Lingua francese

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La lingua francese (in francese français) è una lingua indoeuropea della famiglia delle lingue latine (derivate dal latino). Si parla in Francia ed in altri paesi.

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

L'Africa francofona. In blu sono segnati i paesi in cui il francese è lingua ufficiale o amministrativa, in azzurro quelli ove riveste il ruolo di lingua di cultura privilegiata. In verde sono segnati gli Stati non francofoni facenti parte dell'OIF.
Distribuzione del francese nel mondo.

Diffusa come lingua materna in Francia metropolitana e d'oltremare, in Canada (principalmente nelle province del Québec e del Nuovo Brunswick, ma con una presenza significativa anche in Ontario e Manitoba), in Belgio, in Svizzera, presso numerose isole dei Caraibi (Haiti, Dominica, Santa Lucia) e dell'Oceano indiano (Mauritius, Comore e Seychelles), in Lussemburgo e nel Principato di Monaco, è lingua ufficiale di circa 30 stati ripartiti su tutti i continenti (come eredità dell'impero coloniale francese e, in minor misura, belga), oltre che di numerose organizzazioni internazionali come l'ONU, la NATO, il Comitato Olimpico Internazionale e l'Unione Postale Universale. Costituisce inoltre, insieme all'inglese e al tedesco, una delle tre lingue di lavoro dell'Unione Europea. In Italia è parlato e tutelato in Valle d'Aosta, dove gode di uno status di coufficialità[1] con l'italiano.

Tabella[modifica | modifica wikitesto]

Paesi di madrelingua francese Paesi in cui il francese è lingua ufficiale: Paesi in cui il francese è lingua di insegnamento obbligatoria o lingua amministrativa Paesi in cui il francese è lingua di cultura privilegiata
Belgio (Comunità francese del Belgio) Belgio (Stato federale, Regione vallona, Regione di Bruxelles-Capitale) Algeria Egitto
Canada (Nuovo Brunswick, Québec, minoranze in Ontario e Manitoba) Benin Andorra Israele
Comore Burkina Faso Cambogia Romania
Dominica Burundi Laos USA
Francia(compresi i territori d'oltremare di Martinica, Guadalupa, Saint-Pierre e Miquelon, Guyana francese, Saint-Martin, Saint-Barthélemy, Mayotte, Riunione, Polinesia francese, Wallis e Futuna e Nuova Caledonia) Camerun Libano Vietnam
Haiti Canada (Stato federale, Québec, Nuovo Brunswick, Ontario, corte provinciale dell'Alberta e del Manitoba; territori federali: Nunavut, Territori del Nord-Ovest, Yukon) Marocco
Italia (Valle d'Aosta) Rep. Centrafricana Mauritania
Lussemburgo Ciad Tunisia
Maurizio Comore
Monaco Rep. del Congo
Saint Lucia RD Congo
Seychelles Costa d'Avorio
USA (consistenti minoranze in Louisiana, Maine e New Hampshire) Francia
Svizzera Gabon
Jersey Gibuti
Isole del Canale Guinea
Guinea Equatoriale
Haiti
India (Pondicherry)
Italia (Valle d'Aosta)
Lussemburgo
Madagascar
Mali
Maurizio
Monaco
Niger
Senegal
Seychelles
USA (Louisiana)
Svizzera (Canton Berna, Canton Friburgo, Canton Vaud, Canton Vallese, Canton Neuchâtel, Canton Ginevra, Canton Giura)
Togo
Jersey
Isole del Canale
Vanuatu

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il francese è il risultato delle contaminazioni linguistiche che il latino volgare ha subito nella Gallia romanizzata, a partire soprattutto dal V secolo. Tra i principali idiomi ricordiamo:

  • La lingua celtica, che ha caratterizzato la lingua francese con l’uso delle nasali o delle vocali turbate. Nel lessico sono rimaste meno di cento parole, ne ricordiamo trale principali 4: chemise ("camicia", da CERVESIAM), cervoise ("birra fermentata", da CERVESIAM), baiser ("bacio", BASIUM) e char ("carro", da CARRUM);
  • Il francone occidentale e alcune lingue tedesche parlate dai Franchi. Le parole più conosciute provenienti da questi ceppi sono principalmente termini usati in guerra: épée ("spada", da SPATHA), blesser e blessure ("ferire" e "ferita", da BLESSE), o ancora gagner ("vincere uno scontro", da WAIDANJAN). Alcuni indicano anche i colori (blanc, "bianco", da BLANK), le qualità morali o caratteriali (riche, "ricco"; hardi, "coraggioso", "ardito"; laid, "brutto";) e l’amministrazione territoriale (fief,"feudo", da FEHU; ban, "bando", da BAN; alleu, "allodio", da AL-OD; marquis, "marchese", da MARKA). Dal punto di vista morfologico, il francese ha ereditato dalla lingua francona numerosi suffissi quali –ISK, poi evolutosi in –ois, -ais come nel caso dell’eponimo Français ("francese", da FRANKISK, uomo libero), o ancora il peggiorativo –ARD (in vieillard, "vecchio"; bâtard, "bastardo").

La lingua francese esercitò una notevole influenza sullo sviluppo dell’inglese a seguito della conquista dell'Inghilterra da parte dei Normanni di Guglielmo il Conquistatore (Battaglia di Hastings, 1066). L'anglo-normanno si impose con il suo prestigio come nuova lingua di corte. Con il passare del tempo, tuttavia, i legami politici e culturali tra l’Inghilterra e la Normandia si affievolirono, determinando la perdita di vigore dell’anglo-normanno, che finì con l’essere assorbito dal nativo sassone. Il risultato di tale evoluzione fu la nascita del medio inglese, una lingua che conservava una struttura morfo-sintattica tipicamente germanica, ma che presentava un lessico costituito in gran parte di parole d’origine francese e latina.

Il francese era dal medioevo la lingua dell'aristocrazia e del Re in Inghilterra. Tutte le corti europee lo parlavano, infatti quando Marco Polo scrisse il suo libro delle Meraviglie, lo fece in francese. Poi dopo con la colonizzazione si affermò come la seconda lingua mondiale dopo l'inglese.

Anche Parigi ebbe la sua parte: essendo al centro del potere politico ed economico della Francia, contribuì a rafforzare la posizione del franciano, variante della lingua d’oïl parlato nella regione dell'Île-de-France che cominciò lentamente a imporsi sugli altri dialetti.

Francesco I, il sovrano che promulgò l’Ordonnance de Villers-Cotterêts nel 1539.

Le guerre d’Italia (1494-1559) permisero alla Francia di entrare in contatto con le raffinatezze artistiche e letterarie del Rinascimento italiano. Tale incontro ebbe profonde influenze anche da un punto di vista linguistico, con la nascita di un petrarchismo francese e l’adozione di molti termini latini di origine colta, spesso accolti nella loro forma italianizzata. Nella seconda metà del Cinquecento, il francese parigino cominciò ad essere conosciuto (ma non ancora parlato) in tutto il territorio nazionale, arricchendosi nelle forme grammaticali e nel lessico tramite l'acquisizione di termini filosofici, politici e scientifici attinti direttamente dal latino letterario...

Il XVII secolo (Grand Siècle) è considerato un periodo d'oro per la diffusione della lingua, della letteratura e della cultura francese in Europa. Nel 1635, il cardinale Richelieu fondò l'Académie française, con lo scopo di rendere il francese la lingua della diplomazia internazionale, nonché l'idioma di riferimento per gli scambi culturali tra persone di differente nazionalità. Il trattato di Westfalia (1648), con cui si conclude la sanguinosa Guerra dei Trent'anni, fu redatto in francese, e segnò l'inizio di un'egemonia politica e culturale della Francia destinata a durare fino al 1815. Nel corso della seconda metà del secolo, inoltre, il prestigio della corte di Luigi XIV contribuì a fare del francese la lingua ufficiale delle élite aristocratiche e intellettuali dell'intero continente. Nel frattempo, nella lingua francese ci fu l'adozione di una riforma ortografica volta a normalizzare alcune oscillazioni risalenti all'epoca medievale (Roy divenne Roi; françoys divenne français). Con la pubblicazione del Dictionnaire de l'Académie française (1694), infine, il modello di razionalità e chiarezza con cui la lingua francese e la Francia si identificano ancora oggi si impose in modo definitivo all'interno dei confini nazionali.

Durante l'età dell'Illuminismo, il francese continuò ad affermarsi come lingua della diplomazia e della cultura. La pubblicazione dell'Encyclopédie contribuì inoltre a rafforzare la sua posizione di lingua franca per la divulgazione del sapere tecnico e scientifico. Alcuni tra i testi fondamentali per la nascita della moderna teoria dello Stato risalgono proprio a questo periodo; tra i più importanti, ricordiamo le Lettres persanes (1721), l'Esprit des lois (1748) di Montesquieu, e il Dictionnaire philosophique di Voltaire.

Fu solo con la Rivoluzione che il francese divenne una lingua autenticamente nazionale e popolare. Se fino ad allora, infatti, la maggior parte della popolazione aveva continuato ad esprimersi utilizzando i vari dialetti locali, il Governo repubblicano emanò una serie di decreti atti a trasformare quello che era stato per secoli un idioma di corte nella lingua della Grande Nation. L'istruzione pubblica e gratuita per tutti permise di rafforzare la presenza del francese sul territorio. L'uso dei patois venne scoraggiato e aspramente combattuto, in quanto ritenuto veicolo di ignoranza e di corruzione morale. La lingua nazionale, viceversa, avrebbe dovuto incarnare i valori repubblicani e patriottici di Liberté, Egalité, Fraternité. Nel corso del XIX secolo, con il perfezionamento del sistema scolastico nazionale e la progressiva diffusione della stampa quotidiana, il francese si affermò definitivamente come lingua parlata presso la totalità del territorio nazionale.

Calligramma di Apollinaire

Nel XIX secolo la Francia ha colonizzato gran parte dell'Africa settentrionale, occidentale e centrale (nelle vicinanze del Sahara). I francesi conquistarono questi territori e imposero la lingua francese come lingua ufficiale di quei Stati, ad esempio, veniva usato nelle scuole e all'interno delle istituzioni. Nel corso degli anni il francese è diventata la seconda lingua madre di molte delle popolazioni colonizzate, anche se nell'ambito familiare si parlano ancora le lingue locali. La Francia non possiede più questi territori, che hanno raggiunto l'indipendenza, tuttavia l'uso del francese è ormai radicata all'interno di queste popolazioni.

Nonostante la tradizione normativa di carattere accademico sopravviva ancora oggi, la lingua francese dell'inizio del XXI secolo si caratterizza per la presenza di un certo numero di prestiti linguistici in vari ambiti semantici. Nell'ambito del lessico sportivo e colloquiale, sono particolarmente frequenti gli anglicismi (challenge al posto di défi per indicare la "sfida" in ambito sportivo; match per indicare una partita; score per indicare il "punteggio"; job per indicare i lavoretti stagionali), mentre, al contrario di quanto avviene in Italia, il lessico legato all'informatica o all'economia tende ad essere maggiormente francesizzato (ordinateur al posto di "computer"; disque dur al posto di "hard disk"; souris al posto di "mouse"; pourriel al posto di "spam"; courriel al posto di "e-mail"; taux d'obligations per "spread"; agence de notation per "agenzia di rating"; pacte bugetaire per "fiscal compact"). Nell'ambito del linguaggio giovanile praticato nelle banlieues, alcune espressioni idiomatiche registrano invece la presenza di prestiti consolidati dalla lingua araba.

Vocabolario[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una stima, tra l'80 e l'85% delle parole vengono dal latino e dal greco antico. Il resto è composto di nomi inglesi o stranieri (parking, alcool, patio, moderato, etc...) e da nomi d'origine celtica (solo 100 parole).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Vedi anche[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]