Seconda Repubblica Spagnola

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Seconda Repubblica Spagnola

Escudo de la Segunda República Española.svg
Dati amministrativi
Capitale Madrid (1931-1936)[1]
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Forma di governo Repubblica parlamentare
Dati geografici
Superficie N/D
Continente Europa, Africa
Altri dati
Lingue ufficiali spagnolo
Popolazione N/D
Valuta Peseta spagnola
Fuso orario UTC +1
Bandiera della Seconda Repubblica Spagnola

La Seconda Repubblica Spagnola, nota semplicemente anche come Repubblica Spagnola (ufficialmente República Española), fu uno stato proclamato il 14 aprile 1931, con la caduta della monarchia. La repubblica cadde il 1º aprile 1939, a seguito alla vittoria nella guerra civile guidata da Francisco Franco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Proclamazione della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto del 1930 le formazioni politiche repubblicane (sinistra e destra liberale) costituirono un comitato rivoluzionario, come base per un futuro governo provvisorio nel dicembre 1930 di transizione dalla monarchia alla repubblica.

Nel febbraio del 1931, il presidente del consiglio Juan Bautista Aznar-Cabañas si assunse la responsabilità di convocare le prime libere elezioni municipali per valutare il supporto popolare alla monarchia, prima di indire le elezioni politiche generali con una nuova legge elettorale. Le elezioni municipali si tennero il 12 aprile 1931 e dettero uno storico risultato: anche se i partiti monarchici tradizionali avevano conseguito la maggioranza nelle zone rurali, i repubblicani risultarono vincitori in 41 capoluoghi di provincia (contro 8) e avevano stravinto a Madrid e Barcellona. I sostenitori della repubblica considerarono questi risultati come un plebiscito per la sua costituzione immediata. Il 14 aprile 1931 il re Alfonso XIII si autosospese e venne esiliato. La Repubblica fu proclamata a Eibar.

Poi a Madrid si formò il governo provvisorio con la presenza dei maggiori rappresentanti di tutte le forze politiche.

Scioperi e i primi provvedimenti[modifica | modifica wikitesto]

La neo-repubblica dovette far fronte immediatamente ai conflitti sociali (scioperi proclamati dai sindacati anarchici a Barcellona e nelle Asturie), contro cui il governo ricorse con l'utilizzo della Guardia Civil.

Contemporaneamente si decise di adottare una politica riformatrice con carattere di urgenza che precedesse le elezioni. Si stabilirono inoltre le otto ore lavorative. Successivamente il nuovo ministro della Guerra Manuel Azaña procedette alla riforma dell'esercito riducendo a un anno la ferma, abolendo il grado di tenente generale e chiudendo il 30 giugno 1931 la "Academia Militar de Zaragoza". Gli ufficiali che si rifiutarono di giurare fedeltà alla repubblica furono congedati.

Il periodo socialista (1931-1933)[modifica | modifica wikitesto]

Risultati delle elezioni del 1931

Il 28 giugno 1931 si tennero le elezioni generali che videro la vittoria alla sinistra. Il governo fu composto esclusivamente dalle forze di sinistra. Il 6 luglio 1931 l'associazione anarchica Confederación Nacional del Trabajo indisse lo sciopero del personale telefonico, ciò portò a scontri tra anarchici e forze dell'ordine a Siviglia. Allo sciopero seguì quindi lo sciopero generale e nei giorni seguenti ci furono altri trenta morti tra operai e forze di polizia finché il 22 luglio il Governo proclamò lo stato di guerra.

Fase costituente[modifica | modifica wikitesto]

Un libro della Costituzione del 1931
«La Spagna è una repubblica democratica di lavoratori di tutte le classi, organizzati in un regime di libertà e giustizia.»

La Costituzione spagnola del 1931 stabiliva i seguenti principi:

  1. lo Stato era unitario, ma si ammetteva la possibilità di formare governi autonomi in alcune regioni;
  2. il potere legislativo risiedeva integralmente nelle Cortes, costituite da una sola camera;
  3. il potere esecutivo spettava al Consiglio dei ministrine al Presidente della Repubblica, eletto dalla Camera dei deputati, mentre le sue competenze erano ristrette e sempre sotto il controllo del parlamento;
  4. il potere giudiziario risiedeva nelle mani di giudici indipendenti;
  5. era prevista la possibilità di espropriazione forzosa di qualsiasi tipo di proprietà per utilità sociale e pubblica, mediante indennizzo, così come era prevista l'opzione della nazionalizzazione dei servizi pubblici;
  6. presentava un'ampia dichiarazione dei diritti e della libertà, estesa ai temi economici e sociali;
  7. il voto era concesso ai maggiori di ventitré anni ed era esteso per la prima volta anche alle donne;
  8. si dichiarava la separazione tra Stato e Chiesa e si riconosceva il matrimonio civile e il divorzio;
  9. si sanciva l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e il diritto all'educazione e al lavoro.

La costituzione non ottenne il consenso di tutte le forze politiche, infatti, anche se fu approvata da una larga maggioranza, evidenziava le profonde differenze tra la sinistra e la destra, soprattutto relativamente alla questione religiosa e a quella delle autonomie.

Il periodo conservatore (1933-1935)[modifica | modifica wikitesto]

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Le elezioni del 1933 furono le prive dove votarono anche le donne

Le elezioni del 19 novembre 1933 furono vinte dai conservatori del CEDA, guidata da José Maria Gil-Robles, una coalizione di partiti della destra monarchica e nazionalista.

Il fronte popolare[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni del 1936[modifica | modifica wikitesto]

Francisco Largo Caballero, leader della "Partido Socialista Obrero Español" vincitore delle elezioni

Nonostante le forti rivalità a sinistra fu creata un'unica coalizione detta Fronte Popolare con:

Le elezioni furono caratterizzate da un clima abbastanza tranquillo e furono vinte dal "Fronte popolare" con 4.176.156 voti e 276 deputati.

Lo scoppio della guerra civile e l'esilio del governo[modifica | modifica wikitesto]

Wikisaurus.svg Per approfondire vedi la pagina: Guerra civile spagnola.

Il 17 luglio 1936 l'esercito comandato da Francisco Franco si sollevò estendendosi nei giorni successivi a diverse regioni della penisola. Nel frattempo altri reparti nella Navarra iniziavano le operazioni al nord. Le intenzioni di Franco erano di conquistare il sud per arrivare velocemente a Madrid, ma la resistenza delle forze repubblicane, in città come Madrid, Barcellona, Valencia e Paesi Baschi portarono a una prolungata guerra civile che si concluderà nel marzo 1939.

Con l'occupazione di Madrid da parte delle forze nazionaliste fu immediatamente costituito un governo repubblicano in esilio a Città del Messico dal Fronte Popolare. Nel 1946 si trasferì a Parigi e nel 1953, con l'ingresso della Spagna nell'ONU, molti stati disconobbero il governo repubblicano in esilio che si sciolse formalmente il 15 luglio 1977, in occasione delle prime elezioni libere.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

 N °  Nome Ritratto Insediamento Dimissioni Partito politico
1 Niceto Alcalá-Zamora y Torres Bundesarchiv Bild 102-12783, Alcala Zamora.jpg 14 aprile 1931 14 ottobre 1931 Destra Repubblicana Liberale, Partito Repubblicano Progressista
2 Manuel Azaña Diaz President Azaña.jpg 14 ottobre 1931 10 dicembre 1931 Azione Repubblicana
3 Niceto Alcalá-Zamora y Torres Bundesarchiv Bild 102-12783, Alcala Zamora.jpg 10 dicembre 1931 7 aprile 1936 Partito Repubblicano Progressista
4 Manuel Azaña Diaz President Azaña.jpg 11 maggio 1936 13 marzo 1939 Sinistra Repubblicana
5 José Miaja Menant 13 marzo 1939 25 marzo 1939 militare

Note[modifica | modifica wikitesto]

</references>

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]



  1. Valencia (1936-1937), Barcellona (1937-1939)