Luce visibile

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Tutto ciò che ci circonda viene visto dal nostro occhio mediante radiazioni elettromagnetiche. Il nostro occhio riesce a percepire una minima parte delle onde elettromagnetiche che sono presenti nell’ambiente perché esse hanno delle frequenze e delle lunghezze d’onda differenti. La più piccola parte dello spettro elettromagnetico, che noi vediamo, viene definita luce visibile.

La luce propria[modifica | modifica wikitesto]

La luce propria è la luce che un corpo stesso emette. I corpi che emettono luce propria si chiamano sorgenti luminose o corpi luminosi. I maggiori corpi, però non sono in grado di emettere luce propria, eppure sono visibile, a patto che nell'ambiente in cui si trovano ci sia una fonte di luce: per esempio, una sedia in una stanza diffonde la luce che entra dalle finestra e così la trasmette fino ai nostri occhi. Corpi illuminati sono quelli che non emettono la luce propria, ma diffondono quella delle sorgenti luminose.

I corpi della luce[modifica | modifica wikitesto]

La luce del Sole entra nelle case attraverso il vetro delle finestre. Se copriamo una finestra chiudendo le persiane o coprendola con un foglio cartone spesso, la luce non riesce più a penetrare nella stanza. Se il vetro della finestra è smerigliato o colorato, la luce lo attraversa ma in minore quantità e in questo caso è possibile osservare i dettagli degli oggetti all'esterno. In base a come si comportano quando la luce li incontra, si individuano corpi trasparenti,opachi e traslucidi.

  • I corpi trasparenti sono i corpi che permettono il passaggio della luce e la visione nitida degli oggetti

retrostanti, per esempio: il vetro, l'aria e l'acqua limpida.

  • I corpi opachi sono i corpi che non lasciano passare la luce, per esempio: il legno, la pietra, i metalli e il

cartone.

  • I corpi traslucidi sono i corpi che permettono il passaggio della luce, ma impediscono di vedere bene gli oggetti

retrostanti, per esempio: nel caso del vetro smerigliato o della carta sottile.

Lo spettro continuo[modifica | modifica wikitesto]

Da questa immagine notiamo che la luce bianca entra in un prisma e nel momento in cui esce dal prisma si divide in tutte le tonalità di colore creando lo spettro continuo.

Per spettro intendiamo una figura simile ad uno schermo sul quale vengono proiettati dei colori. Questi colori sono quelli derivanti dalla scomposizione della luce, infatti la luce che noi vediamo tutti i giorni è formata dall'insieme di tutti questi colori che vanno dal rosso al violetto. Questi spettri possono essere di vario tipo: continuo, a righe o assorbente. Lo spettro continuo è uno spettro che raccoglie sulla sua superficie tutti i sette colori primari, dal rosso al violetto. Si nota quindi sullo schermo una grande successione dei colori sfumati. Questo fenomeno lo incontriamo per esempio quando un fascio di luce solare entra in un prisma.

L'arcobaleno[modifica | modifica wikitesto]

Arcobaleno

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Arcobaleno.

L'arcobaleno e' un arco multicolore, senza distinzioni nette tra un colore e l'altro. Lo spettro continuo dell’arcobaleno viene descritto attraverso una sequenza di bande colorate; la suddivisione tradizionale è: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto. Esso è la conseguenza della dispersione e della rifrazione della luce solare contro le pareti delle gocce stesse. Le sette bande visibili durante il fenomeno sono quindi le lunghezze d’onda diffratte che il nostro occhio è in grado di percepire e vanno da una frequenza di circa 400 nm (blu-violetto) fino ai 700 nm (rosso-arancio). Al di sopra dei 700 nm si parla di frequenze infrarosse, al di sotto dei 400 nm si parla di frequenze ultraviolette. Il fenomeno dell’arcobaleno è visibile in altri fenomeni come la luce del sole che noi vediamo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Arcobaleno treccani

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Esploriamo la chimica.Verde PLUS (G.Valitutti, A.Tiffi, A.Gentile) - Zanichelli - 2014