Museo delle Grigne

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Il Museo delle Grigne è un museo di Esino Lario in provincia di Lecco, nel parco vicino a Villa Clotilde.

Museo delle Grigne
Villa Clotilde

Il museo è su due piani, il primo con reperti archeologici, il secondo con strumenti del nostro passato.

All'interno ci sono sale per le conferenze, per le attività per bambini, servizi ecc. Nel museo delle Grigne si trovano: fossili, oggetti antichi che si usavano ad Esino Lario, costumi tradizionali e oggetti dei popoli antichi (Celti e Romani) che si sono stabiliti ad Esino, con le spiegazioni.

Il Museo delle Grigne è stato il primo museo nella provincia di Lecco: è stato creato negli anni Trenta dal parroco di allora, don Giovanni Battista Rocca.

Nel 1967, il consiglio comunale di Esino lo ha dotato di uno statuto.

Nel 2005 viene terminata la nuova sede del Museo delle Grigne, costruita in collaborazione con il Parco Regionale della Grigna Settentrionale.

Il museo è gestito dall'Associazione Amici del Museo delle Grigne, che è un'associazione onlus per la tutela e la valorizzazione di ambiente, natura e cultura del territorio delle Grigne.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Come curiosità abbiamo degli animali impagliati, i manichini rappresentanti Celti e Romani vestiti e arricchiti dalla presenza di gioielli e le foto di esinesi che utilizzano gli arnesi esposti al piano superiore.

La cartella che si trova all'entrata del primo piano è fatta di legno e, se serviva, poteva essere usata come slittino, quando c'era la neve per andare a scuola oltre che come zaino di scuola in cui mettevano i libri i bambini.

Al piano superiore si trova una tazza, somigliante ad una caraffa, che usavano i malati per non sbrodolarsi stando sdraiati nel letto e un tritacarne che usavano le nostre bisnonne ai loro tempi.

Anche all'interno di villa Clotilde si trova una parte del museo che consiste nella collezione di farfalle e insetti.

Fossili[modifica | modifica wikitesto]

Un fossile del museo
Gigantogonia aldovrandi, un fossile conservato al Museo delle Grigne

La collezione di fossili si trova al pian terreno del Museo delle Grigne nelle vetrine vicino all'entrata.

I fossili, nel lontanissimo passato, sono stati animali viventi che morendo sono rimasti in delle pozze fangose e nel corso dei millenni si sono pietrificati e adesso, se ritrovati, sono esposti nei musei paleontologici di tutto il mondo. I fossili delle Grigne sono principalmente di animali marini perché all'epoca quelle che adesso sono le montagne dove si trova Esino Lario erano fondali marini sommersi dall'acqua: l'Africa nel corso dei millenni si è mossa verso nord spingendo contro l'Italia e formando le Alpi, che da fondale marino sono diventate le nostre montagne.

I fossili sono di dimensioni piccole e medie, nelle vetrine ci sono soprattutto lumache staccate dal guscio con la loro forma impressa nel pezzo di calcare, crostacei e altri esseri pietrificati nelle rocce.

I fossili sono stati trovati tutti nei dintorni Esino Lario e raccontano l'origine del nostro territorio.

Passeggiando per le Grigne è ancora possibile trovare dei fossili, i quali, se trovati, devono essere consegnati al Museo delle Grigne in quanto il territorio è parte del Parco regionale della Grigna settentrionale.

I fossili sono i reperti più antichi e non si possono toccare, anche se durante le visite delle scolaresche, viene spesso data l'opportunità di toccare un fossile di una chiocciola.

Antonio Stoppani scrisse il libro Les pétrifications d'Esino e a quel tempo rimasero tutti stupiti di vedere forme viventi pietrificate mentre adesso è comune vederli nei musei. In questo museo non sono presenti fossili di piante come le alghe e una parte di fossili sono ancora incastrati nelle rocce in cui si sono trasformati in roccia, principalmente di calcare.

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Gioielli e stoviglie[modifica | modifica wikitesto]

Tre orecchini

Le fibbie, le spille, altri gioielli e le stoviglie si trovano al primo piano, nella sezione archeologia del museo. Le stoviglie sono fatte di ferro e si utilizzavano per mangiare. Anche le fibbie sono realizzate in ferro e avevano forme diverse: quadrate, rettangolari, rotonde e triangolari. Servivano per chiudere le cinture o si mettevano sulle scarpe.

Le spille erano fatte di ferro ed erano di forme diverse, servivano per chiudere le tuniche, i mantelli, le giacche, le camicie, al posto delle cerniere o dei bottoni.
Una fibula, ovvero un'antica spilla

Poi ci sono anche i gioielli:

  • braccialetti
  • collane
  • orecchini
  • anelli.

I braccialetti erano fatti di metallo e non in oro o argento, così come le collane. Gli orecchini come al solito erano fatti di metallo come adesso. Gli anelli erano piccoli e come tutti i goielli erano fatti di metallo.

Non erano fatti di metalli che oggi consideriamo preziosi, ma di semplice ferro. Anche gli uomini indossavano i gioielli proprio come le donne.

Nel museo al piano dell'archeologia ci sono anche dei manichini in legno raffiguranti uomini di popolazioni che hanno abitato l'area di Esino Lario nel passato: sono stati realizzati da Paolo Boncompagni e indossano vestiti principalmente realizzati in pelle e lana. Gli uomini usavano mantelli, e armature. Si lavavano i capelli con la pipì,e serviva per renderli gialli e più belli.

Armi[modifica | modifica wikitesto]

Una spada piegata

Al piano terra, nella parte dei reperti archeologici, si possono osservare le armi, cioè oggetti che l'uomo usava per combattere, difendersi e per cacciare, come:

  • spade piegate
  • coltelli
  • punte di freccia.

Le spade sono piegate perché quando un grande guerriero moriva, si piegava la sua spada in modo che nessuno la potesse più usare.

punta di freccia eneolitica

Nel museo si trovano anche dei vasi chiamati urne funebri che servivano per contenere le ceneri dei morti. A Esino inferiore (in dialetto "psciac") sono stati trovati molti reperti romani, mentre a Esino superiore ("cres") sono stati trovati molti reperti dei celti.

I celti sono chiamati anche galli perché i romani li chiamavano in quel modo perché venivano dalla Gallia.


cuspide di lancia

La cuspide di lancia è la punta in metallo che veniva attaccata ad un pezzo di legno, che serviva ad uccidere gli uomini.


umbone di scudo

L'umbone di scudo serviva per difendere il guerriero dagli attacchi nemici.


rappresentazine di un guerriero celtico

Il guerriero che potete osservare in questa fotografia è una rappresentazione di un guerriero celtico.

Come potete osservare è un guerriero ben armato, ha una spada per combattere e uno scudo per difendersi dagli attacchi nemici.

Venite a visitare il museo qui non troverete fossili e reperti trovati in altri paesi ma solo fossili e reperti trovati a Esino.

Non vi annoierete anzi vi divertirete, perché in questo museo scoprirete tante cose nuove sul nostro passato.

Etnografia[modifica | modifica wikitesto]

Costume tradizionale[modifica | modifica wikitesto]

Il costume tradizionale

Nel Museo delle Grigne di Esino Lario al secondo piano si può ammirare il costume tradizionale usato dalle donne di Esino.

I costumi di una volta di Esino Lario sono particolari: le donne indossavano un décolleté rosso, con dei lacci al centro e, per decorare, dei fiori di vari colori, uno scialle rosso ed un fazzoletto sulla testa. Sotto al décolleté c'era una gonna nera lunga fino alle caviglie, mentre sui piedi si portavano degli zoccoli di legno.

Le donne portavano particolari acconciature per raccogliere i capelli: gli chignon.

Invece nei giorni di festa si indossava una camicia bianca, un sopra camicia marrone chiaro con i bordi rossi e dei lacci incrociati per chiuderla, una gonna nera con delle righe rosse e dei fiori e in fine si portava un fulart.

L'arazzo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Museo delle Grigne di Esino Lario, esposto al secondo piano, c'è un telaio per la realizzazione degli arazzi.

Gli arazzi venivano fatti con dei fili colorati e poi si cominciava a filare fino alla fine.

Il telaio è una macchina per tessere e realizzare quadri, tappeti o appunto arazzi che in passato venivano usati da come decorazioni per le chiese o le abitazioni dei ricchi.

Per completare un arazzo ci vuole più di un anno, infatti l'arazzo esposto al Museo delle Grigne è incompleto.

Se si vogliono vedere gli arazzi completati, bisogna andare alla Chiesa di San Vittore di Esino Lario.

Fu un prete, don Gianbattista Rocca che veniva dalla Brianza, ad insegnare alle donne esinesi a realizzare gli arazzi, perché così esse non dovevano andare lontano da Esino per lavorare. Fu così fondata nel 1936 la Scuola dei arazzi di Esino Lario.

Nel 2017 dall'11 Settembre all'8 ottobre è stato esposto in mostra alla Triennale di Milano un grande arazzo realizzato dagli artisti dell'Arazzeria di Esino Lario.

Franco Alquati, autore dell'Arazzo che era in mostra, nato nel 1942 e scomparso nel 1983, è tuttora invece considerato uno dei più importanti pittori Lecchesi del dopoguerra.

Col tempo venne invece acquistata una maggiore confidenza con la tecnica tessile sotto la guida esperta del fondatore il quale intrattenne relazioni con importanti personalità del mondo artistico.

La lavorazione della lana[modifica | modifica wikitesto]

Il Fuso

La filatrice indossava sul grembiule un pezzo di cuoio, per proteggere i vestiti durante la lavorazione della lana.

Fuso[modifica | modifica wikitesto]

Per mantenere la rotazione continua il fuso doveva avere un certo spessore e un certo peso.

A una delle estremità appuntite del fuso veniva fissata la cocca, un nodo fatto per trattenere il filo, facendo sì che l'asse fosse allineato verticalmente con il filo.

Il filo avvolto all'estremità inferiore del fuso era fissato al fine di non farlo scivolare.

Attrezzi agricoli[modifica | modifica wikitesto]

Aratro del 1700

Gli attrezzi agricoli si trovano nel secondo piano del museo nella sezione etnografica.

Aratro[modifica | modifica wikitesto]

L'aratro è uno strumento che serve per vangare i campi, scava dei solchi dove poi il contadino semina. È fatto di ferro e di legno ed è trainato dagli asini o dai bue e dai cavalli.

Gerla[modifica | modifica wikitesto]

Gerla o berla

La gerla è una cesta fatto di nocciolo intrecciato o da salice che si porta sulla schiena come uno zaino; se l'intreccio è fine si usa per portare nocciole, castagne e funghi, con l'intreccio grande il fieno, la paglia e legna.

La gerla in dialetto esinese si dice berla.

Ranza[modifica | modifica wikitesto]

La ranza parola in dialetto per dire falce, è uno strumento che ha il manico di legno e una lama di ferro per tagliare l'erba che fatta seccare diventerà fieno.

Ranzet è una specie di falcetto solo per tagliare l'erba, e rispetto alla falce ha il manico più corto.

Taglia paglia[modifica | modifica wikitesto]

Taglia paglia o trita paglia

Il taglia paglia serviva per tagliare la paglia, è fatto tutto di legno e ha la lama di ferro.

Collare per vitello[modifica | modifica wikitesto]

Il collare per vitello è fatto di legno e ferro; è usato per legare i vitelli e le mucche.

Accetta[modifica | modifica wikitesto]

L'accetta è uno strumento che serve per tagliare gli alberi, è fatta di ferro e ha il manico di legno.

Sega per assi[modifica | modifica wikitesto]

Sega per assi

La sega per assi si usa per tagliare il legno e farlo diventare asse, è fatto di legno e la parte dove si taglia il legno è fatta di ferro.

Zangola[modifica | modifica wikitesto]

La zangola serve per fare il burro è fatta tutta di legno.

Il burro estratto dalla zangola veniva dapprima impastato per fare uscire tutto il latticello.

Falcetto[modifica | modifica wikitesto]

Il falcetto serve per tagliare i rami ed è fatto di ferro con manico di legno.

Caldaro su braccio girevole[modifica | modifica wikitesto]

Il caldaro serve per scaldare il latte e per fare il formaggio o la ricotta.

Spersola[modifica | modifica wikitesto]

La spersola serviva per raccogliere il siero colato del formaggio durante la compressione.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Slitta per villeggianti

Al secondo piano del museo, nella sezione etnografica, ci sono i mezzi di trasporto di un tempo: pattini da ghiaccio, slitte e scarpe.

Slitta[modifica | modifica wikitesto]

La slitta è fatta di legno, è vicino a una foto di Pietro Pensa perché la usava per andare sui monti.

La storia di Pietro Pensa[modifica | modifica wikitesto]

La mamma di Pietro Pensa è arrivata con suo marito a Varenna da Milano con il treno.

Però il papà di Pietro voleva a tutti i costi che il bambino nascesse a Esino, quando arrivarono a Varenna presero la slitta, che adesso è esposta nel museo, e arrivarono a Esino Lario, poi subito dopo partorì.

Pattini[modifica | modifica wikitesto]

Un paio di pedule

I pattini sono fatti di pelle con una sottile lama di metallo posta nella parte inferiore, si usavano per andare su e giù per le strade quando, in inverno, erano ghiacciate.

Le usavano per lo più gli adulti perché andavano a lavorare o a fare la spesa.

Scarpe[modifica | modifica wikitesto]

Le scarpe (pedule) si trovano al secondo piano, sono fatte di pelle e si allacciano con le stringhe.

La calzatura è confezionata con pezzi di stoffa, la suola è costituita da 9 strati di stoffa cuciti fra loro, a questa è assicurata la tomaia, mediante cucitura.

Servizi e attività[modifica | modifica wikitesto]

Nel museo di Esino Lario ci sono reperti archeologi, strumenti del passato, fossili e curiosità.

Alunni della scuola di Esino Lario in visita al Museo delle Grigne.

Nel museo ci sono molti servizi:

  • salone per conferenze,
  • laboratori e presentazioni,
  • servizi pubblici,

E anche possibile svolgere diverse attività:

  • giochi educativi tipo l'evoluzione dell'uomo,
  • il gioco della frutta e della verdura fatto da noi bambini della scuola primaria di Esino Lario insieme a una ragazza di nome Francesca nel laboratorio nell'anno scolastico 2016/2017, per capire insieme il periodo giusto per mangiare la frutta o verdura più buona e gustosa
  • cruciverba,
  • schede da colorare dei costumi tipici ecc.,
  • libri da consultare e depliant (libricino che spiega il museo) e guide per aiutare la gente a capire il significato del museo.

I bambini di 1^ e di 2^ della scuola si stanno impegnando nel costruire altri giochi nel laboratorio "Un museo (quasi) dietro casa" nell'anno scolastico 2017/2018.

Ecomuseo delle Grigne[modifica | modifica wikitesto]

Il logo dell'Ecomuseo delle Grigne

L'Ecomuseo delle Grigne aiuta la relazione tra l'uomo e la montagna. Raccoglie, conserva e aiuta quello che di bello c'è sul territorio, tesori immateriali e paesaggistici delle Grigne e di Esino Lario in provincia di Lecco.

L'Ecomuseo delle Grigne è riconosciuto dalla regione lombardia ed è a misura di bambino.