • Teatro Comunale (attualmente inagibile);
  • Ridotto del Teatro Comunale;
  • Auditorium del Parco;
  • Auditorium "Casella".

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Sallustio, storico romano

Nell'86 a.C. la città di Amiternum dette i natali allo storico romano Sallustio. Seguì ad esso, ad Amiterno, la nascita del politico e letterato Appio Claudio Cieco, il famoso costruttore della "Via Appia".

Nell'epoca medievale il personaggio letterario aquilano di maggior levatura fu lo storico Buccio di Ranallo, che scrisse una parte del corpus delle Cronache aquilane. Lo storico aquilano-lancianese Anton Ludovico Antinori si occupò della rielaborazione delle Croniche con particolare attenzione ai fatti del Quattrocento.

Nell'Ottocento fu il patriota e filologo Emidio Cappelli a rappresentare la cultura cittadina. Si occupò di scrittura in versi, ispirandosi a Francesco Petrarca. Il suo capolavoro è La bella di Camarda (1857).

Nel nuovo millennio ha raggiunto notorietà nazionale il giornalista e conduttore televisivo aquilano Bruno Vespa, il quale nella giovane età si occupò delle vicende aquilane, come la scrittura di un compendio storiografico, e l'opuscolo Abruzzo aperto (1974). Dopo il terremoto del 2009, Vespa è tornato a occuparsi della sua città dal punto di vista culturale e promozionale nei suoi progammi televisivi.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

La struttura principale teatrale aquilana è il teatro comunale presso la Basilica di San Bernardino. La struttura è attualmente inagibile.

Altri teatri della citta sono il:

  • Teatro Sant'Agostino, Piazza San Marco (attualmente inagibile);
  • Teatro San Filippo, Via Cavour (attualmente inagibile);
  • Ridotto del Teatro Comunale;
  • Gran TeatroZeta Parco delle Arti.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

La città dell'Aquila è protagonista nella pellicola La roccia incantata (1950) di Giulio Morelli, con Dina Sassoli, tratta da un soggetto di Cesare Zavattini.

Altri film girati a L'Aquila e dintorni sono stati:

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Cucina abruzzese.

Antipasto tipico

La tradizione gastronomica aquilana è molto legata alla cucina di montagna e alla tradizione culinaria abruzzese.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festival della Partecipazione: si tiene dal 17 al 10 luglio nell'Auditorium di Renzo Piano con conferenze, interviste, concerti e spettacoli.
  • Mercato Europeo: si tiene in Piazza Duomo dal 18 al 20 maggio con varie esposizioni internazionali.
  • L'Aquila Jazz: si tiene nei primi giorni di settembre nel centro storico con serate di concerti che vedono impegnati artisti internazionali.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Tommaso Fattori

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: L'Aquila Calcio 1927.

L'Aquila Calcio 1927, nota semplicemente come L'Aquila Calcio, è la principale società calcistica della città. Dal 1933 al 2016 ha giocato le sue partite interne allo Stadio Tommaso Fattori, per poi trasferirsi nel nuovo Stadio Gran Sasso d'Italia-Italo Acconcia, e nel 1934 è stata la prima formazione abruzzese a conquistare la partecipazione al campionato di Serie B.

Nello stesso anno una nuova società ha rilevato la squadra, che oggi partecipa nel campionato provinciale di Prima Categoria.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: L'Aquila Rugby 1936.

La squadra di Rugby a 15 locale, L'Aquila Rugby Club, venne fondata nel 1936 grazie a Tommaso Fattori costituendosi come Polisportiva L'Aquila Rugby, e partecipò nel 1948 al campionato italiano di I divisione.

Altre squadre del circondario proseguono la tradizione sportiva cittadina: la Gran Sasso Rugby fondata negli anni duemila milita attualmente in Serie A-2, mentre la Polisportiva Paganica Rugby disputa il campionato di serie C pur vantando trascorsi in Serie A e B. La CUS L'Aquila Rugby invece è stata rifondata nel 2011 da alcuni ex-giocatori in collaborazione con alcuni studenti universitari.

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli altri sport praticati in città spicca l'atletica leggera, in cui sono emersi numerosi atleti vincitori di titoli italiani, come Concetta Milanese, 7 volte campionessa italiana di getto del peso femminile, Fabio Andreassi, velocista campione italiano nella staffetta 4×100 metri e Gianni Lolli, velocista campione italiano juniores nei 100 m.

Sport invernali, escursionismo e alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a circa 20 km dall'Aquila in località Campo Imperatore a 2200 m s.l.m., è situato un importante complesso turistico e sciistico, noto come Hotel Campo Imperatore, rifugio in cui il 26 luglio 1943 fu portato Benito Mussolini che vi trascorse 48 giorni di prigionia.

Rifugi in alta montagna[modifica | modifica wikitesto]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

All'Aquila aveva sede fino al 2012 la formazione ciclistica Acqua & Sapone[28]. Il comprensorio aquilano è stato inoltre più volte tappa del Giro d'Italia come riportato nella seguente tabella:

Edizione Tappa Percorso km Vincitore di tappa
1914 Bari > L'Aquila 428,0 ITA 1861-1946 Luigi Lucotti
1924 Foggia > L'Aquila 304,3 ITA 1861-1946 Giuseppe Enrici
1935 Porto Civitanova > L'Aquila 171,0 ITA 1861-1946 Gino Bartali
1936 Campobasso > L'Aquila 204,5 ITA 1861-1946 Gino Bartali
1950 15ª Perugia > L'Aquila 185,0 ITA Giancarlo Astrua
1954 Napoli > L'Aquila 252,0 CHE Carlo Clerici
1965 Perugia > L'Aquila 180,0 ITA Guido Carlesi
1971 Pescasseroli > Gran Sasso[29] 198,0 ESP 1945-1977 Vicente López Carril
1985 14ª Frosinone > Gran Sasso[29] 195,0 ITA Franco Chioccioli
1989 Roma > Gran Sasso[29] 179,0 DNK John Carlsen
1999 Pescara > Gran Sasso[29] 253,0 ITA Marco Pantani
2005 Celano > L'Aquila 215,0 ITA Danilo Di Luca
2010 11ª Lucera > L'Aquila 262,0 RUS Evgenij Vladimirovič Petrov
2019 Vasto > L'Aquila 185,0 ESP Pello Bilbao

Pattinaggio[modifica | modifica wikitesto]

La città ha una grande tradizione nel pattinaggio di velocità, disciplina in cui ha dato i natali a tre campioni del mondo: Corrado Ruggeri (1968), Armando Capannolo (2002) e Gregory Duggento (2006). Principali impianti della città sono il Palazzetto dello sport e il complesso sportivo "Verdeaqua".

Nel settembre del 2004 L'Aquila ha ospitato insieme a Sulmona e Pescara i Campionati Mondiali di Pattinaggio, a cui hanno preso parte 46 rappresentative nazionali.

Equitazione[modifica | modifica wikitesto]

Piergiorgio Bucci, cavaliere campione italiano e vice-campione europeo nella disciplina del salto ostacoli, è aquilano di Paganica .

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Tra le altre società sportive operano in città la CUS Pallamano L'Aquila, attualmente in Serie B, e L'Aquila Basket che milita nel campionato di serie C1.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. DAIT, Comunali dell'11/06/2017, L'Aquila (AQ)
  2. Dizionario di pronuncia italiana, "Aquila", "L'"
  3. Errore nelle note: Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore abitanti_istat
  4. Il clima nella Conca aquilana
  5. L'origine del nome della città di L'Aquila
  6. Origine del nome "L'Aquila"
  7. conquistato da re Ruggero II tra il 1939 e il 1153
  8. L'Aquila, la storia
  9. L'Aquila e il numero 99
  10. La fontana delle 99 Cannelle è dedicata a questa leggenda
  11. La fondazione della città dell'Aquila:l'organizzazione della nuova Aquila
  12. Terremoto dell'Aquila del 2 febbraio 1703
  13. R.D. 23 novembre 1939, n. 1891
  14. Statuto regionale
  15. Il terremoto secondo l'INGV
  16. 16,0 16,1 16,2 16,3 16,4 16,5 Nel calcolo degli abitanti è escluso il numero di alcune delle frazioni incluse per mancanza di fonti
  17. 17,0 17,1 Le elezioni non si sono tenute per mancanza di candidati
  18. 18,0 18,1 18,2 Solo gli elettori, secondo le elezioni di circoscrizione del 2015
  19. Metro L’Aquila, a dieci anni dall’annuncio la città paga ancora i danni
  20. Archivio storico delle elezioni; Comunali L'Aquila 2017
  21. Biblioteche per Provincia
  22. MATHMODS Mathematical Modelling in Engineering: Theory, Numerics, Applications
  23. CETEMPS Centro di Eccellenza per l'integrazione di Tecniche di Telerilevamento e Modellistica Numerica per la Previsione di Eventi Meteorologici Severi
  24. DEWS Design Methodologies for Embedded controllers, Wireless interconnect and System-on-a-chip
  25. Storia del conservatorio
  26. Archidiskodon Meridionalis Vestinus
  27. Dopo il terremoto del 2009 il MUNDA è stato trasferito temporaneamente nell'Ex mattatoio perchè il Forte è in fase di restauro.
  28. Presentazione della formazione ciclistica Acqua & Sapone
  29. 29,0 29,1 29,2 29,3 Arrivo sul Gran Sasso, nel territorio comunale dell'Aquila

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]