Gualtiero Galmanini

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Gualtiero Galmanini
Nome
Cognome
Sesso
Luogo di nascita
Data di nascita
Luogo di morte
Data di morte
Attività
Gualtiero
Galmanini "Gal"
M
Monza
30 novembre 1909
Lido di Venezia
29 giugno 1976
architetto, designer
Il progetto di Galmanini dello Scalone d'Onore della Triennale di Milano, 1947

Gualtiero Galmanini detto Gal o Gua Gal (Monza, 1909 - Lido di Venezia, 1976), è un architetto e designer italiano[1], tra i maggiori protagonisti della rinascita del design italiano del dopoguerra insieme a Gio Ponti, Piero Portaluppi, Ettore Sottsass e Vico Magistretti ed una delle icone del nuovo design concettuale italiano degli anni cinquanta. Nel 1947 viene premiato dalla Triennale di Milano, in conformità della BIE EXPO, della Medaglia d'oro dell'Architettura Italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gualtiero Galmanini detto Gal, figlio di Mario Galmanini, nasce a Monza dove opera in Via Gottardo 29, prima di giungere a Milano e aprire uno studio nel centro in Corso Matteotti. Gualtiero Galmanini, in gioventù vince il terzo premio ai Littoriali di Architettura di Firenze nel 1934 con il progetto assolutamente modernista ed innovativo di una Casa dello studente a Pavia, elaborato con Angelo Bianchetti e Cesare Pea. Galmanini si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano, iscrivendosi all'albo professionale degli Architetti nel 1936. Si arruolerà nell'esercito come Ufficiale divenendo Tenente del Genio militare. Terminata la guerra inizierà le sue collaborazioni con Giò Ponti e Piero Portaluppi dedicandosi ad una intensa attività professionale al servizio dell'alta borghesia e nobilità lombarda.

Nel 1943, 26 delle 34 sale della Pinacoteca di Brera furono distrutte dai bombardamenti e ricostruite nel febbraio del 1946, grazie agli importanti finanziamenti della famiglia Bernocchi, dai designer Piero Portaluppi, Gualtiero Galmanini per volontà della soprintendente Fernanda Wittgens. Galmanini oltre che designer e architetto fu uno dei primi industrial designer della storia italiana realizzando elementi di arredo. Gal é anche l'autore dei piani urbanistici della città di Monza.

L'esempio di scale affusolate di Michele Valori, nel 1964 riprendo le forme di Galmanini degli anni cinquanta

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Gal, o volte chiamato a livello internazionale GualGal, dalla composizione delle iniziali del suo nome e cognome, è stato un architetto, designer, artista, urbanista ma anche un innovativo teorico dell'architettura, avanguardista, per la sua capacità di instaurare sempre delle relazioni forti tra teoria e pratica non convenzionali si è imposto come uno tra i pensatori più acuti dell'architettura italiana, influenzando la formazione di numerose generazioni di laureati del Politecnico di Milano e di disinibiti ed innovativi designer, basandosi su semplicità ed essenzialità, dividendo le categorie di architetti italiani post bellici tra aderenti alla modernità e tradizionalisti. Fu un avanguardista del design italiano opponendosi agli accademici, creando opere con citazioni svariate, ma nella loro semplicità inconfondibilmente originali.

Michele Valori si ispira alle forme di Galmanini, e ne troviamo esempio nella iconiche scale che realizzò nel 1964.

GuaGual, come veniva chiamato oltreoceano dall'acronimo del suo nome, ha disegnato moltissimi oggetti nei più svariati campi, dalle scenografie teatrali, alle lampade e pannelli di illuminazione, agli interni di fino alla progettazione di "pareti attrezzate",

Quest'opera anche con il suo carattere di "eccellenza" appartiene a buon diritto al Movimento Moderno in Italia sono sempre avanguardisti particolari architettonici, che testimoniano il nascere della vocazione del protodesigner italiano che avrà poi successo in tutto il mondo.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Triennale di Milano
  • Museo MAC - Museo d'arte contemporanea (Lissone)

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Installazioni e progetti[modifica | modifica wikitesto]

Design ed interni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. [1] "Stazione Rifornimento Carburanti (ex)", Archivio Lombardia Beni Culturali
  2. [2], Elle Deco. International Design Award. The EDIDA Awards gathers the editors-in-chief of ELLE Decoration editions
  3. [3], 1947. VIII Triennale di Milano Mostra internazionale di arti decorative e industriali moderne e architettura moderna
  4. [4], Il Giornale dell'Architettura, Triennale story: VIII edizione, 1947. Archivio Storico e Archivio Fotografico della Triennale (4 febbraio 2016
  5. [5], Piero Portaluppi Fondazione con il contributo di Mediobanca
  6. [6] L'Architettura al Centro delle Alpi, Repubblica, 4 febbraio 2016
  7. [7] Volume (anno): 14 (1960), Edizione 2: Bâtiments commerciaux, à la bibliothèque ETH-Bibliothek, Zurich, Rämistrasse 101, 8092 Zurigo, Schweiz, Suisse, www.library.ethz
  8. [8] "Stazione Rifornimento Carburanti (ex)", Archivio Lombardia Beni Culturali

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Molinari (a cura di), Piero Portaluppi: linea errante nell'architettura del Novecento, Fondazione La Triennale di Milano, Edizioni Skira, 2003, ISBN 888491678X
  • Nuovo Accademismo Architettonico , Gualtiero Galmanini, Angelo Bianchetti, Gustavo Latis, Longoni, Bea, in Quadrante (periodico) nn. 14-15 del 1934, pp. 53-54
  • Roberto Dulio, Ville in Italia dal 1945, Electa architettura, 2008, ISSN 2036-9298, presso Biblioteca Pubblica di New York
  • Ordine Architetti P.P.C.della Provincia di Mantova, Modernità dell'architettura nel territorio mantovano, Mantova 2003, p. 19
  • Bonoldi V./ Conte M., Conservare la modernità: ipotesi di un restauro a Mantova ex stazione di rifornimento carburante Piazzale Gramsci, 17. Tesi di laurea, Politecnico di Milano, relatore: Grimoldi A., Milano, 2005
  • Marco Introini, Luigi Spinelli, Architecture in Mantua from the Palazzo Ducale to the Burgo Paper Mill. Gualtiero Galmanini, Silvana Editoriale, 2018
  • Gualtiero Galmanini, Modernità dell'Architettura 2003, no. 19; Violetta Bonoldi, Maria Conte, Conservare la modernità: ipotesi di restauro a Mantova. Ex stazione di rifornimento carburante Piazzale Gramsci 17. Politecnico di Milano, Architettura e Società, Alberto Grimoldi, a.y. 2004-2005
  • Giulio Castelli, Paola Antonelli, Francesca Picchi, La fabbrica del design: conversazioni con i protagonisti del design, 2007
  • Dario Marchesoni, Luisa Giussani, La Triennale di Milano e il Palazzo dell'arte, 1985
  • Mário Sério, L'Archivio centrale dello Stato: 1953-1993, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1933
  • Roberto Aloi, Esempi di arredamento moderno di tutto il mondo, Hoeply, 1950
  • Bauen und Wohnen, Volume 14, 1960
  • Palladio, Edizioni 41-42, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato (Italy), Libreria dello Stato (Italy), De Luca Editore, 2008
  • Graziella Leyla Ciagà, Graziella Tonon, Le case nella Triennale: dal Parco al QT8, La Triennale, 2005, Template:ISBN
  • Giulio Castelli, Paola Antonelli, Francesca Picchi, La fabbrica del design: conversazioni con i protagonisti del design italiano, Skira, 2007, Template:ISBN
  • Ezio Manzini, François Jégou, Quotidiano sostenibile: scenari di vita urbana, Edizioni Ambiente, 2003
  • Fulvio Irace, Casa per tutti: abitare la città globale, Milano, 2008, ISBN 8837060858

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]