Provincia autonoma di Trento

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La provincia autonoma di Trento è una delle 2 province del Trentino-Alto Adige. Il capoluogo di provincia è Trento. Il Trentino-Alto Adige è una regione autonoma. Ha statuto speciale dell’Italia nord orientale con capoluogo Trento. Il Trentino-Alto Adige ha due province: la provincia autonoma di Trento (il Trentino) e la provincia autonoma di Bolzano (Alto Adige). Ha 1.074.524 abitanti (1° gennaio 2019). Il suo territorio è per il 100% montuoso ed il 75% circa è sopra i 1000 metri di altezza. Nella provincia di Bolzano esiste il bilinguismo: oltre che alla lingua italiana si parla anche il tedesco. I cartelli stradali, soprattutto in Alto Adige sono in entrambe le lingue.


Confini[modifica | modifica wikitesto]

Confina con:

Geografia del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il Trentino-Alto Adige è una regione del Nord-Italia. La cui area è di 13606 km2 : il Trentino ha una superficie di 6207 km2 , mentre l’Alto Adige ne ha una di 7398 km2 . Il 75% circa si estende sopra i 1000 metri dove ci sono molti piccoli laghi. Il Trentino è basato particolarmente sull’agricoltura, ma anche il turismo, non manca sulle montagne (soprattutto in inverno).

Valli del Trentino[modifica | modifica wikitesto]

Valle di Sole[modifica | modifica wikitesto]

E' situata a nord ovest del Trentino, fra il gruppo delle Dolomiti di Brenta e il gruppo dell'Adamello a sud, e a nord, fra la Catena delle Maddalene e il gruppo Ortles-Cevedale. Nella Val di Sole sono presenti la Val di Peio e la Val di Rabbi che fanno parte del Parco Nazionale dello Stelvio, che si estende tra le province di Sondrio, Trento e Bolzano. E' adiacente alla Val di Non e insieme vengono chiamate "Le valli del Noce", essendo attraversate dal torrente Noce. Ha una popolazione di circa 15000 persone. I piatti tipici sono: la torta di patate, la minestra d'orzo, gli gnocchi di nosline, la minestra di fregolotti. Le principali località sono Dimaro, Passo Tonale, Pejo e Rabbi.

Val di Non[modifica | modifica wikitesto]

E' la più grande valle del Trentino e si trova verso ovest. E' delimitata a oriente dai Monti Anauni, separandola dalle Val dell'Adige e dalla Bassa Atesina a occidente dalle Dolomiti di Brenta, mentre a nord-ovest, dove nasce la Val di Sole, dalla Catena delle Maddalene; confina infine a settentrione con la Val d'Ultimo e l'Alto Adige. Il centro abitato più famoso è Cles. E’ famosa in tutta Italia per la produzione di mele Melinda ma anche per il grande numero di piccole località. Il suo territorio ha un’ estensione di 596,74 kmq. La Val di Non e la Val di Sole sono anche note come "Le valli del Noce". I laghi più importanti sono: il lago artificiale di S. Giustina e i laghi di Tovel e Smeraldo. Nella Val di Non sorgono anche molti castelli, come Castel Thun. E' anche importante il Santuario di San Romedio, patrono della valle. Il dialetto è il noneso. I piatti tipici sono il tortèl di patate e i dolci con le mele.

Val Rendena[modifica | modifica wikitesto]

E' circondata dall'Adamello, dalla Presanella e dal Gruppo di Brenta. E’ percorsa dal Fiume Sarca e include nel proprio territorio località turistiche molto famose.

Valle dei Laghi[modifica | modifica wikitesto]

Ospita il capoluogo di provincia, Trento e la sua montagna, il Bondone, e si estende da est a ovest. ====Val di Ledro e Valle del Chiese Sono situate nel sud ovest del Trentino. Le località più conosciute sono Pieve e Molina di Ledro.

Valsugana[modifica | modifica wikitesto]

E' situata tra la Vigolana e la catena del Lagorai. Si trova nel Trentino orientale e comprende le aree turistiche dei laghi di Levico e di Caldonazzo, la Valle dei Mocheni, la parte meridionale della catena del Lagorai, il Gruppo Rava-Cima d'Asta e le colline del Tesino. Il centro più popoloso è Pergine seguito da Borgo Valsugana.

Val di Cembra[modifica | modifica wikitesto]

E' situata nel Trentino orientale. Oltre al turismo il settore economico principale è costituito dalla estrazione del porfido.

Val di Fiemme[modifica | modifica wikitesto]

Si estende da ovest ad est segnando il confine con l'Alto Adige. E’percorsa dal fiume Avisio. Particolarmente sviluppata è la pratica delle discipline nordiche

val di Fassa[modifica | modifica wikitesto]

Ha conosciuto un intenso sviluppo turistico invernale per la presenza del famoso carosello Dolomiti Superski. Le cime principali sono i gruppi dolomitici della Marmolada, del Catinaccio, del Sella, del Sassolungo e del Latemar. Le località principali sono Moena e Canazei.

Valli Giudicarie[modifica | modifica wikitesto]

Sono racchiuse in un vasto territorio collinare a vocazione spiccatamente agricola che comprende le aree delle Terme di Comano, Banale del Lomaso del Bleggio, la busa di Tione sino a Breguzzo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Ha un clima continentale e alpino di alta montagna, può variare in base ai venti, all’altitudine e alla presenza di laghi come quello di Garda: questi fattori possono conferire un clima mediterraneo al Trentino-Alto Adige.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Paleolitico e le prime popolazioni[modifica | modifica wikitesto]

La storia del Trentino parte nel paleolitico superiore in cui i ghiacciai coprivano buona parte del territorio; in seguito i ghiacciai hanno cominciato a ritirarsi e poi nell’età del ferro hanno cominciato a stabilirsi delle popolazioni. I primi furono i Reti e i Galli, poi ci furono i Romani.

Dalla caduta dell’Impero Romano alla nascita del Principato Vescovile[modifica | modifica wikitesto]

Con la caduta dell’impero romano, le Alpi erano un buon territorio da conquistare per i barbari. Alla metà dell’anno 500 i Longobardi crearono il ducato di Trento, considerato di importanza strategica, anche nell’impero Carolingio. Il territorio alpino era sempre più considerato autonomo, anche dopo la caduta del Sacro Romano Impero questo territorio era voluto dai regnanti. Dopo molte conquiste il Trentino-Alto Adige venne ceduto al regno tedesco e dai tedeschi venne conquistato dalla Baviera. La nascita del Principato Vescovile di Trento, nel 1027, è una conseguenza della politica dell'imperatore Corrado II il Salico. I vescovi non avevano diritto a un successore e questa era una scelta dell'imperatore e per evitare che le dinastie dei vescovi prendessero il controllo.

La nascita della comunità di Fiemme e gli avvocati della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

I primi due secoli furono di grande prosperità: quando vennero firmati i Patti Gebardiani, nacque la Magnifica Comunità di Fiemme, prima comunità repubblicana, senza vassallaggio. Il potere dei principi-vescovi non si estendeva al di fuori della regione e Federico Wanga rafforzò il potere vescovile. Con la concessione del Comitato di Trento, il vescovo ebbe dei poteri principeschi, molto estesi per l’epoca: era sotto l’imperatore nella piramide politica, esercitava le sue funzioni pubbliche, ma la sua carica ecclesiastica gli impediva di comandare, difendere il territorio e imporre le leggi. Nacque l’avvocato della Chiesa: per la prima volta l’incarico fu affidato ai conti di Flavon, poi ai conti del Tirolo che fecero diventare questo incarico ereditario, facendoli così acquistare molto potere, anche se, essendo vescovi, non avrebbero avuto il diritto di governare.

La Contea del Tirolo e l’Impero Asburgico[modifica | modifica wikitesto]

Questo fatto porterà il casato del Tirolo a conquistare gran parte del Trentino, ponendo le basi alla futura “Contea del Tirolo”. La casata tirolese si estinse nella seconda metà del 1300 con la morte di Mainardo III, che lasciò i possedimenti ai duchi d’Asburgo e da lì il Trentino entrò nell’Impero Asburgico fino alla fine della prima guerra mondiale (1914-1918).

Bernardo Cles e l’indebolimento del potere temporale[modifica | modifica wikitesto]

Il principato vescovile sopravvisse agli sconvolgimenti politici che si verificarono negli anni prima del 1500 e si rafforza con l'investitura di Bernardo Cles: cardinale, cancelliere dell'Impero e appartenente a una nobile famiglia fedele agli Asburgo; lui preparò il Principato a fare una riunione conciliare che si è tenuta solo dopo la sua morte e che mise il Trentino al centro degli eventi politici europei per circa vent’anni. In onore della figura di Bernardo Cles vennero costruite varie opere architettoniche edificate nella città e nei dintorni di Trento, la stesura del “Codice Clesiano”, che era un rinsaldamento dei diritti del Principato ed una riorganizzazione dei suoi rapporti con il Contado regolata dagli “Statuti Clesiani”. Al governo di Bernardo Cles succedette la dinastia dei Madruzzo per un secolo, seguiti da contese tra i conti tirolesi e la casa d’Austria (subentrata nel 1665). Il potere temporale si indebolì, così che Pietro Vigilio Thun fu l’ultimo principe - vescovo con il potere temporale.

Dal 1700 al 1900[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1700 e il 1800 il Trentino fu governato da Maria Teresa d’Austria e dal figlio Giuseppe II: in questo periodo la regione perse molta autonomia, ma ci furono molte riforme. Nel 1796 Napoleone invase Trento, poi passò all’Austria e con gli accordi di Presburgo nel 1805 il Trentino Alto Adige divenne territorio della Baviera. Nel 1809 ci fu l’annessione alla Baviera e una rivolta popolare guidata da Andreas Hofer, capo di contadini. Nel 1815 il Trentino Alto Adige tornò a far parte dell’Austria, fino al 1848, quando la regione divenne autonoma.

Il Trentino durante le due guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Il Trentino Alto Adige nel dopo guerra e la nascita dell’autonomia locale[modifica | modifica wikitesto]

l’italia entra in guerra nel 1940, ma poi nel 1945 le truppe alleate invadono Trento e Bolzano. L’autonomia della regione Trentino Alto Adige nasce dopo un accordo firmato il 5 settembre 1946 a Parigi dai Ministri degli Esteri di Italia e Austria, Alcide Degasperi e Karl Gruber. L’autonomia fu voluta dalle potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, per tutelare la minoranza di lingua tedesca, perché si era deciso di non concedere la riunificazione del Sudtirolo all’Austria. L’accordo divenne un allegato al trattato di pace degli Alleati con l’Italia. Le ragioni di un’autonomia così grande sono dovute sia alla tradizione autonomistica del territorio alpino in cui si trova la Regione Trentino Alto Adige, sia al pensiero di Alcide Degasperi di risolvere il problema della convivenza fra gruppi linguistici diversi (italiano e tedesco) con il riconoscimento dell’autonomia di questo territorio, soprattutto della lingua e della cultura. L’articolo 1 dell’Accordo di Parigi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 24 dicembre del 1947, afferma che: "Gli abitanti di lingua tedesca della Provincia di Bolzano e quelli dei vicini comuni bilingui della provincia di Trento godranno di completa eguaglianza di diritti rispetto agli abitanti di lingua italiana, nel quadro delle disposizioni speciali destinate a salvaguardare il carattere etnico e lo sviluppo culturale ed economico del gruppo di lingua tedesca". Nell’articolo 2 viene riconosciuto alle popolazioni del Trentino Alto Adige l’esercizio di un potere legislativo ed esecutivo autonomo. Il 26 febbraio del 1948 fu approvato il primo Statuto d’autonomia, con legge costituzionale del Parlamento italiano. Lo schema era tripolare, con la Regione e le due Province di Bolzano e di Trento. Nella convivenza tra italiani e tedeschi ci sono state alcune difficoltà, per cui è stato creato il Secondo Statuto, approvato dal Parlamento italiano il 10 novembre 1971. Esso assegna alle due Province di Trento e di Bolzano un vasto numero di competenze legislative, che prima erano della Regione; poi pian piano anche altre funzioni che prima erano dello Stato sono passate alle province. Fra le novità introdotte dal nuovo Statuto vi è la tutela, oltre che della minoranza di lingua tedesca, anche delle altre minoranze locali presenti sul territorio regionale, come i ladini di entrambe le province.


Comuni[modifica | modifica wikitesto]

La provincia è composta da 217 comuni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]