Globalizzazione

Da Vikidia, l'enciclopedia libera dagli 8 ai 13 anni
la globalizzazione

Globalizzazione è un termine che noi usiamo per indicare che tutti i paesi del mondo partecipano a un mercato globale. In altri termini la globalizzazione è il fenomeno in cui persone, prodotti, consumo, modi di produzione, modi di vivere sono legati tra loro grazie a degli scambi a livello mondiale.

Le caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Con la globalizzazione persone e merci si muovono molto più velocemente e a basso costo grazie all'enorme sviluppo dei trasporti. Grazie allo sviluppo delle telecomunicazioni e dell'informatica, sms, messaggi e denaro possono arrivare in qualsiasi parte del mondo. le caratteristiche economiche sono le seguenti: nei paesi più industrializzati si è verificato il fenomeno della delocalizzazione ovvero spostamento delle industrie nei paesi in via di sviluppo dove la manodopera costa di meno e non si dà particolare importanza ai diritti del lavoratore e alla sua salute. Di conseguenza l'acquisto delle materie prime avviene appunto dove la manodopera costa di meno. Il prodotto finito viene generalmente venduto nei paesi più sviluppati dove i lavoratori hanno salari abbastanza alti e grazie alle telecomunicazioni come la pubblicità le persone sono spinte all'acquisto delle varie merci. Per concludere, oggi la globalizzazione è dominata dalle multinazionali (Ferrero, Nestle, ecc...) ovvero grandi società che hanno sedi in tutto il mondo e sono così potenti da poter influire nelle decisioni del governo dei paesi su cui operano.

La partecipazione dei vari stati nel fenomeno[modifica | modifica wikitesto]

Non tutti gli stati partecipano alla globalizzazione allo stesso modo:

  • Paesi del nord: sono sviluppati a livello tecnologico, industriale ed economico. Sono gli stati dove in passato è avvenuta la rivoluzione industriale.
  • Paesi emergenti: dove recentemente si sta sviluppando l'industria. Stiamo parlando di paesi come il Brasile, l'Argentina, la Cina, l'India, ecc.
  • Paesi del sud del mondo: sono quei paesi dove non c'è sviluppo. Nonostante siano ricchi di materie prime come il petrolio sono costretti a vendere le loro risorse a costi bassissimi imposti dalle multinazionali ma devono comprare materie che non hanno come l'elettricità a prezzi molto alti per questo hanno enormi debiti con banche e paesi stranieri.

Le otto regioni economiche del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Il mondo piò essere suddiviso i 8 regioni economiche:

  • Paesi ricchi ma non industrializzati: sono i paesi della penisola arabica che ricavano un alto reddito dall'estrazione e dalle importazioni di petrolio. Purtroppo le ricchezze ottenute da ciò sono concentrate nelle mani di pochi;
  • Paesi definiti "tigri asiatiche": che negli ultimi anni hanno raggiunto un alto sviluppo economico;
  • Paesi in forti crescita economica: paesi che si stanno sviluppando dal punto di vista industriale;
  • Paesi industrializzati in fase di passaggio a un'economia di mercato: la Federazione Russa e altri paesi che in passato appartenevano all'Unione Sovietica. Hanno un buono sviluppo industriale anche tecnologicamente arretrato, ma il passaggio verso un'economia a livelli di sviluppo più alti è condizionato dai tempi necessari a convertire l'economia di stato in un'economia regolata dai meccanismi del mercato;
  • Paesi dell'America Latina: comune tendenza allo sviluppo;
  • Paesi sottosviluppati dell'Africa settentrionale e dell'Asia in fase di crescita;
  • Paesi dell'Africa subsahariana, i meno sviluppati del pianeta (con l'eccezione del Sudafrica);

Settore primario[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Oggi, nonostante l'agricoltura sia in crescita (circa il 2,4% all'anno) ci sono sempre meno addetti impegnati nel settore agricolo questo perché si sta sviluppando un forte processo di meccanizzazione come i macchinari, i fertilizzanti o i vari concimi. nei paesi in via di sviluppo (Asia, America latina, Africa) gli addetti nell'agricoltura sono più del 20%. Nei paesi poco sviluppati esistono due tipi di agricoltura:

  • Agricoltura di sussistenza: tipica delle regioni povere, viene praticata con mezzi e tecniche tradizionali destinata soprattutto al consumo locale.
  • Agricoltura di piantagioni: è un’agricoltura intensiva caratterizzata dalla monocultura ovvero sulla produzione di un unico prodotto destinato all'esportazione (caffè, cacao, cotone, frutta secca ecc.). Le piantagioni solitamente proprietà delle multinazionali, si basano sullo sfruttamento a basso costo della manodopera locale. Tuttavia sono più vulnerabili a malattie, attacchi da insetti nocivi e da mutazioni climatiche. Le piantagioni portano enormi conseguenze negative come la deforestazione, l'inquinamento, l'impoverimento della biodiversità e l'eliminazione totale o parziale delle tecniche agricole indigene.
  • Nei paesi sviluppati gli addetti nell'agricoltura sono meno del 5%. I maggiori produttori agricoli del mondo sono Cina, Usa, Russia, Brasile e India praticano un'agricoltura intensiva con l'uso di macchinari agricoli ad alta tecnologia.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Nei paesi del sud del mondo si pratica la pesca destinata all'autoconsumo, principale fonte di proteine per molte regioni povere. Nei paesi del nord del mondo prevale la pesca a scopo commerciale, in cui ogni giorno flotte di pescherecci pescano il pesce e successivamente lo lavorano e lo congelano. Tuttavia la crescita del consumo mondiale di pesce sta causando un eccessivo sfruttamento delle risorse del mare mettendo a rischio la sopravvivenza di molte specie marine. Per questo è sempre più diffusa la pratica dell'acquacoltura.

Allevamento[modifica | modifica wikitesto]

Nei paesi in via di sviluppo si pratica un allevamento di sussistenza soprattutto in zone dove non è permessa la coltivazione (Africa subsahariana, Asia centrale, rilievi montuosi più elevati come le Ande in America meridionale) e destinata soprattutto al consumo locale. L'allevamento viene praticato tradizionalmente con gli animali lasciati in stato brado. Nei paesi sviluppati si pratica l'allevamento intensivo con animali chiusi in ambienti appositamente progettati sottoposti a controlli di veterinari e igienici. Il maggior allevamento di bovini è l'India che utilizza come mezzo di lavoro o per la produzione di latte dato che la relazione induista vieta di mangiarne la carne. La Cina invece è il maggior allevatore di ovini e suini.

Settore secondario[modifica | modifica wikitesto]

Oggi accanto alle aree tradizionalmente sviluppate (Giappone, Unione Europea e Usa) si sta assistendo alla crescita di altre zone come l' Asia orientale (tigri asiatiche), alcune zone dell'America latina (Brasile, Argentina, Cile), Sudafrica e Australia, dove l'acquisto delle merci è favorito dal basso costo delle materie prime. La crescita più significativa sta avvenendo soprattutto in Cina al primo posto per la produzione di alluminio, acciaio, filati in cotone, carta fibre artificiali e cemento. Viene considerata la seconda potenza economica mondiale. Anche in India sta avvenendo questa crescita significativa e ormai viene considerata decima potenza industriale del mondo nei settori tessili, siderurgico e informatico. Possiamo notare che i paesi emergenti sono ai primi posti nei settori in cui prevale una bassa tecnologia questo per che si è affermato il fenomeno della delocalizzazione in cui i paesi del nord ricchi e industrializzati hanno spostato le industrie nei paesi emergenti o in via di sviluppo dove la manodopera a prezzi molto bassi e non si dà molta importanza ai diritti e alla salute del lavoratore. Industrie come metalmeccanica, ricerca scientifica, automobilistica, produzioni a più alto contenuto tecnologico, aeronautico, tecnologie dell'informazione e della telecomunicazione (nuovi mezzi per trasmettere le informazioni computer, tv, mass media, table ecc.) si concentrano in paesi come l’Europa, il Giappone e gli Usa tutti paesi sviluppati sia tecnologicamente che industrialmente.

Settore terziario[modifica | modifica wikitesto]

Il settore terziario è quella parte dell'economia che comprende i servizi per la popolazione. Nei paesi più sviluppati gli addetti per la maggior parte si concentrano in questo settore anche perché si è sviluppato in fenomeno della deindustrializzazione. I servizi più specializzati legati all'informatica, telematica e attività di ricerca ad alto contenuto tecnologico. in questi casi si può parlare di terziario avanzato o addirittura di settore quaternario. Il settore dei trasporti è uno dei principali strumenti della globalizzazione economica. La rete dei trasporti terresti più sviluppata è quella degli Stati Uniti, del Giappone e dell'Unione Europea. Gli scambi commerciali internazionali avvengono soprattutto in via mare. La costante esportazione da parte dei paesi asiatici a favorito lo sviluppo di porti molto importanti come quello di Shanghai, Hong Kong e Singapore. Le maggiori flotte commerciali sono quelle della Grecia, della Germania, Giappone, Cina. I trasporti aerei riguardando per lo più le persone. il primato nel traffico portuale è nelle mani delle compagnie statunitensi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Capo Horn 3, Lattes, Gabriella Porino.