Impressionismo italiano

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I pittori Impressionisti in Francia non erano un gruppo formalmente organizzato, con regole precise, e lo stile impressionista fu inventato prima in Italia, rappresentato anche dai Macchioioli, e solo poi venne chiamato impressionismo con Monet in Francia, a causa di una sua opera, ma veniva fortemente denigrato, perchè era contro la scuola classica di pittura, era pura avanguardia. In Italia la situazione era ancora più severa e meno aperta, e l'impressionismo trovava espressione con diverse tecniche e diversi nomi, a seconda delle aree geografiche: troviamo i Macchiaioli in toscana, gli Scapigliati in Lombardia, il verismo sociale in Campania.

Sarà poi a seguito di un viaggio a Parigi di ricerca con Claude Monet, che un pittore italiano Francesco Filippini tornando in Italia, senza essere influenzato da Monet, ma studiandolo per anni, creò un proprio stile di pittura da praticare dipingendo all'aria aperta, che si concentra sullo studio della realtà e sull'osservazione dal vero, scegliendo colori conformi alla natura, rappresentando soggetti tratti dalla vita quotidiana, e questo stile influenzerà poi tutti i pittori, sopra tutto paesaggisti italiani, creando il movimento dell'impressionismo italiano, diverso da quello francese e più introsprettivo, che continuerà in epoca postimpressionista.

L'Impressionismo francese divenne poi famoso in tutto il mondo grazie ad alcuni collezionisti americani, appartenenti alle più importanti famiglie che decisero di acquisire grandi quantità di opere senza risparmi, senza essere socialmente giudicati per esporre pitture non accademiche, creando importanti collezioni personali e poi musei statunitensi.

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