Piramide di Cheope

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La grande Piramide di Cheope

La Grande Piramide di Giza, conosciuta anche come la Piramide di Cheope o la Piramide di Khufu, è la più antica e la più grande delle tre piramidi della necropoli di Giza, confinante con quello che oggi è El Giza, in Egitto.

È la più antica delle sette meraviglie del mondo antico e l'unica a rimanere in gran parte intatta. Gli egittologi ritengono che la piramide sia stata costruita come tomba per il faraone Khufu (Cheope in Greco), IV dinastia, per un periodo da 10 a 20 anni, concludendosi attorno al 2560 a.C. Secondo alcuni fu realizzata dall'architetto reale Hemiunu.[1][2][3] Inizialmente alta 146,6 metri[4], la Grande Piramide è stata la più alta struttura artificiale del mondo per oltre 3800 anni.[5] In origine, la Grande Piramide era coperta da un rivestimento in pietra che formava una superficie esterna liscia; ciò che si vede oggi è la struttura di base sottostante. Alcune delle pietre del rivestimento che un tempo ricoprivano la struttura sono ancora visibili attorno alla base. Ci sono stati diverse teorie scientifiche e alternative circa le tecniche di costruzione della Grande Piramide. Le ipotesi di costruzione più accreditate si basano sull'idea che la piramide sia stata edificata spostando enormi blocchi da una cava che una volta trascinati siano stati sollevati in posizione.

All'interno della Grande Piramide sono state scoperte tre camere. La camera più bassa, o camera ipogea, è scolpita nella roccia su cui la piramide è stata costruita ed è incompiuta. Le cosiddette[6] Camera della Regina e Camera del Re si trovano più in alto, all'interno della struttura piramidale: la Grande Piramide di Giza è l'unica piramide in Egitto nota per contenere passaggi sia ascendenti che discendenti. La parte principale del complesso di Giza è una cornice di edifici che comprendeva due templi mortuari in onore di Cheope (uno vicino alla piramide e uno vicino al Nilo), tre piramidi più piccole per le mogli di Cheope, una ancor più piccola piramide "satellite", una strada rialzata che collega i due templi e piccole tombe mastaba per i nobili che circondano la piramide.

L'attribuzione della Grande Piramide a Cheope è deducibile dalla concordanza dei rilievi archeologici e dei dati storici disponibili. Erodoto (V secolo a.C.), il primo studioso di cui gli scritti sulla piramide sono giunti fino a noi, raccolse informazioni dai sacerdoti egizi suoi contemporanei e le integrò nelle sue Storie. Per i 1200 anni successivi il monumento fu studiato per lo più allo scopo di penetrarvi ed eventualmente saccheggiarlo. Il Califfo Al Mamun ci riuscì nel 820 d.C. scavando una galleria, ma trovò la piramide già vuota. Una volta violata se ne perse l'interesse e alla fine del XIV secolo fu sostanzialmente trasformata in cava. Dalla metà del XVIII secolo divenne meta di esploratori occidentali in cerca di emozioni. Solo dopo le guerre napoleoniche (1799-1801) e lo scoppio dell'egittomania europea iniziarono le campagne sistematiche di studio da parte degli archeologi europei. Con l'indipendenza dell'Egitto, il controllo del sito è passato in mano dello Stato, che comprensibilmente centellina i permessi di scavo e studio.

All'interno non è stato trovato il feretro né il corredo funerario; ciò non sorprende, perché quasi tutte le sepolture reali dell'antico Egitto sono state saccheggiate dai violatori di tombe già nell'antichità, tuttavia questo fatto, unito alla mancanza di decorazioni o geroglifici dei vani interni, ha fatto nascere un buon numero di teorie non accreditate dalla comunità scientifica o archeologica sul fatto che le piramidi non sarebbero vere tombe.

L'accesso alla piramide è ristretto ad un massimo di 100 persone, in mattinata e nel pomeriggio, ed è vietato fare fotografie all'interno.

Sezione schematica della Piramide di Cheope:
1. ingresso originale
2. nuova entrata
3. passaggio discendente
4. cunicolo discendente
5. camera inferiore
6. cunicolo ascendente
7. camera della regina
8. cunicolo orizzontale
9. grande galleria
10. camera del re
11. camera delle saracinesche
12. cunicolo verticale


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. Maurizio Damiano-Appia, Egitto - l'età dell'oro, Fabbri Editori, pag.83
  2. Lyon Sprague De Camp, Catherine Crook De Camp, Ancient Ruins and Archaeology, Doubleday 1964, pag. 35.
  3. Ian Shaw, The Oxford History of Ancient Egypt, Oxford University Press 2003, pag. 89.
  4. Jánosi Peter, Le piramidi. Il Mulino, 2006.
  5. Fino a circa il 1300 d.C., quando fu costruita la Cattedrale di Lincoln in Inghilterra.
  6. John Romer, nel suo libro The Great Pyramid: Ancient Egypt Revisited scrive: «By themselves, of course, none of these modern labels define the ancient purposes of the architecture they describe.» (Da loro stessi, naturalmente, nessuno di questi appellativi definisce i veri scopi dell'architettura che descrive.) pag. 8.