Rovereto

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Rovereto

Panoramarovereto2.jpg
Panorama di Rovereto

Nazione
Popolazione
Superficie
Sindaco
Italia
39 405
50 km²
Francesco Valduga (lista civica)


Rovereto è una città del nord Italia. Fa parte della provincia autonoma di Trento, in Trentino-Alto Adige. Secondo il censimento del 2016 conta 39 405 abitanti, risultando essere il secondo comune più popoloso della provincia dopo Trento.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Rovereto è un comune della provincia di Trento che si trova nella Vallagarina, nell'ultimo tratto fra le montagne percorso dal fiume Adige prima del suo ingresso nella Pianura Padana. Rovereto è stata duramente danneggiata durante la seconda guerra mondiale ma venne anche ricostruita velocemente: oggi è caratterizzata da belle vie, fra cui Corso Rosmini che parte dalla stazione ferroviaria ed arriva linearmente fino al centro della città, da numerose fontane, da notevoli edifici pubblici storici e palazzi privati. Attorno al nucleo centrale originale si è sviluppata la città moderna.

Ad est di Rovereto si trovano gli altipiani di Folgaria e Lavarone, a sud-est la Vallarsa ed il Pasubio. A nord c’è la catena del monte Bondone. Il lago di Garda dista circa 15 km, in direzione ovest.

Oggi le campagne attorno alla città sono coltivate soprattutto a vigneti: famoso il vino marzemino d'Isera e la coltivazione di uve Merlot, Cabernet, Teroldogo (tenuta Fojaneghe dei Conti Bossi Fedrigotti). Nei tempi passati vi erano coltivazioni di gelsi (necessari per la coltivazione dei bachi da seta) che insieme alle coltivazioni delle viti rivestivano tutte le colline e i piedi dei monti vicini. Rovereto è considerato il centro industriale della provincia di Trento. 

Clima[modifica | modifica wikitesto]

A Rovereto e nella Vallagarina in generale, vi sono inverni relativamente freddi e nevosi ed estati calde e temporalesche. Negli ultimi anni c’è stato un lento innalzamento della temperatura e anche in questa zona è comparsa della nebbia, un tempo caratteristica solo delle aree padane. Anche le nevicate sono diminuite in frequenza ed intensità.

Origine del nome della città[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia di Rovereto (Roboretus) deriva dal latino. Nella toponomastica romana Roboretum indicava una selva di querce, pianta che abbondava nella valle ed è stata assunta quale effigie dello stemma comunale.

Magno cum robore quercus ingentes tendet ramos” trad.: “Con grande forza la quercia tende i suoi possenti rami”

Storia di Rovereto[modifica | modifica wikitesto]

Dall'epoca romana alla Prima Guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

In origine il territorio di Rovereto apparteneva alla Pieve di Lizzana: però già all'epoca romana era un centro abitato, come è dimostrato dalla scoperta di una necropoli cristiana e dalle tombe barbariche. Nel 1150 era alle dipendenze dei signori di Lizzana. Nel Trecento passò sotto il dominio dei Castelbarco che costruirono castello e cinte murarie. Fu occupata nel 1416 dai Veneziani, che la dominarono per circa un secolo. Nel Cinquecento passò sotto il diretto dominio dell'Austria che nel 1564 l'aggregò al Tirolo.

Il Settecento per Rovereto fu il periodo più fiorente per il commercio e la cultura.

Rovereto in questo periodo fu un centro economico all’avanguardia in Europa per la produzione delle sete, già introdotta dai veneziani nel Cinquecento.

Grazie a questa industria la popolazione di Rovereto si trovò in stato di benessere.

La città venne ampliata ed abbellita con nuove strade e nuovi palazzi (palazzo Bossi Fedrigotti, teatro comunale Riccardo Zandonai, Palazzo Piomarta, Palazzo Balista, Palazzo Annona, Palazzo Sichardt..) e anche la vita culturale e il livello di istruzione diventò un riferimento per tutto il Trentino. 

Palazzo Piomarta
Teatro Zandonai
Palazzo Balista
Palazzo Annona
Palazzo Sichardt
Palazzo Bossi Fedrigotti

L’imperatrice Maria Teresa d'Austria ne fece un centro di cultura grazie anche all'Accademia degli Agiati (1750).

Molti personaggi famosi dell’epoca, passarono o sostarono a Rovereto.Fra questi si ricordano: il grande genio della musica Wolfgang Amadeus Mozart (nel 1769), lo scrittore Goethe (nel 1786), Napoleone Bonaparte (nel 1796) e molti altri.

Nei decenni seguenti la città venne occupata a varie riprese dalle truppe napoleoniche, passò successivamente alla Baviera e al Regno Italico, per poi ritornare all'Austria

Nella Grande Guerra fu quasi distrutta, mentre due suoi grandi personaggi irredentisti , Damiano Chiesa e Fabio Filzi, testimoniarono con il martirio la sua natura italiana.

Nel maggio e giugno 1915, le truppe italiane avanzarono dalla Vallagarina e dalla Vallarsa e giunsero fino a qualche chilometro dalla città irredenta; si spinsero fino alle alture di Castel Dante e Costa Violina, alle porte della città, che subì molto danni dalle opposte artiglierie. In seguito all'offensiva austriaca del maggio 1916, l’esercito italiano si ritirò (linea Marco-Zugna) fino a quando, il 2 novembre 1918, dopo aver vinto le ultime difese avversarie, le truppe italiane restituirono Rovereto all'Italia.

L'economia della bachicoltura[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal Cinquecento la città si distinse come industria della seta e ancora oggi è possibile ripercorrere le vie del centro storico ed individuare le rogge e gli antichi filatoi idraulici che hanno reso prospera la città fino alla metà dell’Ottocento.

I filatoi costruiti a Rovereto influenzarono l’architettura della città. Infatti le case potevano arrivare anche a 7 piani, mentre normalmente in regione non superavano i 2-3 piani.

Attorno alla metà dell’ ‘800 si contavano a Rovereto e dintorni ben 40 filatoi che davano lavoro a oltre 4.000 persone producendo circa 100.000 kg di sete famose in tutta Europa. Dopo la metà del secolo le antiche industrie furono sostituite da nuove realtà fra cui quella dei merletti e dei ricami, quella della tessitura del cotone, la siderurgica e la meccanica e quella della manifattura dei tabacchi nella frazione di Sacco.

L’allevamento del baco da seta comunque continuò fino ai primi anni del ‘900 grazie all'intraprendenza dei produttori agricoli che per far fronte alla crisi si riunirono in società e comitati appositi. Questa economia per un paese montano e povero come il Trentino rivestì una notevole importanza.

bachi da seta

Dal baco alla seta[modifica | modifica wikitesto]

"I bruchi venivano allevati dalle donne su graticci nelle case contadine. Venivano saziati con foglie fresche di gelso, triturate. Poi si raccoglievano i bozzoli in cui erano rinchiusi i bachi. I bachi venivano portati con reti di cotone o delle carte forate, nei magazzini dove vi erano i forni per la stufatura. Nella filanda si svolgeva la "trattura" della seta, cioè si dipanava il filo del bozzolo e lo si avvolgeva in matasse. Nelle case private si svolgeva "l'incannaggio" cioè si trasportava manualmente il filato dalla matassa ai rocchetti, questa attività verrà poi svolta nei filatoi. Nel filatoio si svolgeva la torcitura del filo di seta per ottenere delle matasse per la tintoria e dei rocchetti per la tessitura."[1]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Isabella Bossi Fedrigotti

La scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti[modifica | modifica wikitesto]

Nelle storie che scrivo tutto è inventato dal vero: le storie reali sono elaborate attraverso la mia fantasia e il mio sentire.” Isabella Bossi Fedrigotti

Isabella Bossi Fedrigotti è nata a Rovereto da madre austriaca il 3 marzo 1948 e vive a Milano dove lavora come giornalista al Corriere della Sera scrivendo articoli culturali e di costume.

La vita della Bossi Fedrigotti ricalca la storia della sua terra nativa: il Trentino è stato terra di frontiera e anche Isabella ha una famiglia di frontiera avendo due genitori di nazionalità diversa (padre italiano, madre austriaca).

E’ proprietaria insieme ai fratelli della azienda agricola “Conti Bossi Fedrigotti” che produce vini di alta qualità.

Il padre Federico nel 1961 fu il primo a creare “l’uvaggio bordolese” in Italia, vinificando contemporaneamente uve Merlot e Cabernet.

Ottenne un nuovo vino che ebbe molto successo e che venne chiamato “Fojaneghe rosso”.

Ha trascorso un’infanzia felice nel grande giardino di casa a Borgo Sacco insieme ai fratelli.

Ha frequentato le scuole elementari a Borgo Sacco, le medie a Rovereto e il liceo classico in collegio dalle monache.

Si è trasferita a Milano su consiglio del padre per fare l’università.

Molto legata a Rovereto e alle sue radici ritorna spesso nei luoghi dell’infanzia, nella casa di famiglia a borgo Sacco.

 Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Amore mio, uccidi Garibaldi, Milano, Longanesi, 1980. ISBN88-304-0005-X.
  • Casa di guerra, Milano, Longanesi, 1983. ISBN 88-304-0063-7.
  • Diario di una dama di corte, Milano, Longanesi, 1984. ISBN 88-304-0365-2.
  • Di buona famiglia, Milano, Longanesi, 1991. ISBN 88-304-1005-5.
  • Magazzino vita, Milano, Longanesi, 1996. ISBN 88-304-1334-8.
  • Il catalogo delle amiche, Milano, Rizzoli, 1998. ISBN 88-17-86004-2
  • Cari saluti, Milano, Rizzoli, 2001, EGEA. ISBN 88-17-86836-1
  • La valigia del signor Budischowsky, Milano, Rizzoli, 2003. ISBN 88-17-87161-3.
  • Domani anch'io. Storie di ordinario successo, Milano, Associazione europea per la geografia, 2005. ISBN 88-238-9900-1.
  • Il vestito arancione, "Corriere della Sera" (Corti di Carta), racconto, 2007
  • Il primo figlio, Milano, Rizzoli, 2008.ISBN 978-88-17-01762-6
  • Se la casa è vuota, Milano, Longanesi, 2010. ISBN 978-88-304-2785-3
  • I vestiti delle donne, Siena, Barbera, 2012. ISBN 978-88-7899-533-8
  • Quando il mondo era in ordine, Mondadori, 2015. ISBN 978-88-918-0305-4

Parchi pubblici e piste ciclabili[modifica | modifica wikitesto]

Piste ciclabili[modifica | modifica wikitesto]

A Rovereto ci sono quattro grandi vie ciclabili principali che percorrono la città da Nord a Sud e da Est a Ovest. A queste vie principali si aggiungono altri percorsi interni ai quartieri. Le ciclabili a Rovereto sono pensate sia per gli spostamenti dei cittadini che per i turisti che ogni anno arrivano in città.

Stazione bike sharing a Rovereto
Mappa piste ciclabili di Rovereto

Le ciclovie principali sono:

  • Pista Longa
  • Pista del Leno
  • Pista della Roggia 
  • Pista del Lavoro

Le ciclabili sono segnalate con dei cartelloni creati appositamente, con delle mappe posizionate lungo il percorso facili da utilizzare anche per i turisti.

La costruzione e lo sviluppo delle ciclabili serve per promuovere l'utilizzo della bici come mezzo di trasporto alternativo, verde, sicuro, salutare ed economico.

Il comune di Rovereto ha istituito anche un servizio di bike sharing e-motion dove la “e” sta per electric. A Rovereto sono attive 18 stazioni di bike sharing dotate di numerose biciclette con pedalata assistita. Il funzionamento è semplice e innovativo e si avvale anche di una app per prenotare la bicicletta.

La mappatura delle piste ciclabili di Rovereto è consultabile su Openstreemtap che è un progetto collaborativo finalizzato a creare mappe a contenuto libero di tutto il mondo. Fa parte del progetto Wikimedia Italia - Associazione per la diffusione della conoscenza libera.

I metri totali di ciclabile attualmente (2020) presenti nel comune sono 30.725 m divisi fra ciclabili in sede propria, ciclo-pedonale e corsia riservata.

Giochi inclusivi parco Perlasca

Parchi pubblici[modifica | modifica wikitesto]

A Rovereto ci sono diversi parchi pubblici e giardini:

- i parchi e giardini comunali sono 30 per una superficie complessiva di circa 151.000 mq;

- le aree verdi stradali (aiuole, isole centrali delle rotatorie, zone verdi non conteggiate nei parchi e giardini, ...) sono 73 per una superficie complessiva di circa 93.000 mq.

Totale di 244.000 mq di verde urbano. 

La maggior parte è attrezzata con giochi per i bambini, mentre altri sono dotati di campi da calcio e altri impianti pubblici. In particolare il parco pubblico dei Giardini Perlasca è un parco accessibile a tutti con giochi e attrazioni per disabili e panchine che consentono soste o pic nic anche a chi si trova in condizioni di utilizzare la sedia a rotelle.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Davide Simoncelli

Campioni olimpionici di Rovereto[modifica | modifica wikitesto]

Davide Simoncelli[modifica | modifica wikitesto]

Davide Simoncelli, nato il 30 gennaio 1979 a Rovereto, è stato uno sciatore alpino italiano ed è un allenatore di sci alpino.

Ha iniziato a sciare fin da piccolo grazie alla passione del padre Rinaldo che era maestro di sci sulle piste trentine del paese di San Valentino – Brentonico.

All’inizio prediligeva lo slalom ma ben presto si specializzò nelle discese da gigantista.

Nel 1995 partecipò alle prime gare FIS (Federazione Internazionale Sci).

Nel 1999 debuttò ai mondiali Juniores ed esordì in coppa Europa nel dicembre del 1999 a Valloire.

Sempre nel 1999 debuttò in Coppa del Mondo a Madonna di Campiglio.

E’ stato un atleta delle Fiamme Oro.

Ha partecipato a 3 Olimpiadi invernali:

- Torino 2006 (qualificazioni slalom gigante)

- Vancouver 2010 (20° posto in slalom gigante)

- Soči 2014 (17° posto slalom gigante)

Ha disputato 131 gare di Coppa del Mondo ottenendo 2 vittorie e per due volte arrivò quarto nella classifica finale della Coppa del Mondo di slalom gigante.

Si ritirò dalle gare agonistiche nel 2016 e divenne allenatore del comitato trentino FISI.

Vigilio Fait - Olimpiadi di Pechino 2008

Vigilio Fait[modifica | modifica wikitesto]

Vigilio Fait è uno sportivo italiano nato il 14 ottobre 1962 a Rovereto.

La sua specialità sono le gare con la pistola ad aria compressa a 10 metri e la pistola libera a 50 metri.

Ha iniziato a praticare questo sport verso i trent’anni (esattamente nel 1989).

Il padre era un tiratore appassionato di armi da fuoco, e da questo è nata la passione per le armi sportive.

Pur avendo iniziato a sparare tardi, questo non gli ha impedito di cogliere splendidi allori internazionali.

Ha partecipato a tre olimpiadi: Atlanta 1996, Sidney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008. Senza contare numerosi mondiali ed Europei.

E' il delegato per la provincia di Trento dell'Unione Italiana Tiro a Segno.

Eventi 1996

Olimpiadi estive

Atlanta

2000

Olimpiadi estive

Sidney

2004

Olimpiadi estive

Atene

2008

Olimpiadi estive

Pechino

Pistola da 50 metri 20° 12° 17°
Pistola ad aria

compressa da 10 metri

17° 27° 23°

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. A.Bonomi - M.P.Betta, "Quattro passi per Rovereto...", A.Bonomi, Trento, 2006

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]