Lingue volgari

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Lingua volgare è il modo di definire le lingue derivate dal latino e parlate dal popolo. [1] Il latino volgare era la lingua quotidianamente parlata nell’impero romano, a differenza del latino classico, che era invece la lingua scritta usata per le opere letterarie e insegnata nelle scuole. Mentre il latino classico era una lingua abbastanza conservativa, cioè non subì grandi cambiamenti, il latino volgare si modificò nel corso dei secoli, mescolandosi alle lingue parlate dalle popolazioni che si insediarono in quei luoghi. Questi volgari, evoluti, sono le lingue parlate in Europa e nel resto del monzo romanzo.

Il latino rimase comunque lingua franca della scienza fino al 1800, soppiantata poi dal francese e dall'inglese

Storia del Volgare[modifica | modifica wikitesto]

I primi documenti in volgare si notano nell'anno 1000 circa, come il cosiddetto Placito di Capua, del 960 d.C, che si tratta di un documento giudiziario scritto in volgate toscocampano o anche il Giuramento di Strasburgo, anche se la sua natura volgare non è accettata da tutti i linguisti.

Intorno al 1200 si sviluppa invece la letteratura in volgare, come il Sermon Divin, in volgare lombardo, il Sermon Subalpin in volgare piemontese e anche dei volgari parlati in Francia.

Si ha una grande stabilizzazione nel 1400-1600 con le prime grammatiche e dizionari volgari come:

  • Grammatica Fiorentina di Leon Battista (1440)
  • Thesaurus proverbiorum, raccolta di proverbi lombardi bergamaschi (1605)
  • Varon Milanes, dizionario del lombardo (1606)
  • Tesores de la lengua castellana o española, primo dizionario di spagnolo (1611)
  • Dizionario della Crusca, primo dizionario d'italiano (1612)

Nel frattempo vennero scritte importanti opere in vari volgari: probabilmente la più conosciuta è la Divina Commedia di Dante Alighieri, ma, solo in territorio italiano, possiamo citare:

I volgari in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Grosso modo, possiamo dividere l'Italia in due parti, linguisticamente, tramite la linea Massa-Senigallia:

  • Galloromanza, che ha avuto per molto tempo come volgare di riferimento l'occitano, assumendo il toscano solo con l'arrivo dell'Austria al governo. Si può ricordare anche che il latino nel Ducato di Milano aveva grande considerazione e che nella Repubblica di Venezia la lingua veneta era molto utilizzata e, secondo alcune fonti e dunque senza certezza, anche ufficiale.
  • Italoromanza, ossia la penisola, che ha sempre avuto come riferimento il toscano, con una certa importanza della lingua siciliana nei primi anni di storia volgare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. Dal latino "volgus": "popolo"