Vento

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Il vento è uno spostamento d'aria che avviene nell'atmosfera.

Le caratteristiche del vento sono:

  • la velocità: si misura in chilometri all'ora, in metri al secondo o in nodi, un'unità di misura usata da chi va in barca e che è circa 2 km all'ora;
  • la temperatura: a seconda delle condizioni e della zona in cui si forma il vento, l'aria che lo forma avrà temperature diverse, misurate in gradi Celsius (°C);
  • la direzione: normalmente si distingue nei 4 punti cardinali più altre 4 (più raramente, 12) direzioni intermedie.

Formazione del vento[modifica | modifica wikitesto]

Per capire perché si forma il vento bisogna tenere a mente pochi principi di fisica:

  1. l'aria calda è più leggera dell'aria fredda: sale, cerca di muoversi verso l'alto, di allontanarsi dal suolo;
  2. l'aria fredda è più pesante dell'aria calda: scende, cerca di avvicinarsi a terra il più possibile;
  3. non ci può essere il vuoto (assenza di aria) nell'atmosfera, quindi se per esempio l'aria calda sale verrà subito sostituita da altra aria che si sposterà nello spazio lasciato libero dall'aria calda. A sua volta quest'aria che si è spostata avrà lasciato libero altro spazio, ma un po' meno, e questo spazio sarà occupato da altra aria. Così via finché non si trova un equilibrio.

In generale e semplificando molto, il vento si forma perché una massa di aria calda si sposta verso l'alto e quindi viene rimpiazzata da altra aria, che si sposterà nella zona lasciata libera dall'aria calda e noi percepiremo questo "rimpiazzo" come vento. Tanto più l'aria che si muove verso l'alto è calda, tanto più veloce si muoverà verso l'alto e quindi il vento sarà più forte, perché dovrà riempire lo spazio libero più in fretta.

Brezze[modifica | modifica wikitesto]

A. Brezza di mare. B. Brezza di terra.

Un tipo particolare di vento che si nota spesso sulla costa è la brezza. La sua formazione è semplice da capire perché è un'applicazione pratica del normale processo di formazione del vento (mentre altri tipi di vento hanno cause più complesse).

La brezza si forma perché la terraferma e l'acqua di mare, nei vari momenti della giornata, hanno temperature diverse e quindi riscaldano in modo diverso l'aria che ci sta sopra.

Durante le prime ore del giorno, specialmente d'estate, la terra si scalda molto velocemente, mentre l'acqua di mare resta fredda più a lungo (in spiaggia, la sabbia è spesso caldissima, mentre l'acqua è fresca!). Questo fa scaldare l'aria sopra la terraferma, e quest'aria salirà. L'aria fredda (che tende a scendere) sopra il mare si muoverà verso la terra per riempire lo spazio vuoto: a terra si sentirà un vento provenire dal mare. A questo punto, l'aria calda che è salita dalla terraferma riempirà lo spazio lasciato vuoto dall'aria fredda sopra il mare che è scesa. Questo genera un circolo (perché l'aria che prima era fredda e adesso si trova sopra la terra verrà scaldata e cercherà anche lei di salire, mentre l'aria calda che è salita e si trova sopra il mare si raffredderà e cercherà di scendere) che va avanti finché il sole non avrà scaldato anche l'acqua del mare (di solito nelle prime ore del pomeriggio). Quando ciò accade, la brezza si calma e per alcune ore non ci sarà brezza (ma potrebbero esserci altri tipi di vento).

Dopo alcune ore (da metà pomeriggio in poi), quando il sole inizia a scendere e scalda di meno, la terra inizia a raffreddarsi, mentre il mare resta caldo molto più a lungo. Succede quindi il contrario di prima: l'aria sopra il mare sarà più calda di quella sopra la terra, e salirà. L'aria fredda sopra la terra scenderà e riempirà lo spazio libero. Si formerà quindi un circolo come quello di prima, ma in senso contrario: le barche che si trovano in mare vicino alla costa sentiranno un vento venire da terra.

La prima brezza si chiama brezza di mare (perché il vento "viene dal mare"), la seconda brezza di terra (perché il vento "viene da terra").

Come si comporta il vento[modifica | modifica wikitesto]

Sono molti i fattori che danno al vento una direzione. In mare aperto (di solito negli oceani, ma anche in mari più piccoli e sulla terraferma quando il fenomeno è molto grande), se c'è una zona di aria più calda (ricordate che questa cerca di salire perché è leggera), i venti in quella zona saranno, di solito, tutti diretti verso il centro della zona e avranno un leggero andamento a "spirale" (si formerà una specie di vortice, ma molto grande e abbastanza lento: spesso coprono zone grandi come l'Italia o la Francia).

Se invece guardiamo al comportamento locale del vento (cioè come si muove vicino al terreno e in presenza di ostacoli), il discorso è più interessante. Succede spesso che una catena montuosa blocchi i venti o che faccia cambiar loro direzione (vedi l'esempio della bora, più avanti). Questo perché i venti si muovono paralleli a terra e quindi se incontrano un ostacolo è più facile che ci girino intorno. Un esempio molto semplice: spesso in città ci sono delle vie lunghe e strette in cui si sente un vento abbastanza forte che soffia lungo la via stessa, mentre magari se si sale sul tetto di un palazzo della stessa via il vento è molto più debole e soffia da tutt'altra direzione. Questo perché i palazzi ostacolano il vento e lo costringono a passare lungo la strada, aumentandone la velocità. Sul tetto, invece, dove non ci sono ostacoli al vento, questo soffia nella direzione "naturale" e senza costrizioni, quindi è anche meno potente.

I venti più famosi[modifica | modifica wikitesto]

La rosa dei venti è uno schema che permette di imparare facilmente le direzioni dei venti. Nelle mappe antiche, era raffigurata dentro la mappa e aveva, al posto dei punti cardinali, i nomi dei venti principali che soffiano da ciascuna delle otto direzioni.

Normalmente in Italia si tengono presente otto venti principali in base al punto cardinale da cui soffiano in mare aperto.

  1. La tramontana soffia da Nord ed è particolarmente fredda (soffia dalle Alpi!).
  2. L'ostro o mezziogiorno soffia da Sud.
  3. Il levante e il ponente soffiano rispettivamente da Est e da Ovest.
  4. Lo scirocco soffia da Sud-Est.
  5. Il libeccio soffia da Sud-Ovest ed è, assieme allo scirocco e all'ostro, un vento caldo (viene dall'Africa!)
  6. Il maestrale e il grecale soffiano rispettivamente da Nord-Ovest e da Nord-Est.

I nomi dei venti vengono dalla direzione da cui provengono. Va tenuto conto che nelle mappe antiche la rosa dei venti era sempre rappresentata a Ovest della Grecia o in Italia. Quindi:

  1. La tramontana viene da "oltre le Alpi" (o i monti a nord della Grecia, per le rose dei venti posizionate a Ovest della Grecia), quindi, tra-i-monti.
  2. L'ostro è anche detto mezzogiorno perché soffia da Sud (e il Sud si chiama anche mezzogiorno).
  3. Anche il levante e il ponente sono chiamati con altri nomi, rispettivamente, dell'Est e dell'Ovest.
  4. Lo scirocco prende il nome dalla Siria, perché a Sud-Est della Grecia e dell'Italia c'è il medio Oriente, che anticamente era chiamato genericamente "Siria".
  5. Il libeccio prende il nome dalla Libia, perché a Sud-Ovest dell'Italia e della Grecia c'è la Libia (anticamente anche in questo caso il nome Libia indicava una regione molto più grande dello stato attuale).
  6. Il maestrale prende il nome da magistra mundi: la "capitale del mondo" all'epoca. Se la rosa dei venti era raffigurata in Italia, ci si riferiva a Roma, se era posizionata vicino alla Grecia, ci si riferiva a Venezia, il principale porto commerciale del Mediterraneo per molti secoli.
  7. Il grecale prende il nome dalla Grecia, che in molte carte geografiche antiche si trovava a Nord-Est della posizione in cui era messa la rosa dei venti.

Il grecale a Trieste è detto bora e prende caratteristiche molto particolari, quasi uniche al mondo: la bora di Trieste soffia ad altissima velocità, anche 150 km/h! Questo è dovuto al fatto che Trieste è accerchiata da montagne e quindi l'aria fredda che scende viene incanalata e compressa fino a raggiungere grande potenza. Molte persone sono morte e tantissime barche sono affondate a causa della bora.

L'uomo e il vento[modifica | modifica wikitesto]

L'uomo usa il vento per molti scopi.

Uno dei primi usi è stato quello di gonfiare le vele delle navi per spostarsi più velocemente delle barche a remi. Vedi anche la voce "barca a vela".

L'uomo ha usato il vento anche per muovere i mulini a vento e trasformare il grano in farina. Oggi usiamo ancora il concetto di mulino a vento per creare energia elettrica con le turbine a vento.

Il vento è anche una forza della natura che l'uomo per molto tempo non sapeva come spiegare. Per questo molti poeti l'hanno usato nelle loro opere. Per esempio, Ulisse nell'Odissea viene spinto in giro per il mediterraneo dal vento, che simboleggia la natura incontrollabile e anche la voglia che Ulisse ha di scoprire il mondo.

Vedi anche[modifica | modifica wikitesto]




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Questa voce è stata eletta Articolo della settimana dal 2 giugno al 9 giugno 2014