Rivoluzione russa

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Un battaglione di bolscevichi che marcia lungo le strade San Pietroburgo, 1917.

La rivoluzione russa fu quell' insurrezione, avvenuta nell'Impero russo nel 1917, che abbatté lo zarismo[1] e instaurò un governo bolscevico[2], che, nel 1922, diede origine all'Unione Sovietica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

lo zar Nicola II
L'impero russo all'inizio del 1900

All'inizio del XX secolo, la Russia era governata dalla dinastia dei Ramanov da ormai tre secoli, ed era un gigante sia territorialmente sia per popolazione. Ma l'impero russo era un paese arretrato: l'industrializzazione e la nascita della borghesia interesso solo alcune città, dove erano sorti anche dei nuclei operai. La maggior parte della popolazione russa era composta da 120 milioni di contadini , che erano controllati da circa 30000 famiglie aristocratiche e che vivevano nella più completa arretratezza culturale e politica. Il popolo chiedeva un urgente cambiamento, ma lo zar Nicola II accoglieva con riluttanza la richiesta di riforme, sostenute soprattutto dai bolscevichi[2], il partito comunista che sosteneva gli operai.

La prima rivoluzione russa[modifica | modifica sorgente]

La domenica rossa del 1905, avvenuta durante la prima rivoluzione russa.

Nel 1905, l'umiliante sconfitta dei russi nella guerra contro i giapponesi portò a scioperi e proteste verso lo zar Nicola II, che ne fu incolpato. In particolare, il 22 gennaio 1905, fu organizzata a San Pietroburgo una grande manifestazione di operai che presentavano delle proteste, tra cui quella di un Parlamento. Essi, capitanati dal pope Gapon, si diressero verso il Palazzo d'Inverno, residenza dello zar. L'imperatore diede l'ordine ai soldati di sparare sui manifestanti, provocando così una strage. Non a caso, quella giornata passò alla storia come "la domenica rossa".

conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Durante la rivolta del 1905, a San Pietroburgo, nacquero i Soviet, cioè gruppi di rappresentanti degli operai, eletti dai lavoratori stessi, che avevano il compito di dirigere e coordinare le azioni di protesta. Inoltre lo zar concesse la formazione di un Parlamento, detto Duma, che però rimase privo di poteri.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1914 e il 1918 la Russia partecipò alla prima guerra mondiale, ma subì diverse sconfitte e perdite catastrofiche per colpa dei tedeschi. Ciò peggiorò le condizioni di vita della popolazione, che addossò la colpa allo zar, responsabile della disfatta militare.

La rivoluzione di febbraio[modifica | modifica sorgente]

persone che protestano in strada durante la rivoluzione di febbraio.
Gli operai e i soldati, alleati il 27 febbraio 1917, che arrestano e scortano i poliziotti travestiti.

Tra il 23 e il 28 febbraio del 1917 (secondo il calendario giuliano) a San Pietroburgo scoppiarono moti di protesta con la richiesta di porre fine allo zarismo e alla guerra. Il 25 febbraio, sempre a San Pietroburgo, si verificò uno sciopero generale: lo zar Nicola II ordinò ai soldati di sparare sugli scioperanti, ma essi rifiutarono e distribuirono armi alla gente scesa in piazza a protestare contro il governo. Si stabilì così l'alleanza tra operai e soldati, formatasi il 27 febbraio 1917. Essa fu fondamentale per la caduta dello zar: infatti, il 28 febbraio 1917, gli operai (capeggiati dai bolscevichi) occuparono del potere e dell'economia della capitale: le poste, le banche, le fabbriche, i ministeri e il palazzo dove si riuniva il Parlamento. Così il 15 marzo 1917 lo zar abdicò e fu proclamata la repubblica presieduta da un governo provvisorio che però non riuscì a risolvere i problemi del paese, come cercare una via d'uscita dalla guerra e distribuire le terre ai contadini. Intanto in Russia rientrò Lenin, il capo dei bolscevichi che era in esilio. Egli incitò i bolscevichi[2] a prendere la guida della rivoluzione e ad attribuire tutto il potere ai soviet.

La rivoluzione di ottobre[modifica | modifica sorgente]

l' Assalto al Palazzo d'Inverno, avvenuto il 25 ottobre 1917, tratto dal film Ottobre (1928).

Nella primavera del 1917; scoppiarono nuove proteste nelle campagne e scioperi nelle città. Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1917 (sempre secondo il calendario giuliano), le Guardie rosse, formate da operai armati e guidati dai bolscevichi, occuparono San Pietroburgo. Kerenskij, capo del governo provvisorio, abbandonò la città. Il giorno seguente (25 ottobre) la Guardia rossa diede l' assalto al Palazzo d'Inverno, dove si erano rifugiati gli altri ministri. I bolscevichi avevano conquistato il governo della Russia.

Lenin e i bolscevichi al potere[modifica | modifica sorgente]

Lenin, il capo dei bolscevichi e primo leader dell'Unione Sovietica.
Territori che la Russia dovette cedere secondo il trattato di Brest-Litovsk.

Quando Lenin salì al potere, ordinò la distribuzione di terre ai contadini, il controllo operaio sulle fabbriche e la nazionalizzazione delle banche. Lenin instaurò una dittatura del proletariato e il potere fu preso da un Consiglio dei commissari del popolo, composto da soli bolscevichi. Inoltre, nel 1918 la Russia stipulò con i tedeschi la pace di Brest-Litovsk, attraverso la quale il paese uscì dalla prima guerra mondiale perdendo la Polonia orientale, Estonia, Lettonia, Lituania, l'Ucraina, la Finlandia e la Transcaucasia.

Dalla guerra civile all'Unione Sovietica[modifica | modifica sorgente]

La guerra civile russa nella Russia Europea.
L' Unione Sovietica.

Gli oppositori della rivoluzione russa (i cosiddetti controrivoluzionari), organizzarono un esercito, chiamato Armata Bianca, per riportare lo zar sul trono. I bolscevichi, a loro volta, formarono un' Armata Rossa che invece difendeva la rivoluzione. Così, tra il 1918 e il 1922 circa, in Russia di combatté una guerra civile[3], che inflisse nuove sofferenze e privazioni alla popolazione. Alla fine, l' Armata Rossa, capitanata da Trotskij, vinse la la guerra contro le truppe filo-zariste, mentre lo zar Nicola II fu ucciso il 17 luglio 1918. Nel 1921 Lenin fece approvare dal partito operaio bolscevico, che aveva preso il nome di Partito comunista, una nuova politica economica, la NEP, attraverso cui si ebbe un parziale ritorno alla proprietà privata: i contadini dovevano versare una parte del raccolto allo stato e potevano vendere liberamente sul mercato la parte rimanente. Nel 1922 fu proclamata l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (abbreviato Unione Sovietica o URSS).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. Per Zarismo si intende l'epoca storica durante la quale la Russia fu governata dagli zar, riferendosi, tuttavia, soprattutto al XIX e XX secolo (ovvero ai secoli 1800 e 1900). (definizione tratta dal dizionario Google).
  2. 2,0 2,1 2,2 Il Bolscevismo fu un movimento politico che si sviluppò in Russia. Nacque nel 1903, quando un partito russo, chiamato Partito Socialdemocratico Russo, si divise in due:
    • I Menscevichi (che significa minoranza, poichè era, per l'appunto, composto dalla minoranza);
    • I Bolscevichi (che, invece, significa maggioranza, perchè era composto dalla maggioranza).
    Quest'ultimi sentivano la necessità di fare la rivoluzione: infatti, secondo loro, bisognava abbattere con la forza lo zarismo, in modo da creare una società socialista, nella quale i contadini non fossero trattati più come servi e gli operai potessero controllare la produzione delle industrie. (Nota tratta dal libro Storie tracce memorie 3).
  3. Una guerra civile è un conflitto combattuto tra i cittadini di uno stesso Stato, diviso in due schieramenti diversi. (definizione tratta da Treccani.it).
    In particolare, la guerra civile russa fu una guerra civile che contrappose due schieramenti: l'Armata Rossa, che sosteneva il nuovo governo bolscevico, e l'Armata Bianca, che voleva riportare sul trono lo zar.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Atlante storico moderno - libreria geografica, 2024, ISBN-10-‎886985518X;
  • Storie tracce memorie 3 - Il Capitello, 2016, ISBN-10-8842647330;
  • La grande enciclopedia della storia – Gribaudo – Illustrato, 1 ottobre 2020, ISBN-10-8858027310.