Nichel

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Nichel
Aspetto dell'elemento
Nichel allo stato solido
Dati fisico/chimici
Cobalto ← Nichel → Rame
Numero atomico 28
Simbolo Ni
Temperatura di fusione
Temperatura di ebollizione
Anno della scoperta
Scopritore


Il nichel ha simbolo Ni e numero atomico 28. Il nome deriva dal nome svedese Nickel, diminutivo di Nicolaus, anticamente associato a persona da poco, folletto. Esiste poi il derivato tedesco Kupfernickel, cioè “rame del diavolo”, nome dato dai minatori a questo elemento un tempo senza valore.

Dove si trova in natura[modifica | modifica wikitesto]

Costituisce circa il 0,01% della crosta terrestre. Le riserve maggiori di nichel sono in Australia e Nuova Caledonia e ammontano a circa il 45% delle riserve totali note. È spesso presente in lega nei meteoriti.

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica wikitesto]

  • È un metallo duro, duttile, malleabile, di colore grigio chiaro.
  • È ferromagnetico, cioè ha la proprietà di magnetizzarsi sotto l'azione di un campo magnetico esterno e di rimanerlo a lungo dopo che il campo magnetico si annulla.
  • Temperatura di fusione: 1453 °C.
  • Temperatura di ebollizione: 2913 °C.
  • Densità: 8.90 g/cm³.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

il nichel e le sue leghe vengono largamente utilizzati per il rivestimento di altri metalli e per la produzione di parti di dispositivi elettronici.

Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

La principale fonte di esposizione al nichel è il consumo orale poiché questo metallo si trova sia nel cibo che nell'acqua ed è presente come elemento contaminante per cause umane. Alcuni esempi: rubinetti di nichel che contaminano le acque ed il suolo, sottoprodotti industriali dell'attività di miniere e fonderie, uso di pentole e tegami in leghe di nichel, uso di piatti dipinti con vernici contenenti nichel. Altre forme di esposizione sono quella aerea: aria inquinata dalle raffinerie di nichel, combustione dei carburanti fossili, fumo di tabacco, Il contatto della pelle con gioielli, monete, shampoo e detergenti è un'altra forma di esposizione al nichel.

La maggior parte del nichel assorbito quotidianamente dagli umani è rimosso dal nostro corpo naturalmente tuttavia le dosi massicce o l'esposizione cronica possono rappresentare un rischio professionale a causa della sua tossicità acuta e della sua cancerogenicità. Alcune persone possono mostrare ipersensibilità al nichel che si manifesta sulle zone della pelle esposte ad esso.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Wikipedia

Chimica-Onlineù

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel libro "Il sistema periodico" di Primo Levi il sesto capitolo è dedicato al Nichel. Questo racconta del primo lavoro di Levi, subito dopo la laurea, nei laboratori chimici della miniera (l'amiantifera di Balangero, anche se Levi non la nomina mai).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]