Mario Bardi

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Mario Bardi

Mario Bardi.jpg
Mario Bardi nel 1973.

Nome
Cognome
Sesso
Luogo di nascita
Data di nascita
Luogo di morte
Data di morte
Attività
Mario Bardi
Bardi
M
Palermo
gennaio 1922
Milano
7 settembre 1998
pittore


Mario Bardi (Brescia, 1922 - Palermo, 7 settembre 1998), è stato un pittore italiano del Realismo . È considerato il maestro del Realismo magico, realizzando opere di denuncia sociale, in particolare sulla storia della Sicilia. Fondò un movimento artistico chiamato Aleph a Milano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bardi Mario nel 1947, abbandonati gli studi d'ingegneria, e decide di iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Palermo, dove si diploma in pittura nel 1951. Mentre è allievo all'Accademia vince un premio per la Pittura alla "I Mostra Nazionale delle Accademie di Belle Arti" a Roma nel 1950, e una borsa di studio per giovani artisti messa in palio dalla Regione Sicilia.

Nel 1951, si trasferisce ad Aosta dove allestisce la prima mostra personale. Successivamente è a Torino, dove dal 1954 al 1958 si dedica a lavori di arti decorative e anche alla ceramica. Trasferitosi a Milano, insegna Disegno e Storia dell'arte. Tiene numerosissime mostre personali in Italia e all'estero, tra le quali si ricordano le mostre milanesi nelle "Gallerie 32" (1964 e 1967) e Galleria "L'Agrifoglio" (1969). Ottiene numerosi premi nazionali, tra cui il Suzzara nel 1963 e il Premio Tettamanti nel 1964 e 1966.

Nel 1993 la Regione Sicilia gli dedica un'importante esposizione all'Albergo dei Poveri di Palermo.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

E' con il suo arrivo a Milano che matura nel pieno movimento realista anche per la sua stretta frequentazione con il critico d'arte Raffaellino De Grada e con il gallerista Renata Usiglio.

Quasi in una rievocazione della pittura di genere ma in modo diverso, i temi dei soggetti protagonisti delle sue opere degli anni Cinquanta sono gli umili, rappresentati con strutture massicce, pesanti, emblematiche di una condizione esistenziale difficile, carica di fatica e sofferenza.

Dopo il 1955 si fa portatore nella sua pittura, scontento della società, di contenuti di critica e denuncia sociale, rappresentando prima stragi e sciagure avvenute in Sicilia, ma anche l'orrore delle guerre nel mondo.

Dal 1955 al 1965 inizia le serie dei simboli ed icone del sistema oppressivo non più così evidente ma nascosto, i complotti con protagonisti i Vice, i Vicerè, i Cardinali, gli Inquisitori, come già fece in passato ma ora in modo più sottile.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Bardi, "Opere, 1960-1990", Palermo, Albergo dei Poveri, 1993
  • F. Grasso, "Mario Bardi: una evocazione fantastica della realtà siciliana", Palermo, 1998.