Tettonica delle placche

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Mappa delle placche tettoniche

La tettonica delle placche è il modello sulla dinamica della Terra, su cui concorda la maggior parte degli scienziati e degli studi.

Rapporto tra vulcanismo, sismicità e dinamica delle placche[modifica | modifica wikitesto]

I fenomeni vulcanici e sismici sono fortemente collegati fra loro, perché si manifestano nelle stesse zone della Terra e questo porta a pensare che abbiano la stessa origine. Questa sovrapposizione dei due fenomeni sulla superficie terrestre divide la litosfera in tante porzioni, chiamate ZOLLE o PLACCHE. Le più importanti zone vulcaniche e sismiche sono:

  • ZONA CIRCUMPACIFICA, chiamata anche "cintura di fuoco" del Pacifico, comprende la zona intorno all'Oceano Pacifico, con una forma che ricorda quindi un ferro di cavallo;
  • ZONA ATLANTICA, si estende, da Nord a Sud, nel corso della parte centrale dell'Oceano Atlantico, comprendendo tutte le isole di origine vulcanica, tra cui l'Islanda e gli arcipelaghi delle Azzorre e delle Canarie;
  • ZONA DEI MEDITERRANEI, si estende dall'Oceano Atlantico fino all'Oceano Pacifico, passando per il Mediterraneo e il continente asiatico. I Vulcani più rappresentativi sono l'Etna, Vulcano, Stromboli e Vesuvio;
  • ZONA AFRICANA, i vulcani più rappresentativi sono il Kilimanjaro in Kenya.

La teoria della tettonica a placche[modifica | modifica wikitesto]

La tettonica delle placche studia la deformazione della litosfera, che si manifesta attraverso processi geologici imponenti quali la formazione delle montagne e dei vulcani e l’attività sismica. È una teoria elaborata da Morgan e McKenzie nel 1967. Secondo questa teoria la crosta terrestre o litosfera non presenta una struttura compatta e continua, ma a zolle o placche. Le zolle sono rigide, variano di spessore e si spostano orizzontalmente trasportando con sé continenti e oceani. Esse si muovono sull'astenosfera che è riscaldata dallo strato magmatico sottostante cioè il mantello. Inoltre le zolle possono essere divergenti, convergenti o scorrere l’una a fianco dell’altra.

Le principali zolle della Terra sono:

Altre zolle più piccole sono: La zolla turca-egea, arabica, iraniana, di Nasca, delle Filippine, dei Caraibi, adriatica, cinese e della Scotia. La posizione e la dimensione delle placche cambia nel tempo.

I margini tra le placche possono essere di tre tipi:

  • Margini distruttivi: sono le fosse oceaniche lungo le quali la litosfera viene distrutta;
  • Margini conservativi: sono alcune grandi faglie trasformi lungo le quali due placche scorrono l’una a fianco dell’altra in direzioni opposte;
  • Margini costruttivi :sono le dorsali oceaniche lungo le quali si costruisce nuova litosfera oceanica.

Ogni placca è delimitata da una combinazione di dorsali, fosse oceaniche e faglie trasformi.

Il motore della "deriva dei continenti", i moti convettivi[modifica | modifica wikitesto]

La convezione è un tipo di propagazione del calore: avviene nei fluidi e, oltre a trasportare energia, trasporta anche materia. Questi movimenti vengono causati dalla differenza di temperatura tra il mantello più esterno, che è in parte fuso, e quello più interno. Difatti la zona più profonda, che è a contatto con il nucleo, è di circa 4000°C, mentre la parte più esterna è meno calda perché è a contatto con la crosta terrestre. Quindi il magma più caldo, che ha densità minore ed è più leggero sale, ma a contatto degli strati meno caldi si raffredda, mentre quello in superficie meno caldo ha densità maggiore ed è più pesante, quindi scende e si riscalda: il ciclo quindi ricomincia. Durante questi movimenti la litosfera si spacca nelle zone di risalita del magma e viene trascinata nelle zone di subduzione, dove sprofonda. Questi movimenti avvengono lentamente e sono responsabili dello spostamento delle zolle.

Movimenti delle placche o zolle[modifica | modifica wikitesto]

La litosfera è una superficie dinamica e non statica, perché è divisa in tante porzioni, chiamate zolle o placche che sono in continuo movimento. Due zolle possono divergere, si muovono cioè nella stessa direzione ma con verso opposto, possono convergere, si muovono nella stessa direzione e stesso verso, oppure possono scorrere l'una di fianco all'altra.

Zolle divergenti[modifica | modifica wikitesto]

le zolle divergono a causa di una dorsale oceanica, una vera e propria spaccatura della crosta terrestre, costituita da due catene montuose parallele separate da una valle, dalla quale fuoriesce incessantemente magma; il magma, raffreddandosi, forma nuova crosta terrestre ed il fondale così si espande. E' presente attività vulcanica lungo la dorsale. In tutti gli oceani sono presenti delle dorsali, responsabili dell'allontanamento delle piattaforme continentali, fenomeno noto come "Deriva dei continenti".

Zolle convergenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Se le zolle convergenti sono continentali, si forma una catena montuosa, il fenomeno è detto orogenesi. Le Alpi e la catena dell'Himalaya, ad esempio, si sono formate rispettivamente per lo scontro tra la zolla africana e quella euroasiatica e lo scontro tra la zolle indiana e euroasiatica.
  • Se una zolla è oceanica e l'altra continentale, si forma una fossa oceanica nella zona di subduzione, le rocce che sprofondano si fondono e, non appena incontra una fenditura, il magma così formato tende a risalire in superficie, formando una catena montuosa costiera di tipo vulcanico. E' ciò che è accaduto per la Cordigliera delle Ande.
  • Se le due zolle sono oceaniche, si formano una fossa oceanica ed archi insulari vulcanici. E' ciò che è accaduto per la Fossa delle Marianne, formata dallo scontro tra la zolla pacifica e quella filippina.

Zolle che scorrono l'una di fianco all'altra[modifica | modifica wikitesto]

Si forma una frattura lungo i margini di scorrimento delle zolle, che prende il nome di faglia trasforme, in questo caso non si forma né si distrugge crosta terrestre. E' ciò che ha provocato la formazione della faglia di San Andreas in California, dovuta al movimento orizzontale e di verso opposto delle zolle americana e pacifica. Il movimento tra le zolle che formano la faglia di San Andreas non è regolare ma avviene a scatti e ogni scatto provoca dei terremoti. In occasione del terremoto di S. Francisco del 1906 si constatò che, in alcune zone, lo spostamento delle due zolle era stato di circa 7 metri.