Modello atomico di Bohr

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Biografia di Bohr[modifica | modifica wikitesto]

Niels Henrik David Bohr nasce a Copenaghen il 7 ottobre del 1885, nel 1909 si trasferisce a Manchester,dove inizia a lavorare con Rutherford, studiando in particolare gli elementi radioattivi. spinto dalla scoperta "del suo compagno" Rutherford sul nucleo dell'atomo,nel 1913 presenta un primo schema del "suo" modello atomico. nel 1922 riceve, grazie alle sue scoperte, il nobel per la fisica. Quando la Danimarca viene occupata dai nazisti, si nasconde in Svezia per non essere arrestato dalla polizia tedesca, per poi finire negli Stati Uniti. Bohr muore il 18 novembre del 1962 nella sua città natale Copenaghen; per onorare le sue scoperte, ad un elemento della tavola chimica di Dmitrij Mendeleev è stato dato il suo nome (il Bohrium).

Il modello atomico di Bohr[modifica | modifica wikitesto]

Niels Henrik David Bohr (Copenaghen, 7 ottobre 1885 – Copenaghen, 18 novembre 1962) è stato un fisico danese.

Nel 1913 il fisico danese Niels Bohr, formulò il suo modello atomico sulle basi del precedente modello atomico del chimico e fisico Ernest Rutherford.

In quel periodo molti fisici stavano studiando i due diversi tipi di spettri, quelli continui e quelli a righe.

Principali punti del modello atomico di Bohr[modifica | modifica wikitesto]

Bohr studia lo spettro a righe dell'idrogeno (H2) e definisce i punti principali del suo modello:

  • gli elettroni si muovono intorno al nucleo su orbite circolari e dotate di energia.
  • gli elettroni non emettono né assorbono energia quando ruotano su queste orbite.
  • gli elettroni per passare da un orbita ad un altra con energia maggiore ha bisogno di energia, che assorbe attraverso il calore o con l'elettricità.
  • quando l'elettrone passa da un orbita con maggior energia ad un altra con minore energia emette colore (transizione elettronica).

La transizione elettronica[modifica | modifica wikitesto]

Transizione elettronica

Per passare da un orbita ad un'altra orbita ad energia maggiore, l'elettrone ha bisogno di energia, che può ricevere ad esempio attraverso il calore o con l’elettricità. Dopo un certo tempo l'elettrone ritorna sull'orbita con minore energia ed emette una radiazione elettromagnetica che noi vediamo come colore. Questo salto che fa l’elettrone da un orbita ad un' altra è chiamato transizione elettronica.





Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

I miei appunti del 2018 e il libro di testo - Esploriamo la chimica.verde PLUS (Zanichelli)