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Romolo Spezioli nacque a Fermo il 1° aprile del 1642 nella chiesa di Santa Lucia e morì nel 1723 a Roma. Fu un sacerdote, un medico e un nobile fermano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era il primogenito di cinque figli: Giuseppe, Giovanni Antonio, Maria Maddalena e Diana. La famiglia di sua madre, Virginia Albini, si trasferì da Grottammare, mentre il padre, Nicola, era di Sant’Angelo in Pontano e si spostò a Fermo. Per anni gli Spezioli vissero a Sant’Angelo in Pontano e l’ascesa finanziaria iniziò con Nicola, che riuscì a ottenere amicizie importanti che lo portarono ad andare a vivere a Fermo.

Romolo Spezioli divenne sacerdote, ricevendo gli ordini sacri ancora diciottenne dall’arcivescovo Carlo Gualtieri, nel 1661. Poco dopo iniziò a studiare presso lo Studio cittadino, laureandosi in filosofia e medicina all’Università nel 1664. Negli anni successivi esercitò come medico a Jesi, Grottammare, Ripatransone ed altre città marchigiane.

Nel 1674 chiese di essere esentato dall’incarico per recarsi a Roma, dove giunse nel 1675, nell’anno del Giubileo. Giunto in città ricevette un’offerta di lavoro molto conveniente e vi rimase come docente della Sapienza e cameriere di Alessandro VIII.

Nel 1675 Cristina di Svezia gli propose di divenire suo medico personale, dopo un colloquio in cui la regina fu impressionata dalla sua cultura e saggezza. Spezioli rimase a corte fino al 1689, anno della dipartita della regina.

Nel 1676 Romolo iniziò a insegnare presso l’Università di Roma come insegnante di medicina pratica e vi rimase fino al 1722. Durante quel periodo fu medico di alcuni cardinali, ma anche dei loro familiari. Scrisse e pubblicò nel 1690 il libro Ponderationes medico physicae che descrive tre delle guarigioni straordinarie compiute dal beato Lorenzo Giustiniani. Compose anche un’altra opera di cui purtroppo oggi non c’è nessuna copia. Fu medico personale dei cardinali Azzolino e Ottoboni. Una volta che quest’ultimo divenne papa col nome di Alessandro VIII, Spezioli divenne archiatra, cioè medico principale dello Stato Pontificio. Ricevette lasciti testamentari da Cristina di Svezia e dal cardinale Azzolino.

Nel 1691, alla morte di Alessandro VIII, terminò la sua carriera da medico per dedicarsi alla sua missione in quanto sacerdote.

Si spense a Roma il 25 maggio del 1723 alla veneranda età di 81 anni. Dichiarò suoi eredi universali i padri della Compagnia di Gesù. Nel 1705 aveva elargito in dono alla città di Fermo tutti i suoi 12000 volumi di ambito medico/scientifico, cosa che ribadì con il suo lascito testamentario. Di conseguenza alla sua morte questa gigantesca collezione di libri fu donata alla città.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]