Giuseppe Verdi

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Giuseppe Verdi

GiuseppeVerdi.jpg

Nome
Cognome
Sesso
Luogo di nascita
Data di nascita
Luogo di morte
Data di morte
Attività
Giuseppe
Verdi
M
Le Roncole
10 ottobre 1813
Milano
27 gennaio 1901
compositore

Giuseppe Verdi ( Giuseppe Fortunino Francesco Verdi ) (Le Roncole, 10 ottobre 1813 - Milano , 27 gennaio 1901) è stato un compositore italiano dell'ottocento.

casa natale di Giuseppe Verdi

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da una povera famiglia a Roncole di Busseto. Come primo maestro musicale ebbe l'organista del paese, da ragazzo si esercitava su una vecchia spinetta ed aiutava i genitori nella bottega, una modesta osteria del paese. A dodici anni si recò a Busseto per aiutare negli affari il suo futuro protettore Barezzi, ed a Busseto frequentò il ginnasio, e studiò musica.

Spinetta

Nel 1828, a 15 anni, compose una sinfonia ispirata a “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini, a diciannove anni tentò di entrare in Conservatorio, ma non vi fu ammesso perché non aveva più l’età adatta e decise di proseguire privatamente gli studi con il maestro Vincenzo Lavigna, che era anche professore di solfeggio del Conservatorio. Tornato a Busseto, venne nominato maestro di musica del Comune e Direttore della Banda. Nel 1835 sposò la figlia del suo protettore Margherita Barezzi, da cui ebbe due figli e si trasferì a Milano dove, ottenuto nel 1838, un contratto con la casa di edizioni musicali Ricordi, Verdi esordì come compositore di opere.

Approfondimenti[modifica | modifica wikitesto]

La prima fase: le opere politiche[modifica | modifica wikitesto]

Grazie al maestro Lavigna, Verdi entra in contatto con il mondo operistico, dominato da Donizetti e Giuseppe Mercadante (1795-1870). e il suo nome inizia ad essere conosciuto già nel 1838, grazie alla pubblicazione di alcuni pezzi per voce e pianoforte.
Nel 1838 è rappresentatata alla Scala la prima opera di Verdi, Oberto conte di San Bonifacio, che riscuote un discreto successo. Un giorno di regno, la sua seconda opera, composta a fatica nel periodo funestato dalla morte dei figli e della moglie, è invece un insuccesso. Verdi pensa addirittura di non comporre più, ma superato il difficile momento compone e incontra il successo con Nabucco (1842) e I Lombardi alla prima crociata (1843).
In queste 2 opere, e nella successiva Battaglia di Legnano (1849), Verdi dà voce alle ispirazioni politiche dell'epoca - in particolare nei cori - e gli italiani oppressi dal dominio austriaco vi trovano espressi i loro sentimenti di indipendenza; sono storie di popoli in cui le scene corali prevalgono sulle figure dei singoli personaggi. Verdi diventa un compositore caro ai patrioti italiani e i cori tratti dalle sue opere diventano quasi un manifesto politico, perchè si intonano ai sentimenti patriottici e liberali del Risorgimento. Quando nei teatri della penisola si grida "Viva Verdi", non si acclama solo il compositore, ma si afferma un ideale politico: "Viva Vittorio Emanuele Re d'Italia!". Da questo momento Verdi intraprende un'attività frenetica (egli stesso definisce questo periodo «anni da galera») per soddisfare le richieste dei teatri e mette in scena drammi e tragedie di argomento tipicamente romantico (tradimenti, ingiustizie, amori, passioni): I due Foscari (1844, da un dramma di Byron), Ernani (1844, da Hugo), Macbeth (1847, da Shakespeare) e altre. Verdi segue personalmente le messe in scena delle sue opere e quindi viaggia moltissimo

La seconda fase: la trilogia popolare[modifica | modifica wikitesto]

Alla seconda fase appartengono tre grandi capolavori, la celebre trilogia "popolare", composta da Rigoletto, Il trovatore, La traviata. Dalla storia dei popoli si passa alla storia degli individui: Verdi racconta la loro vita sentimentale e i conflitti sociali in cui sono coinvolti con una musica che scolpisce personaggi a tutto tondo e scava in profondità la psicologia dei protagonisti. Dalle questioni politiche si passa ai problemi sociali di quell'epoca.
In queste opere Verdi modifica la struttura tradizionale del melodramma per rappresentare con maggiore fedeltà il carattere dei personaggi e le situazioni. Per esempio, solitamente quando il personaggio compare per la prima volta in scena, all'inizio dell'opera, intona un'aria. Verdi non si lascia condizionare dalle abitudini e presenta Rigoletto con un recitativo, che più si presta alla descrizione del protagonista.

La terza fase: una nuova forma d'opera[modifica | modifica wikitesto]

Il successo è ormai consolidato e Verdi può distanziare la produzione e meditarla maggiormente. Inizia anche un periodo di riflessione e di attenzione alla produzione europea. In questi anni Richard Wagner sta sottoponendo il melodramma a dei cambiamenti che Verdi non condivide. Mette quindi mano a una nuova forma d'opera in cui la fusione di azione drammatica e musica sia perfetta: occorre superare la netta distinzione tra i vari "pezzi chiusi", cioè le arie (momenti lirici, melodici e cantabili) e i recitativi (momenti in cui la linea musicale si avvicina molto al parlato per sostenere l'azione) per arrivare a una forma più aperta, in cui la musica possa scorrere senza interruzioni e adeguarsi liberamente alle parole e alle situazioni.
Le melodie diventano perciò meno facili e orecchiabili, ma più ricche e varie. Verdi appare nuovo, non piace a tutti, alcuni lo ritengono, a torto, un imitatore di Wagner. Ma egli prosegue nella realizzazione di questa nuova idea di opera lirica, portata avanti progressivamente, da cui nascono tra gli altri Don Carlos, Aida, Otello e Falstaff.

Le sue opere[modifica | modifica wikitesto]

La sua prima opera "Oberto Conte di San Bonifacio", richiesta dall'impresario del teatro la Scala di Milano Bartolomeo Merelli, andò in scena con successo il 17 novembre del 1839, ma la seconda opera "Un giorno di regno", una commedia, andata in scena il 5 settembre dell'anno dopo, non fu apprezzata, aggiungendo così sconforto a Verdi, già provato per la morte della moglie e dei due figli.

Margherita Barezzi, moglie di Giuseppe Verdi

Verdi aveva 37 anni quando le sue opere erano ormai al livello internazionale rappresentati in tutti i teatri di tutta l'Europa. Aveva anche avuto l' esperienza del Grand Opéra parigino mettendo in scena “I Lombardi” sotto la nuova veste di “Jerusalem“. Giuseppe Verdi dopo Giovanna d'Arco si allontanò dalla Scala e da Milano: si recò prima a Parigi e nel 1849 tornò a Busseto insieme a Giuseppina, divenuta ormai la sua compagna. Molte voci girarono su questo rapporto e sulla convivenza dei due, ufficializzata con il matrimonio solo nel 1859. In questi anni Verdi scrisse la cosiddetta trilogia popolare: Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata. In questo periodo Verdi si dedicò anche alla politica: dal 1861 al 1865 fu deputato del primo Parlamento del Regno d'Italia. Alcune opere famose:

  • Rigoletto: teatro la Fenice di Venezia, 11 marzo 1851.
  • Il Trovatore: Teatro Apollo di Roma, 19 gennaio 1853.

Nabucco[modifica | modifica wikitesto]

Il Nabucco è la terza opera lirica di Giuseppe Verdi e quella che ne decretò il successo. Nabucco fece il suo debutto con successo il 9 marzo 1842 al Teatro alla Scala di Milano alla presenza di Gaetano Donizetti. Ha aperto le stagioni operistiche del Teatro alla Scala nel 1946, 1966, 1986. È stata spesso letta come l'opera più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell'epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese. La lettura fu incentrata soprattutto sul famosissimo coro Va, pensiero, sull'ali dorate, intonato dal popolo ebraico.

Verdi muore a Milano, il 27 gennaio 1901 ed è sepolto nella Casa di Riposo dei Musicisti di Milano da lui fondata.