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Berillio

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Berillio
Aspetto dell'elemento
Berillio allo stato solido
Dati fisico/chimici
Litio ← Berillio → Boro
Numero atomico 4
Simbolo Be
Temperatura di fusione 1 287 °C
Temperatura di ebollizione 2 472 °C
Anno della scoperta 1798
Scopritore Louis Nicolas Vauquelin e Martin Heinrich Klaproth


Il berillio è un elemento chimico con numero atomico 4 e simbolo Be. Il berillio è un metallo alcalino terroso color grigio acciaio, leggero ma facile da rompere.

Il suo nome deriva dal greco beryllos che significa minerale. È stato scoperto nel 1789 da Louis Nicolas Vauquelin e Martin Heinrich Klaproth.

Caratteristiche chimiche[modifica | modifica wikitesto]

Le proprietà chimiche sono simili a quelle dell'alluminio.

Il berillio metallico puro si può ottenere dal berillo trasformandolo prima in idrossido; dalla calcinazione dell'idrossido si ottiene l'ossido dal quale si può preparare il cloruro che viene ridotto termicamente a metallo in presenza di magnesio:

Un altro processo di estrazione è quello elettrolitico, nel quale l'ossido, viene trattato con cloro e carbone a 800 °C, trasformandolo nel cloruro di berillio:

dal quale il berillio viene ottenuto per elettrolisi allo stato fuso.

Dove si trova[modifica | modifica wikitesto]

Il berillio si trova in molti minerali. È un metallo poco abbondante nella crosta terrestre, che – in presenza di ossigeno – si ricopre di un sottilissimo, compatto e aderente strato di ossido che protegge il metallo da ulteriore ossidazione.

Varietà pregiate di berillo, utilizzate come pietre preziose e gemme sono lo smeraldo, di colore verde intenso e l'acquamarina di colore verde mare. Altri minerali del berillio sono la fenacite, la bertrandite (silicati) e il crisoberillo (alluminato).

Usi[modifica | modifica wikitesto]

È usato soprattutto nelle leghe metalliche, come il rame-berillio.

Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

È un materiale carcinogeno per l'uomo.

Il berillio entra nell'aria, da acqua e terreno in conseguenza di processi naturali e attività umane. Si presenta naturalmente nell'ambiente in piccole quantità. Gli esseri umani producono berillio con la produzione di metallo e la combustione di carbone e olio.

Il berillio esiste in aria sotto forma di particelle di polvere molto piccole. Entra nei canali navigabili durante il il bagnamento di terreni e rocce. Le emissioni industriali rilasciano berillio all'aria e gli scarichi idrici rilasciano il berillio nell'acqua. Si deposita solitamente in sedimenti. Il berillio come elemento chimico si presenta naturalmente nei terreni in piccole quantità, ma le attività umane hanno aumentato i livelli di berillio.

Il berillio non tende a entrare nel terreno profondo e a dissolversi all'interno dell'acqua freatica. Nell'acqua, i composti chimici reagiscono con il berillio, rendendolo insolubile. Questo è un fatto positivo, perché la forma insolubile di berillio in acqua può causare molti meno danni agli organismi rispetto alla forma solubile in acqua. Il berillio non si accumula nei corpi dei pesci.

Tuttavia, alcune frutte e verdure come fagioli nani e le pere possono contenere livelli significativi di berillio. Questi livelli possono entrare negli animali che li mangiano, ma fortunatamente la maggior parte dei animali espellono rapidamente il berillio attraverso urina e feci.L'assorbimento di berillio ha conseguenze principalmente sulla salute umana.

L'inalazione anche di piccole quantità di berillio (o dei suoi composti) sotto forma di polvere o vapore provoca la berilliosi. La forma cronica di questa malattia è caratterizzata cianosi e da insufficienza respiratoria con tosse. 

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • http://www.bisceglia.eu/chimica/elementi/be.html
  • https://www.chimica-online.it/elementi/berillio.htm
  • https://www.lenntech.it/periodica/elementi/be.htm  

Vedi anche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]