Islam

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La mezzaluna e la stella sono il simbolo dell'Impero Ottomano, un simbolo molto diffuso nel mondo musulmano.

L'Islam (in arabo: إسلام‎, Islām) è una religione monoteista apparsa in Arabia, alla Mecca nel VII secolo. L'Islam è una religione abramitica, è la continuazione delle religioni ebraica e cristiana, ma il suo profeta è Maometto, l'ultimo secondo questa credenza ad aver riportato la parola di Dio (in arabo: الله‎, Allāh). Questo profeta, che si dice abbia ricevuto l'ultimo messaggio da Dio, enuncia diversi principi religiosi, vicini alle religioni cristiana ed ebraica.

Questi principi religiosi presumibilmente dettati a Maometto e trasmessi ai suoi seguaci sono contenuti in un libro, il Corano, che secondo i musulmani contiene la parola di Dio. Per la maggior parte dei musulmani, il Corano è opera di Dio, non ha creatori. Secondo degli studi, questo testo sacro dell'Islam è stato scritto nei secoli successivi alla vita di Maometto, dai suoi seguaci e dai loro successori. Altri testi sono importanti nell'Islam, ma non hanno la stessa dimensione sacra (come gli ḥadīth o la Sirah Rasul Allah).

L'Islam rivendica, tra gli altri, Adamo, Abramo, Noè, Mosè, Davide e Salomone. Come il cristianesimo, l'Islam ha le sue radici nel giudaismo. Gesù è considerato un profeta molto importante, ma non come Dio, né come figlio di Dio.

I seguaci di questa religione sono chiamati musulmani.

Quando vogliamo riferirci alla civiltà di questa religione, cioè alla sua storia, ai suoi popoli e alle sue pratiche culturali (al di là della sola religione), ci riferiamo all'Islam, con la lettera maiuscola. Si può anche dire la civiltà islamica. In effetti, i musulmani conquistarono gran parte del bacino del Mediterraneo durante il Medioevo, e dominarono quest'area per diverse centinaia di anni, attraverso diversi imperi.

Oggi l'Islam è una religione maggioritaria in diverse regioni del mondo, in particolare in Nord Africa, in Medio Oriente e in alcuni Paesi del Sud Est asiatico. Rappresenta il 25% dei credenti religiosi del mondo, per un totale di circa 1,8 miliardi di credenti. Ciò non significa che tutti i musulmani credano negli stessi principi o abbiano le stesse idee, ma che condividano una comunità e una cultura comune.

Storia e influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Vista della Grande Moschea di Kairouan, in Tunisia. Costruita a partire dal VII secolo, è la più antica moschea dell'Occidente musulmano.

Maometto, un membro della potente famiglia Quraysh, è cresciuto alla Mecca. Diventa un carovaniere e sposa una ricca vedova, Cadigia. La sua attività prospera. Poi, un giorno, afferma di aver ricevuto una rivelazione dall'Arcangelo Gabriele. Nel suo racconto, dice che l'angelo lo ha informato di essere un messaggero di Dio. Poi cominciò a ricevere le rivelazioni divine del Corano per 23 anni, dai suoi 40 anni fino alla sua morte.

È comune pensare che tutti gli arabi siano musulmani, e che tutti i musulmani siano arabi: questo si chiama stereotipo o amalgama. La ragione di questa confusione è storica: l'Islam è diventato molto rapidamente la religione maggioritaria degli arabi e il Corano è stato anche il primo libro scritto in arabo. A seguito delle conquiste e delle conversioni durante l'espansione dell'impero musulmano e durante i mille anni di dominio musulmano nel mondo, la percentuale di arabi era più bassa tra i musulmani. Oggi ci sono molti non arabi che si sono convertiti o riconvertiti all'Islam.

Il più grande Paese musulmano, in termini di popolazione, è l'Indonesia. D'altra parte, alcuni arabi non sono musulmani ma cristiani o ebrei o senza religione, come circa un terzo dei libanesi. L'Islam si trova principalmente in Africa, Medio Oriente e Asia. Ci sono più di un miliardo e mezzo di musulmani nel mondo (seconda religione, dietro il cristianesimo). L'Islam è anche una delle religioni in più rapida crescita nel mondo.

L'Islam è diviso in diversi rami o correnti:

  • Il sunnismo, la corrente più importante in termini di numeri (tra l'85 e il 90% dei musulmani);
  • Lo sciismo, che si trova maggiormente in Iran e in Iraq (tra il 10 e il 15% dei musulmani);
  • Il sufismo è un ramo esoterico dell'Islam, che esiste sia nel sunnismo che nello sciismo. Rimane una minoranza nel Maghreb, in Turchia, in Africa e nel Medio Oriente.
  • L'ibadismo, presente soprattutto nel sultanato dell'Oman, che rappresenta una piccolissima minoranza dei musulmani del mondo.

I pilastri dell'islam[modifica | modifica wikitesto]

I cinque pilastri dell'Islam sono:

  • La shahādah, ovvero attestare che non c'è nessun'altra divinità all'infuori di Dio, e che Maometto è il suo Messagero;
  • La ṣalāt, ovvero pregare le cinque preghiere giornaliere obbligatorie;
  • La zakāt, ovvero dare del denaro (o dei beni) ai poveri;
  • Ṣawm, ovvero digiunare durante il mese arabo di Ramaḍān;
  • Lo ḥajj, ovvero il pellegrinaggio alla Mecca una volta nella se ne si ha la capacità sia morale, sia fisica che economica.

Eventi e Festività[modifica | modifica wikitesto]

ʿīd al-fiṭr[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: ʿīd al-fiṭr.

Dopo il digiuno durante il mese del Ramaḍān, i musulmani hanno una festa, ʿīd al-fiṭr, che può essere paragonata al Natale dei cristiani. Infatti, il Natale celebra la venuta nel mondo di Gesù, i cui insegnamenti definiscono il cristianesimo, mentre il mese del Ramadan celebra la venuta nel mondo del Corano, i cui insegnamenti definiscono l'Islam. Inoltre, durante queste due festività, i bambini ricevono regali e sono incoraggiati a far visita ai nonni e al resto della famiglia. In entrambi i casi, si tratta di una vacanza in famiglia dove i bambini sono onorati.

ʿīd al-aḍḥā[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: ʿīd al-aḍḥā.

La "Festa del Sacrificio", ʿīd al-aḍḥā, viene celebrata in memoria di colui che è considerato dai musulmani il padre dei profeti: Abramo. È durante questa festa che un montone (oppure, anche se più raramente, un toro) viene sacrificato in nome di Dio e la sua carne viene condivisa con i vicini e i poveri.

ʿāshūrāʾ[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: ʿāshūrāʾ.

La ʿāshūrāʾ è una ricorrenza che avviene il 10° giorno di muḥarram. Nel sunnismo viene celebrato come capodanno, invece nello sciismo è un giorno di lutto, che ricordano la morte di al-Ḥusayn ibn ʿAlī e dei suoi 72 seguaci.

Mawlid[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Mawlid.

Mawlid è una festa che celebra la nascita di Maometto, il 12° giorno di rabī' al-awwal.

Venerdì[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Islam, il venerdì viene considerato come un giorno sacro (come ad esempio nel cristianesimo la domenica, o nell'ebraismo il sabato). Ogni venerdì i musulmani vanno in moschea ad ascoltare un sermone, il sermone del venerdì.

Atteggiamento verso la morte[modifica | modifica wikitesto]

Come gli ebrei e i cristiani, i musulmani credono nella vita dopo la morte; perciò cercano di essere buoni e di praticare correttamente la loro religione per ottenere la soddisfazione di Dio ed il Paradiso eterno. Per quanto riguarda la vita terrena, è così breve che viene presa come un gioco. La morte non è quindi considerata negativa se si è stati credenti e benefattori nella propria vita.

Rapporto con le altri religioni[modifica | modifica wikitesto]

«Dite: "Noi crediamo in Dio e in quello che è stato fatto scendere su di noi, e in quello che è stato fatto scendere su Abramo e Ismaele e Isacco e Giacobbe e le Tribù, e in quello che è stato dato a Mosè e a Gesù, e in quello che è stato dato ai profeti, provenienti dal loro Signore: non facciamo distinzione tra loro. E a Lui siamo sottomessi".»
( Corano II, 136 )

I musulmani sono, come gli ebrei e i cristiani, monoteisti, come stabilito da Abramo. I musulmani, tuttavia, ritengono che gli ebrei e i cristiani si siano allontanati dal messaggio di Abramo. Secondo i musulmani, l'Islam è definito come il monoteismo di Abramo. Tuttavia, molti Paesi musulmani vietano il fatto che chi è nato da genitori musulmani possa in seguito convertirsi ad un'altra religione o decidere di non averne una: questa è l'apostasia. Alcuni condannano addirittura a morte chi cerca di convertirsi, come l'Iran, l'Afghanistan, l'Arabia Saudita, la Mauritania, ecc.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'islam qualunque strumento che non sia il daf sono proibiti, tuttavia questo divieto non viene quasi più preso in considerazione dalla maggior parte dei musulmani. Molte volte le canzoni islamiche, note come nashīd, vengono accompagnate da dei cori a cappella.

Discriminazione[modifica | modifica wikitesto]

Nei Paesi non musulmani, in particolare nei Paesi occidentali, molti musulmani vengono discriminati, soprattutto dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. In effetti, alcuni discorsi e alcuni media associano l'islam al terrorismo.

Questo miscuglio di cose senza alcuna connessione logica promuove una forma di razzismo: poiché gli attacchi sono stati commessi da dei musulmani, tutti i musulmani sarebbero dei terroristi, il che è ovviamente falso. Gli estremisti islamici formano solo un'infima percentuale di musulmani, poiché nel Corano la violenza è proibita. L'estremismo religioso (chiamato anche fanatismo o fondamentalismo) non è unico nell'Islam ed è presente in tutte le religioni.

Alcune correnti della religione musulmana proibiscono la rappresentazione (grafica per esempio) di tutti i Profeti e di Dio. Per questo motivo sono scoppiate rivolte anti-occidentali nel mondo musulmano quando un giornale scandinavo e il giornale satirico francese Charlie Hebdo hanno fatto una caricatura di Maometto su una delle loro prime pagine. Queste caricature sono consideratie offensive per la maggioranza dei musulmani.

In Francia e nel resto del mondo, l'opinione pubblica pone la libertà di espressione a un livello più alto della bestemmia (la bestemmia non è riconosciuta dalla legge) e quindi accetta che tutte le religioni siano soggette a critiche, scherno e caricatura. Altri paesi democratici, generalmente anglosassoni, sono più sensibili a non trasmettere ciò che potrebbe offendere la sensibilità di alcuni musulmani, e i loro mass media non trasmetteranno ciò che alcuni media francesi trasmettono.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvio Paolucci, Giuseppina Signorini, Luciano Marisaldi, L'ora di Storia, Terza edizione, 2014, volume 1.