Tungsteno

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Il tungsteno (chiamato anche volframio o wolframio) è un metallo di transizione, ha numero atomico 74 e come simbolo W. Viene usato per fare i fili che producono luce nelle lampadine.

Vedi anche[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Deriva dallo svedese tung sten "pietra pesante", detto anche wolframio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1781 lo svedese Carl Wilhelm Scheele scoprì il tungsteno in un minerale, la sheelite e nel 1783 il fratelli spagnoli Delhuyar isolarono il metallo puro dalla wolframite nacquero così le due denominazioni tungsteno e wolframio .

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Solido
  • Metallo bianco-argenteo
  • Lucente
  • Punto di fusione molto elevato
  • Molto forte, resistente

Caratteristiche chimiche[modifica | modifica wikitesto]

Composti del tungsteno[modifica | modifica wikitesto]

I principali composti sono il carburo di tungsteno (WC) e l’ossido di tungsteno (WO3)

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Viene utilizzato per:

  • Lampade a incandescenza
  • Sfere delle penne
  • Freccette da gioco
  • Industria aerospaziale
  • Industria bellica (armi, proiettili)
  • Gioielli
  • Impianti a raggi x
  • Parti di motore speciali
  • Apparecchiature scientifiche

Penna a sfera punta

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

L’area estrattiva principale è la Cina, altri luoghi con miniere attive sono: Russia, Austria, Bolivia, Perù e Portogallo. Per l’ambiente non è particolarmente pericoloso, per l’uomo irrita la pelle, gli occhi e se inalato i polmoni.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]